La scelta di Sara: “Ho lasciato le Femen e adesso credo in Dio”

Una conversione totale, che ha portato l’ex attivista brasiliana anti religiosa a chiedere scusa. Oggi aiuta il presidente Bolsonaro.

Nel 2012 ha fondato il gruppo Femen del Brasile, il movimento nato in Ucraina e diventato famoso in tutto il mondo per le proteste a seno nudo delle sue attiviste, che in diverse occasioni hanno preso di mira le chiese cattoliche ed ortodosse, fino a Piazza San Pietro. Con altre 4 a seno nudo si è poi scatenata a Rio de Janeiro, baciando una collega seminuda sullo sfondo di una croce davanti la chiesa di Nostra Signora di Candelaria. Ma le Femen non le bastavano (“un business”) e nel 2013 dà vita al gruppo femminista Bastardxs, nemico di ogni valore e soprattutto di ogni vestito.

Parliamo di Sara Fernanda Giromini, in arte “Sara Winter” , tutta piercing e tatuaggi, che però è mamma dal 2015 (dopo avere regolarmente abortito il primo figlio).  Proprio questa nuova gravidanza ha aperto la strada della conversione: «Il dolore per l’aborto era devastante, non credevo certamente in Dio, ma lui credeva in me…Ero di nuovo incinta e all’improvviso ho capito che Dio mi stava dando una seconda possibilità». Scrive nel libro Cagna, no! Le sette volte in cui sono stata tradita dal femminismo: “Mi sono pentita di aver abortito e oggi chiedo perdono”. “Ieri mio figlio [il secondo] ha compiuto un mese e la mia vita ha assunto un nuovo significato. Mentre scrivo, lui dorme serenamente nel mio grembo. È la sensazione più bella del mondo”. E aggiunge: «Per favore, donne che volete disperatamente abortire, riflettere attentamente su questo: io ho sofferto profondamente per averlo fatto, non voglio lo stesso per voi». Rinnegando il suo passato spiega: «Ho visto il movimento femminista fare da scudo ai pedofili…Per loro le donne sono oggetti utili per aizzare l’odio contro la religione cristiana, l’odio contro gli uomini, l’odio contro la bellezza delle donne, l’odio contro l’equilibrio delle famiglie».

Il pentimento comporta interessanti ammissioni circa l’uso di droghe, rapporti sessuali e la propria bisessualità, resa necessaria nel mondo del femminismo, nonché circa il carattere settario di quel mondo: “Le donne lesbiche e bisessuali hanno molta più voce e molto più rispetto all’interno del movimento, per cui cercando il riconoscimento della mia lotta ho decostruito la mia eterosessualità e l’ho sostituita con una bisessualità artificiale”. E ancora:“Per la setta femminista, le donne non sono l’ispirazione, ma la materia prima nel senso peggiore della definizione. Sono oggetti convenienti utili allo scopo di infiammare l’odio contro la religione cristiana, contro gli uomini, contro la bellezza delle donne, contro l’equilibrio delle famiglie. Il femminismo è questo, e posso garantire che è così perché ci stavo dentro!”

Effettivamente, vedendo Femen in azione, il dubbio viene. Non è il solo dubbio. Dove hanno trovato i soldi per vivere, spostarsi in aereo in tutto il mondo e disporre di alberghi, avvocati e impunità giudiziaria nonchémantenere la sede parigina?

Nel 2013 hanno profanato la cattedrale parigina di Notre-Dame, danneggiando furiosamente (sempre a seno nudo, bastoni alla mano) una campana ricoperta d’oro e urlando slogan contro Benedetto XVI. Condannate per profanazione, atti osceni e danneggiamenti? Macché! I giudici sia di 1° che di 2° grado le hanno assolte da tutto e condannato i sorveglianti della cattedrale, che le hanno messe fuori, ma con troppa foga, al risarcimento di 1.500 euro a testa.

Sara non è stata la prima a lasciare le Femen . Un’altra attivista parigina denunciava (la Stampa 13.02.2014) i metodi usati da Femen per “indottrinare e asservire” in stile settario e con il lavaggio del cervello. La donna , veterana del raid a Notre Dame de Paris del 2013 ha ricordato che Femen “trasforma il tuo corpo e il tuo spirito”.

Ma tornando alla Giromini è interessante misurare il suo pentimento in un video, in cui ella riconosce che “Chiedere perdono non è sicuramente una cosa facile da fare”, anche se  “Siamo andate troppo oltre e abbiamo finito per offendere molte persone religiose e non”.

Sarà per questo, sarà perché è mamma, la ex Femen ha devoluto una percentuale degli incassi del libro alle cause pro-life ed è andata in giro a tenere conferenze contro il femminismo ed il gender con la psicologa Marisa Lobo, psicologa e nota attivista cristiana, che sponsorizza i metodi di cura per gli omosessuali. E proprio di donne e di famiglia andrà a occuparsi Sara Winter per incarico del governo Bolsonaro appena insediato. L’ex femminista, ora militante pro life e cristiana fervente, entrerà nel dipartimento delle politiche delle donne del ministero delle donne, della famiglia e dei diritti umani. L’esperienza di situazioni “strane” non le manca.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/sara-giromini-lascia-le-femen-e-si-converte/

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