Sri Lanka, ai terroristi islamici: “Nessuno cambierà la nostra fede cattolica”

di Matteo Orlando per
I sopravvissuti agli attacchi terroristici di matrice islamica che hanno colpito lo Sri Lanka in occasione dell’ultima Pasqua hanno cominciato a condividere le loro testimonianza di fede cattolica.
Dopo 6 mesi, i fedeli hanno espresso la convinzione che la fede cattolica è l’unica base autentica per andare avanti. “Solo le preghiere, un buon rapporto con il Signore e con Maria sono strumenti di salvezza”.
“Le bombe hanno ucciso tante persone”, hanno detto diversi credenti ad AsiaNews. “È un dolore fisico che è difficile da sopportare. Le ferite causate dai proiettili sono già state chiuse, ma non l’impatto della violenza”.
I sopravvissuti hanno spiegato che, anche se sono passati 6 mesi, le loro lacrime, le loro perdite e la loro agonia “sono molto forti”.
“Un giorno le ferite fisiche guariranno, ma quelle interiori non guariranno mai. Avremo bisogno di molto tempo prima che la vita torni alla normalità”.
I fedeli cattolici contattati da AsiaNews hanno espresso la convinzione che i 263 morti sono martiri della fede cattolica.
Ai musulmani terroristi la sessantottenne
Theresa Haami ha detto:
“Non abbiamo ancora una risposta certa dalla legge sui fatti terroristi ma la nostra fede è rimasta la stessa di prima della tragedia. Nessuno può cambiare la nostra fede cattolica”.
Per i cattolici srilankesi l’attacco ha significato “una lezione spirituale e fisica per il paese e il mondo. In termini spirituali ci hanno fatto capire che dobbiamo essere pronti in qualsiasi momento ad abbandonare la vita terrena e rispondere alla chiamata di Dio”.
I sopravvissuti agli attacchi hanno spiegato che dal punto di vista fisico “le autorità devono creare un paese pacifico, un ambiente che protegga tutti gli abitanti, in modo che possiamo vivere come una nazione libera”.

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