Mani tagliate ai ladri e lapidazione per omosessuali e adulteri, le nuovi leggi in Brunei

Per ordine del sultano del Brunei, uno degli uomini più ricchi del mondo, da quest’anno nel piccolo paese del Sud-est asiatico entra in vigore il nuovo codice penale che introduce reati e pene ispirati ai precetti più stringenti della sharia, la legge islamica, come la condanna a morte per lapidazione per omosessuali e l’amputazione per i ladri.

Amputazione di mani e piedi per il reato di furto, carcere e per chi non prega e addirittura pena di morte tramite lapidazione per adulteri e omosessuali. Non stiamo parlando di antiche leggi risalenti al medioevo ma della nuova riforma legislativa in vigore nel 2019 in Brunei. Per volere del sultano Hassanal Bolkiah, uno degli uomini più ricchi del mondo e al potere ininterrottamente dal 1967, dalla prossima settimana infatti tutti i cittadini del piccolo regno sud-est asiatico saranno soggetti al nuovo codice penale basato sulla sharia, l’antica legge islamica. Il governo locale in realtà aveva annunciato da tempo la svolta integralista introducendo a piccoli passi nuove norme, nuovi reati e pene sempre più severe come il divieto di bere alcol e l’obbligo di andare in moschea per la preghiera del venerdì, ma ora la trasformazione appare completa.

La svolta era arrivata nel 2014 quando il Brunei divenne il primo paese del Sud-est asiatico ad adottare ufficialmente la Sharia. Una notizia che fu accolta con proteste a livello internazionale tanto da spingere il sultano a rimandarne l’applicazione concreta. Da allora però sono stati introdotti man mano precetti sempre più stringenti e pene più severe fino alle amputazione e lapidazioni di quest’anno. A lanciare l’allarme diverse organizzazioni per i diritti umani che denunciano la stortura di un codice penale che, raccogliendo i più rigidi precetti della Legge islamica, introduce reati e pene contrarie ai diritti umani. Amnesty International ha esortato il Brunei a “fermare immediatamente” l’attuazione delle nuove norme e delle relative sanzioni definite “profondamente sbagliate”. “Il codice penale del Brunei è un atto legislativo profondamente sbagliato perché contiene una serie di disposizioni che violano i diritti umani”, spiegano dall’organizzazione umanitaria, aggiungendo: “Oltre a imporre pene crudeli, inumane e degradanti, limita in modo evidente i diritti alla libertà di espressione, religione e credo e codifica la discriminazione contro donne e ragazze”.  L’omosessualità che era già illegale in Brunei, con una pena fino a 10 anni di carcere, ora prevede ad esempio la pena di morte. Le nuove leggi si applicano sia ai musulmani, che costituiscono circa i due terzi della popolazione del Brunei, sia ai non musulmani e agli stranieri, anche se alcuni reati, come l’apostasia, si applicano solo ai musulmani.

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4 Risposte

  • oltre che su questo blog la notizia bisogna darla anche alle femministe ed agli omosex cosi che abbiano a fare una bella marcia di protesta magari sotto le finestre del palazzo del sultano…se ne hanno il coraggio!

  • Femministe e gay zittiscono perchè gli islamisti sono loro alleati contro la Chiesa Cattolica.
    A proposito: le tanto terribili femen non hanno niente da dire?

  • Femen sorosiane ? Stanno organizzando una trasferta nel Brunei per esporre il seno e marciare in protesta.Almeno un centinaio cui si assoceranno donne del posto. Sembra che dopo il Brunei vogliano andare a La Mecca, in Arabia Saudita per protestare sotto il palazzo di Bin Salman. Emma Bonino ha comunicato la sua partecipazione personale. Renzi ha inviato nota solidale. Papa Bergoglio ha detto che certe cose sono a rischio e pericolose e Berlusconi ha espresso solidarietà alle femen perchè le loro esposizioni sono doverose.

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