Lo scontro in Libia sembra farsi più duro giorno dopo giorno. I bombardamenti delle scorse ore ne sono una lampante dimostrazione: le vittime civili causate dai missili piovuti su Tripoli, per le cui responsabilità si assiste adesso anche un reciproco scambio di accuse tra le parti in causa, testimoniano l’intensità raggiunta da una battaglia prossima oramai ad entrare nella sua seconda settimana. E ad aggiungere maggiori polemiche è anche il dito puntato diretto contro la Turchia da parte di Haftar, con Ankara accusata di introdurre dall’esterno armi per i miliziani più estremisti.

Le accuse di Ahmed Al Mismari

Così come riportato dal sito AddressLibya, nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì sera a Bengasi il portavoce dell’Lna, Ahmed Al Mismari, chiama in causa in modo esplicito e piuttosto pesante la Turchia. Secondo i responsabili dell’esercito di Haftar, in particolare, il governo del presidente Erdogan in questi giorni sta finanziando e donando armi alle milizie rimaste fedeli al governo di Al Sarraj. Al Mismari specifica che Ankara starebbe appoggiando in particolare proprio quelle milizie ritenute, all’interno della galassia delle forze in questo momento impegnate nella difesa di Tripoli, le più estremiste. Le armi, secondo sempre il portavoce dell’Lna, arrivano in Libia tramite il porto di Zuwara, località vicina il confine tunisino lungo la costa in mano ai gruppi fedeli all’esecutivo di Tripoli. Nonostante tra questa cittadina e la capitale buona parte del territorio risulti in mano all’esercito di Haftar, le armi riuscirebbe ugualmente a giungere nelle mani delle forze di Al Sarraj. 

“Altre armi turche stanno arrivando alle milizie islamiste che combattono al fianco delle forze del governo di accordo nazionale del primo ministro Fayez al Sarraj – spiega Al Mismari – Queste sono le ingerenze straniere in Libia”. Il riferimento è a quanto rivelato nei giorni scorsi dalla Cnn turca, la quale specifica che due navi da guerra di Ankara partite dai porti di Mersin e di Marmaris, sono oramai in prossimità delle acque libiche. In realtà, spiega il servizio del canale turco del network di Atlanta, le navi in questione sarebbero nel Mediterraneo per un’operazione antidroga condotta nei giorni scorsi. Ma a Bengasi sono convinti si tratti della “firma” di Erdogan sul sostegno ad Al Sarraj ed ai gruppi integralisti. Turchia e Qatar sono i principali finanziatori dei Fratelli Musulmani, formazione ben presente e ben influente all’interno del governo di Al Sarraj. Da qui il sostegno, con tanto di rifornimento di armi e munizioni, assicurato da Ankara a Tripoli.

Da parte sua, il governo turco smentisce e lo fa per bocca di Omer Faruk Dogan, ambasciatore di Ankara a Tunisi: “Quelle di Al Mismari sono solo menzogne – taglia corto il diplomatico, come riferisce AgenziaNova – Tutto questo non aiuta alla pace ed alla stabilità della regione. Noi siamo per una soluzione diplomatica in Libia”.

La situazione sul campo

Scontri verbali che dagli attori sul campo si estendono ai rispettivi sponsor internazionali. Tutto questo a dimostrazione del fatto che, almeno per il momento, non appare esserci interesse ad avviare seri tavoli diplomatici. Non solo le accuse da parte di Haftar alla Turchia, nelle ultime ore sono diversi gli episodi che testimoniano un deterioramento della situazione sul campo: i bombardamenti su Tripoli, con accuse reciproche tra le forze di Al Sarraj e quelle di Haftar, la detenzione per diverse ore di tredici francesi al confine tra Tunisia e Libia, gli allarmi lanciati su migranti e rischio terrorismo, ben si comprende come la Libia sia sempre più una polveriera.

Il fronte intanto appare decisamente fermo. Tutto risulta, in particolare, bloccato a circa 20 chilometri a sud di Tripoli: le forze fedeli ad Al Sarraj tengono ma non riescono ad avanzare, quelle di Haftar avanzano ma non riescono a sfondare. Da qui lo stallo che genera tensioni e nervosismi vari, sempre più difficili da arginare. La battaglia per Tripoli è oramai una guerra a tutto campo, combattuta a livello tanto militare quanto mediatico e politico.

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it/cresce-la-tensione-in-libia-haftar-accusa-la-turchia-di-armare-i-terroristi/