Le eresie di Giovanni XXIII

Roncalli e la massoneria.

Giovanni XXIII scriveva. “I Cattolici e gli Ortodossi non sono nemici, bensì fratelli. Noi abbiamo la medesima ‘Fede’… noi raggiungeremo l’unione fra le chiese, in modo da formare assieme la vera ed unica Chiesa di nostro Signore Gesù Cristo”.

Tale affermazione significava la bestemmia per cui la vera Chiesa non era stata ancora stabilita.

Maria Ball Martinez scrisse che, dalle loro postazioni, le guardie repubblicane Francesi notarono il nunzio Roncalli, lasciare la sua residenza in abiti civili, per frequentare gli incontri serali del giovedì, nella loggia massonica del Grande Oriente di Francia.

Quando Roncalli fu, in seguito, “elevato” al collegio cardinalizio, egli insistette che ricevesse il cappello rosso dal socialista ateo e notoriamente anticlericale Vincent Auriol, il presidente francese, da lui descritto come un ‘onesto socialista’. Roncalli si inginocchiò dinnanzi ad Auriol, il quale pose la berretta cardinalizia sul capo di Roncalli. Auriol, poi, appese un largo nastro rosso attorno al collo del cardinale, abbracciandolo.

Durante le funzioni sociali a Parigi, Roncalli fu spesso anche visto socializzare con l’ambasciatore sovietico Bogomolov, sebbene il governo di questi avesse, e sì aveva, ripreso la sua politica pre-bellica di brutale sterminio di tutti Cattolici in Russia.

Il nunzio Roncalli era risaputo essere un “buon amico e confidente” di Edouard Herriot, il segretario dei socialisti radicali anti-cattolici francesi.

Il 25 settembre 1964 appariva sul giornale francese “Juvénal” un’intervista rilasciata dal barone Yves Marsaudon, ministro del Supremo consiglio di Francia della massoneria di rito scozzese. Alla domanda del giornalista, se il barone avesse conosciuto bene l’antipapa Giovanni XXIII, il gran massone rispose: “Ero molto legato a monsignor Roncalli, nunzio apostolico a Parigi. Quando sono stato nominato ministro dell’ordine di Malta, ho manifestato al nunzio le mie perplessità, a causa della mia appartenenza massonica. Monsignor Roncalli mi ha confermato formalmente di restare in massoneria”. I rapporti fra il massone Yves Marsaudon e il nunzio Angelo Roncalli sono continuati anche dopo l’elevazione alla tiara del cardinale attraverso benedizioni, segnali di amicizia e persino inviti ufficiali a Castel Gandolfo.

Anche Virgilio Gaito, ex Gran Maestro del Grande Oriente, in due occasioni si è estresso in merito ai rapporti tra la massoneria e Giovanni XXIII: A “Italia Settimanale” Gaito dichiarava: “Si dice che Giovanni XXIII sia stato iniziato alla massoneria quando era nunzio a Parigi. Riferisco quello che mi è stato detto. Del resto, nei suoi messaggi ho colto molti aspetti che sono proprio massonici” Anche al giornalista Cubeddu Gaito di “30 Giorni”, confermò: “Pare che Giovanni XXIII sia stato iniziato a Parigi e abbia partecipato ai lavori delle officine a Instabul. Quando poi ho ascoltato le gerarchie ecclesiastiche parlare nelle omelie dell’uomo come centro dell’universo, mi sono commosso fino alle lacrime”

Di fronte a dichiarazioni così autorevoli e pubbliche, il Vaticano non ha mai ritenuto di dovere intervenire con vigorose e documentate smentite.

Il 24 giugno 1961, giorno della festa di san Giovanni Battista, patrono dell’ordine di Malta, Roncalli ricevette in Vaticano i Cavalieri di Malta, annunciando loro la soppressione della commissione cardinalizia voluta da Pio XII per indagare sui loro rapporti con la massoneria.

Il compagno dei comunisti.

Quando Roncalli fu “cardinale” di Venezia, fece di tutto per non farsi criticare dai comunisti. Gli abituali insulti anticlericali, lasciarono spazio ad un silenzio rispettoso. Roncalli un giorno parlò presso il Comune di Venezia. Egli affermò: “… io sono felice di essere qui, quantunque siano presenti alcuni che non si chiamano cristiani, però accreditabili come tali, in virtù delle loro buone azioni.”

