Gianna Jessen è l’attivista antiabortista statunitense più qualificata a parlare del tema: è sopravvissuta all’aborto e invita a riflettere.

Gianna Jessen arriva in Italia, a Cesena. Si tratta di un intervento molto atteso: la Jessen, sopravvissuta a un aborto, è una delle più importanti attiviste antiabortiste statunitensi.

La Jessen, che ha 42 anni, è da sempre impegnata a sostenere i movimenti che si oppongono all’aborto e ha raccontato la sua storia al Congresso degli Stati Uniti d’America e alla Camera dei Comuni del Regno Unito.

L’attivista antiabortista racconta la sua storia: è nata alla trentesima settimana di gravidanza di sua madre, una diciassettenne del Tennessee, a seguito di un tentativo di aborto fallito. I suoi genitori non la volevano.

Il feto però sopravvisse all’iniezione di una soluzione salina nell’utero. «Un aborto salino consiste nell’iniezione di una soluzione di sale nell’utero della madre – dice la Jensen nelle sue testimonianze – il bambino inghiotte la soluzione, che lo brucia dentro e fuori, e poi la madre partorisce un bambino morto entro 24 ore».

«Questo è capitato a me – continua la Jessen – sono rimasta nella soluzione per circa 18 ore e sono stata partorita viva il 6 aprile 1977 alle 6 del mattino in una clinica per aborti della California. C’erano giovani donne nella stanza. Quando mi videro, provarono l’orrore dell’omicidio».

Gianna fu partorita viva e venne trasferita subito in ospedale, anche per merito del caso: il medico abortista non era ancora arrivato. Nonostante tutto, l’anossia dovuta alla soluzione salina le causò una paralisi cerebrale e muscolare.

Adottata a tre anni, superò le difficoltà motorie indotte dalla paralisi e riuscì a camminare senza tutore, seppure con notevoli difficoltà. Dalla sua storia sono nati un libro (la sua autobiografia) e un film (October Baby).

Gianna parlerà sabato alle 16 marzo alle 17,30 al teatro Verdi di Cesena. L’ingresso è gratuito.

Guarda l’intervento di Gianna Jessen alla Queen’s Hall di Melbourne nel 2008.