Il Castrismo raddoppia gli attacchi contro i cristiani


L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando
Il quotidiano ABC ha rivelato le conclusioni del Rapporto Patmos sulla Libertà Religiosa del 2019 a Cuba.
Se l’intensità della persecuzione anticristiana (e dunque anticristica) è rimasta a bassa intensità, le molestie si intensificano per i fedeli di tutte le confessioni.
La maggior parte delle confessioni con una presenza a Cuba, infatti, aveva fatto appello a votare contro la riforma della Costituzione, referendum che il regime ha organizzato e vinto il 24 febbraio 2019.
La scelta delle confessioni cristiane era dovuta al fatto che la nuova Costituzione esclude qualsiasi pluralismo politico e contempla la separazione della libertà religiosa dalla libertà di coscienza.
Il prezzo di questa opposizione alla riforma costituzionale è stato un’intensificazione delle molestie nei confronti delle confessioni e una diversificazione delle modalità repressive. Un’ennesima prova, se ce ne fosse bisogno, delle difficoltà legate alla pratica della fede cristiana in una dittatura comunista.
E Cuba, purtroppo, non fa eccezioni, visto che anche sull’isola caraibica non c’è la minima intenzione di rendere la vita più facile ai credenti al di là dell’esercizio di base di culto.
Due chiese cattoliche, infatti, secondo il rapporto, hanno subito attacchi.
Nella notte tra sabato 8 e domenica 9 giugno 2019, giorno di Pentecoste, la parrocchia «La Cruz de Mayo», situata a Camajuaní (provincia di Villa Clara) ha subito una profanazione, attraverso il furto di un campanile in bronzo, del vino utilizzato per la consacrazione, di un calice e diversi fiocchi d’argento. Come dimostrazione di un’azione in odio alla fede una tonaca era stata fatta a pezzi.
Una situazione simile è stata vissuta due mesi dopo presso la chiesa dedicata alla Madonna della Guardia, nel quartiere Luyanó dell’Avana. Secondo il rapporto, i profanatori hanno forzato il cancello ed hanno preso una serie di oggetti di culto.
Diversi mesi dopo, i parroci di entrambe le chiese non hanno ancora avuto notizie sulla paternità e la motivazione della profanazione.
Il rapporto evidenzia anche le molestie a cui sono sottoposti i fedeli cattolici e attesta la repressiva raffinatezza del regime.
Per esempio l’8 settembre, festa della Virgen del Cobre, patrona di Cuba, la tradizione stabilisce di onorare la Vergine con i girasoli. Bene, pochi giorni prima della festa questi fiori sono stati ritirati dai mercati.
Questo episodio si è unito ad altri episodi di ostacoli alla fede come, per esempio, quelli che sono stati posti a diversi fedeli in modo che non partecipassero al funerale del cardinale Jaime Ortega (che, peraltro, non era di gran lunga il principale oppositore del regime).
Quattro giorni dopo quelle esequie furono anche cancellati all’ultimo minuto gli eventi pubblici legati alla Giornata Nazionale della Gioventù Cattolica.
Per quanto riguarda le persone, è necessario sottolineare la situazione dell’intellettuale cattolico Roberto Quiñones, riconosciuto prigioniero di coscienza da Amnesty International, incarcerato dall’11 settembre a Guantanamo e la cui salute è peggiorata negli ultimi giorni. Quiñones è un prigioniero cattolico a lungo termine.
Purtroppo anche altri Cristiani non se la passano bene, soffrendo a causa degli arresti brevi ma costanti.
Il rapporto ricorda che ogni domenica del 2019, una media di trenta cittadini ha dichiarato di aver subito arresti a casa prima di incamminarsi per assistere alla Santa Messa, o durante essa.
La consueta pratica è di portarli in caserme militari, dove vengono minacciati, multati e di solito trattenuti per un giorno, a volte di più.
Tecniche di molestie che si estendono ai fedeli di altre confessioni diverse da quella Cattolica.
Un episodio fa molto riflettere.
Il 2 novembre scorso i parrocchiani della Chiesa episcopale di Los Arabos, a Matanzas hanno subito, oltre alla classica dissacrazione, il furto di un dispositivo idraulico che fornisce acqua potabile. Il dispositivo in questione è stato donato dalle chiese protestanti americane. Il dettaglio non è banale, perché mostra le molestie alle quali le autorità comuniste sottopongono i religiosi stranieri che viaggiano a Cuba per assistenza e formazione.
Il pastore nicaraguense-americano Edgar Santana ha dovuto affrontare un interrogatorio della polizia non appena arrivato a Cuba. Il sistema di limitazione dei movimenti del clero viene esercitato anche nella direzione opposta, con il regime che ha improvvisamente annullato il viaggio negli Stati Uniti di una dozzina di pastori che erano stati invitati alla Seconda Conferenza ministeriale per il progresso delle libertà religiose. Ad alcuni è stato impedito di uscire di casa, ad altri era stato detto dell’impossibilità di viaggiare dall’aeroporto dell’Avana, dove erano arrivati ​​dopo aver viaggiato per centinaia di chilometri dalle rispettive province.
La dittatura comunista estende anche i suoi tentacoli nella direzione di altre confessioni non cristiane.
Il Castroismo ha vietato alla comunità ebraica Bnei Anusim di coordinarsi con altre comunità che professano la stessa fede.
Il panorama della libertà religiosa che descrive questa nuova edizione del Rapporto Patmos è preoccupante, nonostante gli sforzi della dittatura di proiettare un’altra immagine di Cuba, anche nella sfera religiosa.
La realtà che mostra il rapporto è invece molto diversa. Eppure, c’è una minima speranza.
“La disperazione del sistema repressivo è un segno che il sistema sta annacquando e affondando; solo i sistemi in declino, che vedono avvicinarsi la fine, agiscono con tale nervosismo”, ha dichiarato il pastore battista Mario Félix Lleonart.
Chissà!

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