Ciò è palesemente eretico.

Dopo essere stato invalidamente eletto (essendo stato eletto prima di lui in cardinal Giuseppe Siri, costretto a dimettersi) ed essersi trasferito in Vaticano, Giovanni XXIII fece restaurare un’antica statua di Ippolito, un antipapa del terzo secolo e la fece piazzare all’entrata della biblioteca Vaticana.

Dichiarazioni di Giovanni XXIII sugli eretici, gli scismatici e gli acattolici.

Giovanni XXIII comunicò al protestante Roger Schutz, fondatore della comunità di Taizè, un monastero ecumenico non-Cattolico: “Voi siete nella Chiesa, siate in pace.” Schutz esclamò: “Ma allora noi siamo Cattolici.” Giovanni XXIII rispose: “Sì, noi non siamo più separati.”

Ciò è palesemente eretico.

Giovanni XXIII disse una volta: “Se io fossi nato musulmano io credo che sarei sempre rimasto un buon musulmano, fedele alla mia religione.

Uno dei primi atti di Giovanni XXIII, fu quello di ricevere lo Scià iraniano maomettano, in udienza. Quando lo Scià iraniano se ne stava per andare, per evitare di offendere i suoi principi religiosi maomettani, Giovanni XXIII gli diede la sua benedizione affermanndo: “Possa il più abbondante favore del Dio onnipotente essere con te”. Nel formulare tale benedizione, Giovanni XXIII rimosse l’invocazione della Santissima Trinità, la quale è da invocare durante la benedizione.

Ciò è contrario all’insegnamento della Sacra Bibbia, che vieta l’offerta della benedizione agli infedeli, come ripetuto da Papa Pio XI.

Il 18/07/1959 Giovanni XXIII soppresse la seguente orazione: “Sia Tu il Re di tutti coloro che sono ancora coinvolti nell’oscurità dell’idolatria o nell’Islam.”

Nella sua lettera Apostolica del 17/10/1925, Papa Pio XI ordinò che tale orazione fosse recitata pubblicamente il giorno della festa di Cristo Re.

Giovanni XXIII rimosse dal calendario dei santi i 14 Santi Ausiliatori, e una serie di altri santi, inclusa Santa Filomena.

Papa Gregorio XVI donò a Santa Filomena i titoli di “Grande operatrice di meraviglie del diciannovesimo secolo” e di “Patrona del Rosario vivente”. Ella fu canonizzata dal medesimo Papa nel 1837. Una canonizzazione di un santo è una “dichiarazione pubblica ed ufficiale di una virtù eroica di una persona, e dell’inclusione del suo nome nel canone dei santi… Questo giudizio della Chiesa è infallibile ed irriformabile.”

Giovanni XXIII volle la partecipazione al Concilio Vaticano II (1962-65), del clero delle chiese scismatiche “Ortodosse” di Russia, composto in gran parte da agenti del KGB. Gli “Ortodossi” comunicarono che parte del loro clero avrebbe preso parte, a patto che non si condannasse il Comunismo. Così, Giovanni XXIII stabilì il “grande patto” dal nome concordato Vaticano-Mosca, o ‘patto di Metz’ concordando di non condannare il comunismo. Giovanni XXIII vide dove si sarebbero seduti gli osservatori non-Cattolici durante il conciliabolo Vaticano, e disse: “Ciò non va, mettete i nostri fratelli separati vicino a me.”

Egli asserì l’eresia che l’intera famiglia cristiana è costituita anche dai non cattolici. Innanzitutto, l’intera famiglia cristiana è solamente composta dai cattolici. Affermare che l’intera famiglia cristiana include i non-cattolici, come fece Giovanni XXIII, è eresia. È una negazione dell’unità della vera Chiesa di Cristo, la Chiesa Cattolica. La vera Chiesa, la Chiesa Cattolica, è Una nella Fede. La Chiesa Cattolica ha già ottenuto l’unità, ed essa manterrà sempre una visibile unità nella verità.

