La nipote di M. Luther King: “Trump non è razzista”

di Matteo Orlando per www.agerecontra.it 

Nei giorni scorsi il Presidente degli Stati Uniti d’America, il Repubblicano Donald Trump, parlando della situazione di un distretto di Baltimora – dove circa il 52% della popolazione è afroamericana, in una città ritenuta dal Federal Bureau Investigation (Fbi) la terza città più pericolosa d’America – aveva definito “disgusting, rat and rodent infested mess” la zona di competenza del rappresentante democratico Elijah Cummings, legislatore afroamericano.
Cummings, che presiede il Comitato di supervisione e riforma della Camera, è uno dei più severi critici del Presidente americano, e pochi giorni fa aveva espresso il suo disprezzo per il trattamento da parte dell’amministrazione Trump nei confronti dei migranti nei centri di detenzione al confine tra Stati Uniti e Messico.
Trump aveva replicato definendo il distretto della città del Maryland come  “molto peggio e molto più pericoloso” del confine con il Messico e, come detto, un distretto “disgustoso e infestato da ratti”.
Poi a Cummings il Presidente ha detto: “se avesse trascorso più tempo a Baltimora, forse avrebbe potuto aiutare a ripulire questo posto molto pericoloso e sporco”.
Le parole di Trump hanno scatenato un polverone sui mass media progressisti nordamericani ma, a sorpresa, è arrivato un sostegno inaspettato per il Presidente.
Andiamo con ordine.

Michelle Obama ne ha approfittato per dirsi “orgogliosa”, di una squadra di ballo di Baltimora. Il marito, Barack Obama, da mesi lontano dall’attualità politica, si è rilanciato sulla scena schierandosi con i 149 afroamericani che hanno servito nella sua amministrazione e che, in un editoriale sul”Washington Post”, avevano criticato le affermazioni di Donald Trump definendole razziste. Anche alcuni candidati democratici alla Casa Bianca hanno attaccato Trump, come Joe Biden che ha parlato di un “attacco disgustoso” o Kamala Harris che si dice “orgogliosa” di aver scelto Baltimora come sede della sua campagna elettorale. Anche Bernie Sanders ha detto che “è incredibile che il presidente attacchi città americane e gli americani”, dimenticandosi che fu proprio Sanders, in passato, a descrivere Baltimora, seppur in un altro contesto, come “una città del terzo mondo”.
La senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren ha giudicato i tweet di Trump “al di là dell’insulto”, ” disgustosi”.
Duro è stato anche l’intervento dell’arcivescovo liberal di Washington DC,  Monsignor Wilton Gregory.
“Temo che i recenti commenti pubblici del nostro Presidente e degli altri e le risposte che hanno generato, abbiano approfondito le divisioni e ridotto la nostra vita nazionale. In particolare, mi unisco al mio fratello, l’arcivescovo William Lori, nella tristezza e nel profondo rammarico per il modo in cui i nostri vicini del Maryland a Baltimora sono stati denigrati in recenti attacchi pubblici”, ha detto Gregory, chiosando: “dobbiamo tutti respingere il razzismo, la mancanza di rispetto o la brutalità nel parlare e nell’azione”.
Non la pensa così, invece, la dottoressa Alveda King (nella foto alla destra del Presidente Usa), direttrice di Civil Rights for the Unborn for Priests for Life e nipote del celebre Martin Luther King, il leader del movimento per i diritti civili degli afroamericani ucciso a Memphis il 4 aprile 1968, che si è schierata con Trump.
Attraverso una lettera la donna ha scritto che “troppe persone non capiscono cosa sia il razzismo e chi sia razzista e chi no. In realtà, per quanto riguarda il razzismo, il problema non è il colore della pelle. Scienza e religione affermano entrambe che come esseri umani siamo tutti un solo sangue, una sola razza umana. Le parole ‘razzismo’ e ‘razzista’ sono termini usati imprudentemente”.
La King, spiegando che si gioca sul concetto, attraverso un inganno socialmente ingegnerizzato, che crea oppressori e vittime, ha spiegato che un certo utilizzo del termine è antiscientifico.
Poi ha detto: “riconosco un razzista quando ne vedo uno. Posso assicurare che il presidente Trump non è un razzista. Un razzista è una persona che non considera Atti 17,26, cioè che Dio ‘da uno solo creò tutte le nazioni degli uomini’. Da un solo sangue Dio ha creato tutte le persone. So che il presidente Trump lo capisce (Trump spesso dice che ‘tutti sanguiniamo allo stesso modo’) e sono sicura che anche l’arcivescovo Gregory lo sa”.
Per la King è vero che “ci sono alcune zone di Baltimora segnate dallo squallore e la gente della città sta soffrendo per questo. Non è razzista dire che mentre si guida per la città, si vedono dei giovani abili seduti inattivi sotto i portici. Non è razzista suggerire che questi uomini bisogna metterli al lavoro per ripulire la città, a beneficio di tutti. Dovremmo riconoscere tutti che Baltimora e le altre aree interne del nostro paese hanno problemi. Non è razzista riconoscere questi problemi e il presidente Trump non è razzista per averli segnalati”.

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