Francia, un quarto dei musulmani vuole la sharia prima della legge repubblicana

di Matteo Orlando

per AGERECONTRA
Aumenta l’influenza sociale dei musulmani in Francia e i risultati di una recente indagine dell’IFOP hanno inquietato non poco i cattolici d’oltralpe.
Il 38% dei musulmani ha dichiarato di andare alla preghiera pubblica del venerdì mentre molti cattolici, specialmente quelli progressisti, sotto l’effetto del “clima laicista” francese, si sono allontanati sempre di più dalla pratica pubblica della fede.
Hanno fatto riflettere anche ulteriori dati sull’Islam.
Al digiuno durante il Ramadan o al rispetto del divieto di bere alcolici partecipano sempre più islamici francesi.
Ma l’indicatore più inquietante è quello che svela come per un quarto dei musulmani la sharia dovrebbe avere la precedenza sulla legge repubblicana. E questo dato tende ad aumentare.
Per i musulmani, quindi, è la società sempre più secolarista che deve adattarsi alla loro religione.
Quale lezione possiamo trarre da questi dati?
In primo luogo, e contrariamente a quanto molti sociologi si aspettavano, la traiettoria della secolarizzazione, seguita dalla maggioranza dei francesi, non è quella della maggioranza dei musulmani.
In secondo luogo questa più forte pratica musulmana si nota a causa dell’indifferenza per la religione dei fedeli di altre religioni, cristiani in particolare, nonostante una ripresa importante del cattolicesimo nell’ambito tradizionale.
Un terzo rilievo riguarda la Repubblica Francese e il suo sistema scolastico. Se il 20% dei musulmani con un diploma di laurea ritiene che sarebbe meglio applicare la sharia che le leggi repubblicane forse significa una cosa basilare: il fallimento del sistema d’istruzione, laicista e cristianofobico, francese.

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