Trump alla Marcia per la Vita

L’EDITORIALE del VENERDÌ
di Matteo Orlando
Per la prima volta nella storia, un presidente degli Stati Uniti parteciperà di persona e parlerà all’annuale March for Life che si terrà a Washington DC, oggi, venerdì 24 gennaio 2020.
Si tratta di un evento annuale, la “madre di tutte le marce” che, dal 1974, porta nella capitale americana centinaia di migliaia di persone per protestare contro il “crimine abominevole” dell’aborto.
Quest’anno si aspettano oltre mezzo milione di persone che protestaranno contro l’aborto legalizzato, contro il delitto diventato diritto.
“Siamo profondamente onorati di dare il benvenuto al presidente Trump alla 47a marcia annuale per la vita”, ha dichiarato Jeanne Mancini, presidente di March for Life.
“Sarà il primo presidente della storia a partecipare e siamo molto entusiasti di provare di persona quanto siano appassionati i nostri manifestanti per la vita e la protezione dei non nati”, ha continuato.
“Dalla nomina di giudici pro-life alla riduzione dei fondi dei contribuenti per gli aborti negli Stati Uniti e all’estero, alla richiesta della fine degli aborti tardivi, il presidente Trump e la sua amministrazione sono stati costanti sostenitori della vita e il loro sostegno a March for Life è sempre stato costante. Siamo grati per tutti questi successi per la vita e speriamo di ottenere più vittorie per la vita in futuro”, ha aggiunto.
Fino ad oggi Trump era intervenuto alle precedenti marce per la vita solo in video, facendo al suo posto presenziare il suo vice, il cattolico Mike Pence.
La marcia di questo 2020 si tiene poche settimane prima che la Corte suprema sia chiamata a occuparsi di un caso sul tema aborto dopo la nomina di due nuovi giudici nominati da Trump e considerati conservatori, Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. Il caso potrebbe mostrare l’eventuale disponibilità della Corte a indebolire la sentenza Roe v. Wade del 1973 che ha introdotto il “diritto” all’aborto negli Stati Uniti.
La grande manifestazione antiabortista si terrà oggi, come ogni anno, al National Mall di Washington.
In passato anche altri presidenti americani hanno sostenuto la Marcia per la Vita, basti pensare a Ronald Reagan, George Bush e George W. Bush che hanno spesso rilasciato commenti in favore della Vita, ma le loro osservazioni erano in genere pre-registrate o venivano trasmesse ai partecipanti della Marcia per la Vita in diretta con una telefonata.
Trump, invece, non solo sarà presente di persona alla Marcia per la Vita ma il suo impegno in favore della Vita nascente sembra proprio non avere eguali nella storia americana.
Il 22 gennaio 2020, nel quarantasettesimo anniversario della fatidica sentenza Roe v. Wade, Trump ha voluto istituire la “Giornata della Santità Nazionale della Vita Umana” e ha affermato: “Ogni persona – i nati e i concepiti, i poveri, gli scoraggiati, i disabili, gli infermi e gli anziani – ha un valore intrinseco. Sebbene ogni viaggio sia diverso, nessuna vita è senza valore o è insignificante; i diritti di tutte le persone devono essere difesi”.
Trump ha ripristinato e ampliato “la politica di Città del Messico”, che vieta il finanziamento dei contribuenti a gruppi che promuovono o forniscono servizi abortivi all’estero e ciò ha portato al taglio di 60 milioni di dollari a Planned Parenthood, l’organizzazione pro aborto più forte d’America.
Trump e la sua Amministrazione hanno anche apportato una serie di modifiche per ampliare l’obiezione di coscienza per gli operatori sanitari ed esteso le esenzioni contenute dell’Obamacare nei confronti degli istituti religiosi.
L’Amministrazione Trump è altresì intervenuta alle Nazioni Unite per impedire il sostegno all’aborto all’interno di una risoluzione in tema di violenza sessuale. Sotto la sua guida, infatti, il Dipartimento di Stato nel 2018 ha rimosso ogni riferimento al presunto “diritto” all’aborto inizialmente previsto in un Rapporto Onu sui diritti umani.
La scorsa primavera l’Amministrazione Trump ha anche elaborato una nuova regola che impone alle entità sanitarie la separazione dei servizi abortivi da quelli finanziati con le tasse dei contribuenti, mossa questa che potrebbe far perdere, come detto, a Planned Parenthood circa 60 milioni di dollari all’anno.
La presenza di Donald Trump alla Marcia per la Vita di questo 2020 sancisce la coerenza del presidente americano nel voler difendere, come egli stesso ha affermato, “il primo diritto nella nostra Dichiarazione di Indipendenza: il diritto alla vita”, un diritto che va esteso anche ai nascituri.
“Sono arrivato a Washington e parteciperò alla Marcia per la Vita”, ha scritto il deputato cattolico della Lega Vito Comencini.
“È un appuntamento fondamentale per quanti come me credono nelle politiche a favore della vita e della famiglia. All’evento prenderà parte anche Donald Trump, primo presidente degli Stati Uniti ad esserci di persona, segno che anche oltreoceano c’è sempre più attenzione nei confronti di questi temi.
Ho avuto intanto il piacere e l’onore di incontrare al Congresso il deputato del New Jersey Christopher H. Smith, tra i più attivi nella difesa di questi valori determinanti”.
Un inciso finale, una curiosità liturgica. Nell’area metropolitana di Washington ci sono ben sei Messe quotidiane in rito romano antico. Le domeniche ci sono quattordici Messe Vetus Ordo, tutte molto frequentate, anche da politici e funzionari del Governo.

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