Meglio il Football o i videogames?

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

 

Alcuni legislatori degli Stati Uniti vogliono cambiare il modo in cui i bambini giocano a football americano, per renderlo più sicuro.
Lo stato di New York è l’ultimo a considerare la modifica delle norme, nel tentativo di ridurre le lesioni alla testa.
Ma, anche con un nuovo studio che evidenzia i rischi del gioco, c’è molta resistenza, a partire dai potentati economici della NFL (la National Football League).
Il gioco del Football per bambini è sotto tiro poiché ai giocatori della NFL viene sempre più diagnosticata l’encefalopatia traumatica cronica (CTE), causata da colpi estremi e ripetuti alla testa. Facendo eco alle preoccupazioni di molti genitori, nel 2013 Barack Obama aveva affermato che se avesse avuto un figlio avrebbe “pensato a lungo prima di lasciarlo giocare a Football”.
Un sondaggio condotto dalla Robert Morris University di Pittsburgh ha rilevato che il 46,7% dei genitori afferma che è probabile che incoraggino il loro bambino a praticare uno sport completamente diverso.
Le preoccupazioni stanno guadagnando terreno ad Albany, dove il Comitato permanente per la salute dell’Assemblea dello Stato di New York si è riunito per prendere in considerazione un nuovo disegno di legge, che sarà discusso nel mese di gennaio 2020, che vieti di giocare a Football ai minori di 12 anni.
Nel 2018, era stato introdotto un disegno di legge simile a quanto già proposto in California, Illinois, Maryland e New Jersey ma, sorprendentemente, era caduta la proposta, in seguito alle proteste da parte dei genitori.
Steve Alic, direttore delle comunicazioni per USA Football, l’organo di governo del football amatoriale, ha spiegato: “parliamo spesso con i genitori e chiaramente non vogliono che il governo dica loro quando e come i loro figli dovrebbero fare sport. Vogliono prendere decisioni informate per se stessi”.
Eppure, c’è una tendenza crescente, negli sport americani, a sradicare qualsiasi tipo di contatto. La US Soccer Federation ha vietato di dirigere la palla per i giocatori di età inferiore ai 10 anni mentre i controlli del corpo nell’hockey su ghiaccio sono vietati fino a quando i giocatori non raggiungono i 13.
L’Institute for the Study of Youth Sport stima che 40 milioni di bambini si impegnino in attività sportive negli Stati Uniti ogni anno.
La Commissione per la sicurezza dei prodotti di consumo ha mostrato che solo il 21 percento di tutte le lesioni traumatiche al cervello tra bambini e adolescenti americani è causato da attività sportive e ricreative e il colpevole numero 1 è il ciclismo, con 40 mila 272 incidenti nell’ultimo anno. Il football arriva al secondo posto, con 21 mila 878 incidenti segnalati. Eppure nessuno chiede il divieto dell’uso delle biciclette.
Uno studio di Anthony Kontos dell’Università di Pittsburgh ha registrato solo 20 commozioni cerebrali – o circa 1,76 per 1.000 pratiche/partite di football – su circa 11 mila incontri disputati tra 468 bambini di età compresa tra 8 e 12 anni in una stagione. Lo studio ha concluso che i bambini semplicemente non erano abbastanza grandi o abbastanza forti a quell’età da arrecarsi danni reciproci.
Secondo USA Football ai giovani giocatori oggi è offerta una formazione specifica per la loro età e dimensione fisica, “che limita il contatto e introduce livelli di contatto adeguati ad un gioco più intelligente”. Negli Stati Uniti oggi ci sarebbero attrezzature più sicure, allenatori più qualificati e una consapevolezza molto maggiore dei rischi.
Nessun genitore, per quanto protettivo, può garantire che il proprio figlio non si troverà mai in pericolo.
E qualcuno si chiede qual è l’alternativa al football se si dovesse vietarlo ai bambini.
Il golf, risponde qualcuno, ma molti non possono permetterselo economicamente. Verrebbe da chiedersi: produce meno conseguenze lo stare ore e ore davanti ai videogiochi o gli smartphone?

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