Il calendario 2020 di Sodalitium

Segnalazione del Centro Studi Federici
 
Editoriale
“Abbiamo un faro di verità, ed è Roma! Dobbiamo essere appassionati di Roma. Teniamo per certo che colui che è disaffezionato da Roma è già caduto in errore; e che non ci si può trovare in un errore (fondamentale, serio) senza che ci sia questa disaffezione verso Roma. Chiediamo questo amore per la Verità e per la Chiesa”.
Le parole che avete appena letto sono – come molti di voi avranno già capito – di Padre Francesco da Paola Vallet, fondatore dei Cooperatori Parrocchiali di Cristo Re. Che nessuno pensi, nell’attuale situazione di tenebre e di tempesta, che esse non siano più di attualità, o che siano, addirittura, fuorvianti. Esse non sono altro che l’espressione di quelle parole del Vangelo che ci trasmettono la voce di Colui che è la Verità: “Chi ascolta voi – disse il Signore agli Apostoli, e quindi ai loro successori – ascolta me; e chi disprezza voi disprezza me, e chi disprezza me disprezza Colui che mi ha inviato” (Luca, X, 16). “È infatti Cristo – commenta Pio XII nella sua enciclica Mystici Corporis – che nella Sua Chiesa vive, che per mezzo di lei insegna, governa e comunica la santità”: vive comunicando la Sua vita divina, insegna nel Suo magistero, governa nelle Sue leggi, comunica la santità con il divin Sacrificio e i Suoi Sacramenti. Ed è proprio per questo motivo che non possiamo riconoscere negli attuali occupanti della Sede Apostolica, che hanno contraddetto il magistero della Chiesa, ne hanno violato le leggi, ne hanno adulterato la Messa ed i Sacramenti, il Vicario di Cristo, né riconoscere nella loro voce la voce del Buon Pastore o quella della Sua Chiesa.
Questa tragica realtà, che mette alla prova la nostra Fede (che da questa prova deve uscire rafforzata), non smentisce affatto le parole di Padre Vallet e di ogni buon cattolico. Roma, ovverosia quella Roccia incrollabile sulla quale è stata fondata la Chiesa, è sempre Faro di verità, oggi come ieri. “Forse anche voi volete andarvene?” chiese Gesù ai suoi Apostoli. “Signore, da chi andremo? – rispose Pietro – tu solo hai parole di vita eterna” (Giovanni VI, 67-68). Da chi andremo? Non c’è altro Maestro che Cristo (Matteo XXIII, 8), e non vi è altra Maestra che la Sua Chiesa.
Ancor oggi, oggi più che ieri, il cattolico trova dunque nell’autentico insegnamento della Chiesa una dottrina sicura ed ammirevole che non può condurre che alla Verità che è Cristo ed alla salvezza eterna. Detto insegnamento è oggi ignoto ai più, ed è proprio per questo che pochi si accorgono della contraddizione che passa tra le eresie dei modernisti (che tali rimangono anche quando si spacciano per voce della Chiesa) e la dottrina cattolica, negata perché ignorata. Si cerca in maestri profani, nella sapienza di questo mondo, in tanti filosofi o politici, quella dottrina solida e salvifica che lì non possiamo trovare, ma che avevamo in mano nel catechismo della nostra infanzia (quello di san Pio X) e nei documenti pontifici e conciliari dove filosofia, teologia e diritto si presentano a noi in tutto lo splendore della verità, illuminati dalla Divina Rivelazione.
Ricordo ancora con piacere le lezioni che Mons. Lefebvre (lo ricordo malgrado ciò che da lui ci divide) dava ai seminaristi del primo anno in una materia che si era riservata: quella degli “Atti del Magistero”. A questi atti del magistero il nostro Istituto si abbevera come ad una fonte, che a nostra volta vogliamo far conoscere e comunicare a tutti.
Il calendario 2020 ha quindi questo scopo: invitare tutti voi, nel corso di quest’anno che Dio ci dona nella Sua bontà, a leggere e meditare i documenti del magistero pontificio che non hanno data di scadenza, non invecchiano mai, affinché siano luce per la nostra mente e gioia per il nostro cuore, e questo non solo riguardo ai testi che abbiamo scelto, ma anche a riguardo i molti altri che abbiamo ricevuto dalla Sposa di Cristo. Nell’istituire lo scapolare della Madonna del Buon Consiglio, Papa Leone XIII volle che su detto scapolare fosse impressa l’immagine di Genazzano, e la Tiara con le chiavi pontificie, con la scritta: Filii, acquiesce consiliis ejus (Figlio, obbedisci ai suoi consigli; cf Genesi XXVII, 8): a quelli di Gesù, a quelli di Maria, a quelli della Chiesa. Mater Boni Consilii, ora pro nobis!

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