La Slovacchia scoraggia l’aborto

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

 

Il Parlamento slovacco ha dato il via libera a un disegno di legge che obbligherà le donne a vedere l’immagine del loro bambino non ancora nato prima di praticare l’aborto che eventualmente hanno chiesto.
Inoltre, quando sarà possibile, dovranno anche ascoltare il battito cardiaco fetale.
Il disegno di legge, che sarà approvato senza problemi di voti parlamentari, costituisce una prima forma di legge dissuasiva sull’aborto adottata nel continente europeo.
Un altro aspetto fondamentale della legge è che sarà vietata la pubblicità di cliniche abortive.
Ci saranno multe considerevoli per coloro che infrangono questa regola.
In Slovacchia vivono circa 5,4 milioni di persone e ogni anno vengono eseguiti in media 7.500 aborti volontari.
Il deputato Richard Vasecka, ritiene che questa legge dissuasiva sull’aborto potrebbe ridurre il numero di aborti dell’80%.
La misura è stata applaudita dai cattolici di questa nazione dell’Europa centrale.
Lo scorso settembre circa 50 mila persone si sono radunate nel centro di Bratislava, la capitale del paese, per mostrare il loro sostegno al disegno di legge poi proposto.
I gruppi che affermano di difendere i diritti umani, ma che in realtà non difendono il principale diritto umano, il diritto alla vita, hanno criticato la futura legge.
Sia Human Rights Watch, che Amnesty International che la Marie Stopes International considerano la misura “regressiva”. Ritengono che queste modifiche non rispondano a nessun motivo medico.
Attualmente, in Slovacchia, il delitto dell’aborto è consentito, su richiesta delle donne, fino alla dodicesima settimana di gestazione, sebbene legalmente questo periodo possa essere prolungato fino a 24 settimane, a condizione che sia sostenuto da motivi medici.

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