Coronavirus, i polacchi chiedono più messe

Sono conciliari, ma forse un barlume di vera Fede ce l’hanno ancora…(nota del Circolo Christus Rex)
L’EDITORIALE del VENERDÌ
di Matteo Orlando

Mentre in diverse parti del mondo a fronte dell’emergenza Coronavirus sono state chiuse addirittura le chiese, è andata in controtendenza la conferenza episcopale della Polonia.
La proposta dell’episcopato polacco è stata la richiesta di ancora più sante messe secondo la logica che se il numero di messe aumenta ci saranno meno persone a partecipare ad ognuna.
“In connessione con le raccomandazioni dell’ispettore sanitario capo, secondo cui non dovrebbero esserci grandi raduni di persone, chiedo di aumentare, per quanto possibile, il numero di messe domenicali nelle chiese in modo che un certo numero di credenti possano partecipare immediatamente alla liturgia, secondo le linee guida dei servizi sanitari”, ha scritto il presidente della Conferenza episcopale polacca, l’arcivescovo Stanisław Gądecki. Allo stesso tempo, l’arcivescovo Gądecki ha sottolineato che come gli ospedali curano le malattie del corpo, le chiese aperte servono, tra l’altro, a curare le malattie dello spirito. “Pertanto, è impensabile che non preghiamo nelle nostre chiese”, ha affermato il presidente della Conferenza episcopale polacca. L’arcivescovo Gądecki ha ricordato che gli anziani e i malati possono rimanere a casa e seguire la trasmissione della Santa Messa della domenica sui media mentre tutti gli altri dovrebbe continuare a rispettare il precetto domenicale andando nelle Chiese. “Vorrei ricordare che non è necessario scambiare il segno della pace stringendo la mano durante la Santa Messa”, ha scritto. L’arcivescovo Gądecki ha chiesto anche di pregare per coloro che sono morti a causa del coronavirus. “Preghiamo per la salute dei malati e per i medici, il personale medico e tutti i servizi che lavorano per fermare la diffusione del virus. Preghiamo affinché l’epidemia finisca”.

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