Giovanni XXIII cambiò invalidamente le rubriche del breviario e del Messale. Egli ordinò la sospensione delle orazioni Leonine, le preghiere prescritte da Papa Leone XIII da recitare dopo la Messa. Tale orazioni furono anche prescritte da Papa San Pio X e da Papa Pio XI. Queste includevano l’orazione all’Arcangelo San Michele, una preghiera specificamente menzionante la battaglia della Chiesa Cattolica contro il diavolo.

Giovanni XXIII tentò, poi, di sopprimere l’ultimo Vangelo, il Vangelo di San Giovanni. Tale Vangelo è utilizzato negli esorcismi.

Giovanni XXIII, sul socialismo e il comunismo.

Nella sua enciclica “Mater et magistra”, circa la cristianità ed il progresso sociale, Giovanni XXIII promuove gli ideali socialisti. Il comunismo venne condannato 35 volte da Papa Pio XI, e 123 volte da Papa Pio XII.

Il segretario generale del partito comunista britannico, John Gollan, dinnanzi alle telecamere della televisione, il 21/04/1963, affermò che “l’enciclica Pacem in Terris di Giovanni XXIII lo aveva sorpreso e rallegrato”

Il 06/03/1963 Giovanni XXIII ricevette Alexei Adjubei e sua moglie Rada, con un’udienza speciale. Rada era la figlia del primo ministro dell’URSS Kruscev.

Uno degli amici intimi dell’antipapa Giovanni XXIII, era il comunista e vincitore del premio Lenin per la pace, Giacomo Manzù

La Chiesa Cattolica ha condannato il Comunismo in oltre duecento diverse occasioni.

Giovanni XXIII fu quindi lodato dai massoni e dai comunisti durante il suo antipontificato.

Giovanni XXIII nella sua enciclica ‘Pacem in Terris’ affermò: “Inoltre, fra i diritti dell’uomo vi è quello del poter adorare Dio secondo i giusti dettami della sua coscienza, e di professare la propria religione sia in pubblico che in privato.”

Ciò è eresia. Non è un diritto umano adorare i falsi dèi in pubblico. Ciò è stato condannato da molti Papi.

Giovanni XXIII e gli ebrei.

Giovanni XXIII accolse una volta degli ospiti ebrei, con le seguenti parole: “Io sono Giuseppe, vostro fratello”, citazione tratta dalla Genesi 45,4. Come Giuseppe che, pur essendo un ebreo, si ritrovò in cima alla gerarchia degli Egizi, così Giovanni XXIII comunicò agli ebrei che egli era Giuseppe, il loro fratello, in quanto effettivamente un infiltrato radicatosi invalidamente, nella più alta posizione della gerarchia cristiana.

Esattamente poco prima della sua morte, Giovanni XXIII compose la seguente preghiera per gli ebrei. “Noi realizziamo oggi quanto ciechi siamo stati nel corso dei secoli, e come noi non abbiamo apprezzato la bellezza del ‘popolo eletto’ o le caratteristiche dei nostri favoriti fratelli. Noi siamo coscienti del marchio divino che Caino impose sul nostro capo. Nel corso dei secoli nostro fratello, Abele, è giaciuto sanguinante in lacrime per terra per colpa nostra, solamente perché noi ci eravamo dimenticati del ‘Tuo’ amore. Perdonaci che nel crocifiggere loro noi abbiamo crocifisso ‘Te’ per una seconda volta. Perdonaci. Noi non sapevamo ciò che stavamo facendo.”

Giovanni XXIII, affermò che gli ebrei sono ancora il popolo eletto, il che è eretico. La frase “perfidi ebrei” era l’espressione utilizzata dai cattolici nella Liturgia del Venerdì Santo, sino alla sua rimozione da parte di Giovanni XXIII, nel 1960. La parola ‘perfido’ significa ‘infedele’.

C’è uno stupefacente parallelismo tra l’antipapa Giovanni XXIII del Grande Scisma d’Occidente, e Giovanni XXIII .

Il nome Giovanni era stato evitato dai Papi per 500 anni, in quanto l’ultimo uomo ad averlo avuto, era stato il notorio antipapa Giovanni XXIII, Baldassarre Cossa, durante il periodo del Grande Scisma d’Occidente.

1) Il regno dell’antipapa Giovanni XXIII, durò 5 anni, dal 1410 al 1415, come il recente regno di Roncalli, dal 1958 al 1963.

