DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

Longino, soldato romano della provincia d’Isauria, presente alla morte di Cristo, lo ferì con una lancia nel Costato, e da questa ferita ne scaturì Sangue ed Acqua. Convertito per questo miracolo, raccolse con una spugna quanto più potè di quell’umore divino, e lo portò a Mantova l’anno di Cristo 36, ove si recò per predicarvi, come primo apostolo, il Vangelo. Ivi perseguitato dal Prefetto Ottavio, per cui ordine fu poi decollato il 2 dicembre dell’anno susseguente, che era il ventesimoprimo del regno di Tiberio, pensò a mettere in sicuro la gran Reliquia che aveva seco portato, nascondendola sotto terra in quel luogo ove adesso si ammira la Chiesa oltremodo magnifica di S. Andrea. Al tempo di Carlo Magno, nell’anno 804, per celeste rivelazione, venne a scoprirsi il preziosissimo deposito lasciatovi da Longino. Il fatto fu così strepitoso, che il Papa Leone III si recò personalmente sul posto: ed accertatosi della verità, ne portò in dono una particella all’Imperatore. Nel 925, per paura degli Ungari che devastavano l’Italia, i Mantovani sotterrarono il detto preziosissimo Sangue, parte in S. Andrea, e parte in S. Paolo, che era allora la Chiesa Cattedrale. Nel 1053, Enrico III Imperatore, venuto apposta a Mantova, adorò questo preziosissimo Sangue, e presone un poco, che portò in Boemia, fece murar sotterra il rimanente, temendosi ancora l’invasione dei barbari che di continuo infestavano l’Italia. Nel 1084, per rivelazione fatta dall’Apostolo S. Andrea al B. Adalberto, fu nuovamente ritrovato il divino deposito: e pei grandi miracoli che ne seguirono, venne a Mantova il Papa Leone IX, e approvata la pubblica credenza, non che il culto supremo che si prestava a quell’insigne Reliquia, ne portò una particella in Roma, ove si mostra tutt’ora. Nel 1298, Bardellone Bonacolsi, reggendo Mantova, fece aprire il luogo ov’era nascosto detto Santissimo Sangue, e lo fece portare processionalmente per tutta la città con grandissima festa, poi lo rinserrò come prima.

Nel 1366, Carlo IV Imperatore, venuto a Mantova, fece rompere secretamente lo stesso luogo, ov’era il detto Santissimo Sangue, lo adorò con gran divozione, facendo poi acconciar tutto come prima; e quattordici anni dopo, concesse amplissimi privilegi alla Chiesa di S. Andrea. Nel 1402, Francesco Gonzaga Vicario, quarto re di Mantova, fece aprire il detto luogo, e presa una particella di esso SS. Sangue, lo portò a Pavia in dono a Giovanni Maria Visconti secondo Duca di Milano, per riconciliarsi seco lui. Nel 1459, venne a Mantova Pio II, e vi celebrò un Concilio, al fine del quale si disputò in sua presenza sulla verità di questo Sangue, e si conchiuse che era del vero real Sangue laterale di Cristo; poi con un suo breve: Illius qui se pro dominici salvatione gregis, etc. del 1 agosto 1461, dichiarò non essere in alcun modo contrario alla cristiana Religione il ritenere che Gesù Cristo abbia lasciata in terra qualche piccola particella del suo Sangue per maggiormente accrescerne la divozione dei fedeli, e ordinò che ogni anno fosse quel Sangue mostrato al popolo come si fa. Nel 1479, fu trovata in S. Paolo quella particella di questo SS. Sangue, che 556 anni prima vi era stata riposta, e occorsero in quest’occasione grandi miracoli, ove poi fu sempre conservata in S. Pietro, che è l’attual cattedrale costruita in luogo dell’antica chiesa di S. Paolo. Nel 1521, facendo professione nel monastero di S. Paola la beata suor Paola Gonzaga, figliuola del Marchese Francesco e sorella del Duca Federico, il Duca medesimo, per consolar la sorella che non aveva mai visto codesto Sangue, lo fece portar con bellissima processione da S. Andrea a S. Paola, ove fu da tutte quelle Religiose adorato, e da tutta la città per tutto quel giorno, riverito con universal commozione.

Fonte – tratto da “La Istoria Eclesiastica di Mantova”, 1612, del R.P.F. Ippolito Donesmondi

 

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