Una nuova fede cieca: il veganesimo panteista e ambientalista

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

I millennials italiani, cioè coloro che hanno ricevuto da Dio il dono della vita dall’anno 2000 dell’era cristiana in poi (in realtà il nostro ragionamento potrebbe riferirsi anche ai nati negli anni ’80-’90 e forse anche prima) sono sempre più lontani dalle convinzioni di fede e dai valori dei loro genitori e, a maggior ragione, dei loro nonni.
Così non solo sono critici nei confronti del Vaticano (meglio le Nazioni Unite) e della Chiesa Cattolica (giudicata “retrograda”), ma anche nei confronti di Gesù Cristo, che considerano un po’ “troppo esigente”, della Vergine Maria (perché la verginità nei diversi stati di vita non è più considerata un valore), dei santi (che spesso ritengono degli “esaltati”).
Tuttavia non sono a-religiosi ma si sono dati con vigore, tra le altre, ad una fede cieca: il “veganesimo panteista”, assurto al ruolo della principale religione dei millennials.
Alcuni sono meno radicali e si fermano (“per ora”) al vegetarianesimo. Altri, più radicali, sono già arrivati o navigano a vele spiegate verso il veganesimo, diventato una vera e propria moda tra i giovani.
Come tutte le mode anch’esso farà il suo corso, intanto esistono i predicatori
vegani sui social network e catene complesse di proselitismo e/o plagio mentale.
È veramente ironico (se non fosse primariamente tragico) rilevare come questi giovani, che dichiarano di essersi ribellati ad ogni dogma, comandamento, credo o legge morale, in realtà siano diventati i portatori di una credenza ricca di dogmi: dalla Dea Madre, la Terra, alla difesa ferrea di ogni micro-ecosistema, anche di quelli nocivi all’uomo; dal supremo “comandamento” del non mangiare alcuni (anzi molti) cibi al far soffrire l’uomo (o anche eliminarlo, come accade con l’aborto o l’eutanasia) pur di non fare soffrire l’ambiente.

Così sacrifici che un tempo erano richiesti da motivi economici adesso sono ricercati per dare un senso, ideologico al vivere, una sorta di via Crucis laicista dove sono stati rimossi il Cristo e la Croce.
Abbiamo così una nuova etica pagano-ambientalista, con una gioventù tremendamente devota, ma sottomessa ai diktat “Gretini” e orientalizzanti, nel senso che conducono a concezioni contrarie al Cristianesimo e che si ritrovano nel Buddhismo e nell’Induismo (come la reincarnazione o il karma).
L’aspetto positivo della questione è che c’è il desiderio di ricercare qualcosa di “oltre l’uomo”. I giovani hanno sete di valori di trascendenza, per riempire le loro vite di qualcosa di utile.
Ecco perché la Chiesa Cattolica ha un terreno di apostolato immenso. Basterebbe solo sovvertire il desiderio di assomigliare al mondo e alle sue strutture sovranazionali e riprendere a evangelizzare proponendo la radicalità evangelica: Tradizione orale e scritta da trasmettere fedelmente come intimamente connessi, Sacramenti e Comandamenti come insostituibili e sempre attuali e vivi, Novissimi ed Escatologia come “armi” per fare crescere il desiderio del Regno Eterno della Santissima Trinità.

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