2) L’antipapa Giovanni XXIII, convocò un concilio invalido, il Concilio di Costanza. Allo stesso modo, anche Roncalli, convocò il Concilio Vaticano II.

3) L’antipapa Giovanni XXIII, aprì il suo falso concilio a Costanza, nel quarto anno del suo regno, 1414. Roncalli aprì il Concilio Vaticano II nel quarto anno del suo regno, 1962.

4) Il regno dell’antipapa Giovanni XXIII, terminò poco prima della terza sessione del suo falso concilio, nel 1415. Roncalli morì poco dopo la terza sezione del Concilio Vaticano II, nel 1963.

“Numerose e autorevoli furono in passato le testimonianze che attestavano il fatto che Angelo Giuseppe Roncalli, alias Giovanni XXIII, si era iscritto nella massoneria, alcuni decenni prima della sua contestata elezione.

Ora, fin dal ‘700, Dio, per mezzo della dottrina e legge immutabile della Chiesa, e per decreto irreformabile dei Sommi Pontefici, ha decretato numerose volte che chiunque entri o collabori con la setta massonica, incorre nella scomunica ipso facto, cioè automatica. Con la scomunica, la persona è fuori dalla Chiesa Cattolica, e se ecclesiastico, tutti i suoi atti religiosi, come ad esempio i sacramenti, sono invalidi, cioè privi di valore religioso.

Ora, assodato che Roncalli è stato massone, è ovvio quindi che lui non è mai stato papa, perché non era neanche cattolico! Quindi tutti i suoi atti ecclesiali sono stati nulli e invalidi, come ad esempio il Concilio Vaticano II (quindi un conciliabolo invalido e nullo, perché indetto da un individuo privo di qualsiasi autorità religiosa), o come le nomine vescovili e cardinalizie, ecc. Lo stesso Padre Pio, disse, dopo il 1958, che Roncalli non era un papa.

Cosa dice la Chiesa e Dio su una tale situazione?

Gesù già nel Vangelo parla della grande apostasia, parlando esplicitamente dell’ “abominio della desolazione in luogo santo”, e predicendo la venuta di “falsi pastori”. Inoltre potete leggere nel Nuovo Testamento numerosi richiami a una tale situazione, come ad esempio nel testo dell’Apocalisse, quando viene predetto l’avvento della ‘bestia venuta dalla terra’, simile ad un agnello, ma al servizio dell’Anticristo, a significare il potere spirituale che si mette al servizio dell’Anticristo stesso.

Il progetto della massoneria per conquistare la Chiesa cattolica, è stato quello di infiltrare massicciamente la gerarchia ecclesiastica, infiltrazione che è aumentata esponenzialmente dagli anni ’50 in poi. La Chiesa del Vaticano II è invalida e anti-cristica, perché contraddice numerosi dogmi e il Vangelo. Tutto questo fu profetizzato in numerosi passi della Sacra Scrittura. Chi ha gli occhi aperti può capire.

Resta da ribadire che la gerarchia ecclesiastica facente parte della massoneria, è scomunicata automaticamente dalla Chiesa, anche se nessuno ci fa caso, e i loro atti ecclesiali sono nulli e invalidi, come ad esempio i sacramenti. La tragedia è che ormai quelli che vanno in chiesa se ne fregano di tutto ciò.

In effetti fu Giovanni XXIII ad iniziare il processo di cancellazione della scomunica dei frammassoni; che si concluderà con Giovanni Paolo II con il suo nuovo codice di diritto canonico del 1983. Ovviamente sono stati atti invalidi e nulli, in quanto promulgati da antipapi, a loro volta scomunicati ‘ipso facto’ in precedenza, proprio per appartenere alla setta massonica, “satanica in tutto”, come condannata dal Papa Leone XIII.

Fonte – https://gloria.tv/article/nA3fq3L93upF4ikSGxNdjcy1p?fbclid=IwAR0mH1VyqbSOxL3uJgnPytA1kkNrFvg5Go9N7oQN3USo_RxqExqI_lUGTD4

 

2 Risposte

  • Repetita juvant ! Non ricordo se tale articolo sia stato già pubblicato, ma è meritorio rammentare ai cattolici od aprire gli occhi ai fedeli.

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