La Sacra Sindone di Torino sarà esposta a fine 2020

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT
La Sacra Sindone, che la tradizione riconosce come il telo di circa quattro metri che avvolse il corpo terreno di Nostro Signore Gesù Cristo nel Santo Sepolcro di Gerusalemme, e che riporta, miracolosamente impressa, l’immagine dettagliata, anteriore e posteriore, dell’intero corpo del Crocifisso, sarà esposta al pubblico nel dicembre 2020, cinque anni dopo la sua ultima ostensione.
Monsignor Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino, città dove è conservata la preziosissima reliquia, ha annunciato che la Sacra Sindone potrebbe essere esposta dal 28 dicembre 2020 al 1 gennaio 2021.
Durante un incontro di giovani tenutosi in Polonia, l’arcivescovo ha anticipato che Torino ospiterà la prossima ostensione ed ha descritto l’importanza e l’opportunità di venerare la reliquia nel corso di un’ostensione pubblica.
Cinque anni fa, nei 67 giorni in cui era stata esposta al pubblico, la Sacra Sindone era stata visitata da oltre 2 milioni di pellegrini.
Commentando quella ostensione Nosiglia aveva sottolineato che la mostra è stata, come intensità umana e spirituale, “una delle più partecipate e vissute dai pellegrini”.
La Sindone di Torino è stata al centro di numerose indagini scientifiche e controversie a causa della natura inspiegabile di molte delle sue caratteristiche. Non è stato possibile determinare il modo in cui l’immagine di un uomo crocifisso si è impressa sulla tela e la maggior parte dei dettagli è stata apprezzata solo dopo l’invenzione della fotografia, risultando l’immagine una sorta di “negativo fotografico”.
Le ferite e i segni di sangue della tela coincidono in dettaglio con i racconti evangelici della Passione di Cristo e diversi studi hanno dichiarato che la datazione al Carbonio 14 che, diversi anni fa, aveva identificato l’origine della tela nei secoli XIII e XIV, era sbagliata sia per le parti contaminate usate per quelle rilevazioni, sia per i mezzi tecnici sicuramente meno evoluti rispetto alle tecnologie oggi disponibili.
Nei secoli la Chiesa non ha mai pronunciato ufficialmente l’autenticità della Sindone, ma la reliquia è stata venerata da numerosi Pontefici.

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