Cristiani e conservatori Usa sul piede di guerra per l’ultima puntata di un celebre cartone trasmesso in 83 Paesi del mondo.

Negli Stati Uniti e in Canada cristiani e politici conservatori sono sul piede di guerra per quanto avvenuto durante l’ultima puntata di un celebre cartone animato destinato agli under 8 anni anglofoni.

 E la protesta si sta allargando anche agli 83 paesi del mondo dove la serie è trasmessa (come il Regno Unito e l’Australia).

Arthur“, la serie animata educativa canadese-americana, pensata per bambini dai 4 agli 8 anni (che dovrebbero essere spinti alla lettura, visto che il cartoon è basato sui libri di avventura di Marc Brown), la più longeva in assoluto degli Stati Uniti, dopo i Simpson, ha iniziato la sua ventiduesima stagione con il “matrimonio” a sorpresa del maestro Ratburn con un altro maschio.

La serie della Pbs (Public Broadcasting Service), ambientata nella città Usa immaginaria di Elwood City, ruota attorno alle vite di Arthur Read, un oritteropo antropomorfo di otto anni, i suoi amici, la sua famiglia e le loro interazioni quotidiane e, dal suo debutto (il 7 ottobre 1996), il cartoon ha trasmesso 239 episodi di mezz’ora (ogni episodio racconta due storie di 11 minuti completamente autonome l’una dall’altra).

La serie animata (seguita solo negli Usa da 10 milioni di spettatori settimanali) ha proposto nel suo ultimo episodio lo sdoganamento del matrimonio omosessuale per i bimbi di questa fascia d’età. Infatti nel corso dell’episodio si vedono Arthur, Francine, Buster e Muffy che scoprono che il loro insegnante di terza fascia, il signor Ratburn, si è fidanzato. Ma gli amici animali sono sorpresi di scoprire che il giorno del matrimonio, il signor Ratburn cammina lungo il corridoio a braccetto con un altro oritteropo maschio, Patrick, un cioccolatiere locale. Mentre le due creature animate percorrono il corridoio, tutti gli ospiti sorridono per celebrare il matrimonio omosessuale. In seguito, gli studenti mangiano la torta, che è stata mostrata in precedenza nell’episodio, con due toppers che assomigliano a Mr. Ratburn e Patrick.

Maria Vera Whelan, senior director di marketing, comunicazione e social media per i media e l’educazione dei bambini presso la Pbs, ha dichiarato al New York Times che i programmi di Pbs Kids sono “progettati per riflettere la diversità delle comunità in tutta la nazione. Riteniamo che sia importante rappresentare la vasta gamma di adulti nella vita dei bambini che guardano Pbs Kids ogni giorno“.

La puntata ha suscitato l’elogio delle organizzazioni Lgbt, ed è stata ampiamente celebrata sui social, anche con vari emoji arcobaleno. In molti, invece, hanno espresso sgomento per la decisione di includere un matrimonio omosessuale in un programma televisivo per bimbi.

Cathy Ruse, Senior Fellow per i “Legal Studies” del Family Research Council, ha dichiarato a The Christian Post, che “gli americani non hanno chiesto una ridefinizione del matrimonio, è stato loro imposto da giudici attivisti, che hanno rovesciato decine di milioni di voti che chiedevano di mantenere il matrimonio un’istituzione per uomo-donna. Gli attivisti gay, non contenti di questo, vogliono ora cambiare le nostro convinzioni. I bambini non chiedono che i loro personaggi dei cartoni animati siano gay ma gli attivisti dell’industria dell’intrattenimento li stanno costringendo a farlo“. La donna ha concluso spiegando che l’intrattenimento per bambini, “non è più basato su un sistema di valori giudeo-cristiani, ma su iniziative politiche di gruppi di interesse politico di sinistra. Ora più che mai, i genitori devono stare attenti ai media che consumano i loro figli. I genitori si fidano degli spettacoli fatti per i bambini, ei creatori dello spettacolo stanno approfittando della loro fiducia“.

Su Facebook l’evangelista Franklin Graham ha affermato che la serie della Pbs promuove chiaramente l’agenda Lgbt. “La Pbs riceve finanziamenti governativi: perché il nostro governo dovrebbe finanziare programmi che promuovono comportamenti che la Bibbia dice essere peccaminosi?“, si è chiesto Graham. “Non voglio che i dollari delle mie tasse vadano in questo senso. Spero che tutti si alzino e dicano chiaramente alla Pbs che non vogliono vedere questo tipo di programmazione che cercano di influenzare i cuori e le menti dei nostri figli e dei nostri nipoti“.

L’American Family Association ha lanciato una petizione per chiedere alla Pbs di ritirare l’episodio, sostenendo che “la discussione su argomenti controversi e scelte di stile di vita dovrebbe essere lasciata ai genitori“.

L’ex collaboratore della Casa Bianca Sebastian Gorka durante il suo programma radiofonico “America First” ha spiegato che questa “è una guerra alla nostra cultura. La società civile non esiste, l’amicizia non esiste, la famiglia non esiste, per questi esiste solo la rivoluzione permanente“.

A giudizio del mondo cattolico Usa e canadese, l’ultimo episodio di “Arthur” segna un’ulteriore vittoria degli attivisti Lgbt che, da qualche tempo, tentano di inserire la “rappresentazione dei matrimoni omosessuali” negli amati spettacoli per bambini, visto che negli ultimi anni i rapporti tra persone dello stesso sesso hanno raggiunto una eccessiva visibilità in ogni genere di programma, e non solo quelli per bambini.

fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/05/17/usa-e-bufera-per-un-matrimonio-gay-nella-serie-arthur/1696727/