Quando la lira vinceva gli “oscar delle monete” assegnati dal Financial Times

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Negli anni del “boom economico”, il prestigioso giornale di economia inglese “Finacial Times” assegnava un premio chiamato “oscar delle monete“, la lira lo vinse due volte nel 1959 e nel 1964.

Vediamo i dettagli in alcuni articoli dell’epoca, che riprendo dall’archivio de “La Stampa”. Riporto gli articoli per intero visto che non sono troppo lunghi. Cominciamo!

L’ «Oscar» 1959 della moneta assegnato alla lira italiana

Pubblicati dal “Financial Times” di Londra i giudizi del comitato – La nostra valuta “si è affermata una delle più torti del mondo a coronamento di una ripresa durata parecchi anni”

Londra, 11 gennaio 1960

Un comitato di esperti, inglesi e stranieri, ha oggi assegnato alla lira italiana il « premio Oscar finanziario » per il 1959. La decisione — pur non avendo valore pratico — riflette la fiducia dei banchieri, dei governi e degli operatori commerciali nella solidità della nostra valuta e il loro compiacimento per la destrezza con cui tale obbiettivo è stato conseguito.

L’ «Oscar» 1959 della moneta assegnato alla lira italiana

Pubblicati dal “Financial Times” di Londra i giudizi del comitato – La nostra valuta “si è affermata una delle più torti del mondo a coronamento di una ripresa durata parecchi anni”

Londra, 11 gennaio 1960

Un comitato di esperti, inglesi e stranieri, ha oggi assegnato alla lira italiana il « premio Oscar finanziario » per il 1959. La decisione — pur non avendo valore pratico — riflette la fiducia dei banchieri, dei governi e degli operatori commerciali nella solidità della nostra valuta e il loro compiacimento per la destrezza con cui tale obbiettivo è stato conseguito.

In Italia nello scorso anno

L’espansione economica calcolata del 10% circa

Roma, 11 gennaio. Secondo le rilevazioni dell’Istituto Nazionale per la congiuntura, il 1959, anno di ripresa per l’economia mondiale, trova al suo termine le economie occidentali in espansione, più o meno pronunciata a seconda delle caratteristiche dei singoli sistemi economici. In Italia l’espansione economica si è concretizzata nel 1959, In un saggio di incremento complessivo tra il 9 e il 10 per cento rispetto all’anno precedente. (…)

Andiamo avanti

A Menichella l’Oscar del più abile governatore di banca nazionale

Londra, 23 gennaio 1961

Il Financial Times ha oggi assegnato il suo « Oscar » per il 1960 al dottor Donato Menichella come il più abile governatore di banca nazionale dell’anno. Il comitato incaricato di assegnare questo riconoscimento rileva che il dottor Menichella non è più, da qualche tempo, governatore della Banca d’Italia ma osserva: «Grazie in larga misura al modo abile e realistico con cui egli ha organizzato l’opera di sviluppo e di attuazione della politica monetaria italiana nel decennio successivo al 1950, è stato possibile all’Italia fare della propria moneta una delle più solide monete al mondo e, nello stesso tempo, realizzare un sensazionale progresso economico ».

L’« Oscar» per quello che riguarda la moneta nazionale è andato per il 1960, al peso argentino; quello per la politica deflazionistica alla Svizzera.

Altri « Oscar » sono stati: assegnati: al Giappone, per; avere ottenuto un considerevole aumento della produzione per il secondo anno consecutivo, pur controllando l’inflazione; alla Germania, per il suo atteggiamento di sfida, essendosi rifiutata di attenuare l’imbarazzo altrui derivante dall’attivo della sua bilancia dei pagamenti, elevando il valore del marco ad un livello più realistico; all’amministrazione Eisenhower, « per il provvedimento più impopolare », quello del mancato aumento del prezzo dell’oro.

Infine un « Oscar » è andato anche alle autorità finanziarie britanniche « per la più grande delusione ». Delusione, spiega il giornale, causata dall’incapacità di attuare una riforma monetaria basata sul sistema decimale.

Le stesse motivazioni le troviamo nel rapporto annuale sul 1959della Banca d’Italia, anno in cui Menichella ha concluso il suo mandato di governatore. A pagina 432-433 leggiamo:

« Il dott. Donato Menichella, dopo di aver ricoperto la ca­rica di Governatore con incomparabile dignità, competenza e solerzia durante un decennio, in uno dei periodi più difficili della storia economica nazionale, è stato costretto a rinunciarvi per motivi di salute.

A nome di tutti i Partecipanti esprimo il più profondo rammarico per questa decisione e per le cause che l’hanno determinata, rinnovando al dott. Menichella il nostro cordiale e affettuoso saluto e un caloroso ringraziamento per l’opera alta­mente meritoria che egli ha svolto a difesa della nostra moneta.

Egli è stato un esemplare servitore dello Stato e soprattutto i risparmiatori italiani nutriranno sempre per lui la più schietta gratitudine, nella certezza che le future generazioni non dimen­ticheranno la sua tenace difesa della stabilità della lira, che è stata una condizione essenziale della ripresa economica del Paese, che abbiamo la gioia di constatare. »

Inoltre, ricordiamo che Menichella fu direttore generale dell’IRI dalla fondazione dal 1933 fino al 1946, e l’autore del testo della legge bancaria del 1936 che separava le banche ordinarie da quelle che giocano in borsa.

Andiamo avanti

Da una commissione di esperti del “Financial Times”

Alla lira l’«Oscar» delle monete per la sua rapida ripresa nel ’64

La motivazione: «In pochi mesi, da quando sembrava sull’orlo della svalutazione, la lira ha riacquistato considerevole vigore» – Un altro premio all’Italia «per la condotta economica più coraggiosa»

(Dal nostro corrispondente)

Londra, 1 febbraio 1965

La lira è stata nominata « moneta vedetta » del 1964 e, per questa sua brillante prova, ha ricevuto l’Oscar del quotidiano londinese Financial Times. Lo stesso simbolico premio fu assegnato alla nostra moneta nel 1959. Allora le fu dato « come una delle valute più forti del mondo », questa volta per la sua spettacolosa ripresa, dopo la crisi dei primi mesi dell’anno.

La scelta è stata fatta da una commissione di esperti, presieduta da «Lombard», pseudonimo di uno dei più autorevoli redattori del giornale. Un grande titolo annuncia questo ed altri riconoscimenti al nostro paese: « L’Italia in testa ai vincitori degli Oscar 1964».

« Moneta vedetta dell’anno testé trascorso — leggiamo fu la lira italiana. Il miglioramento nella sorte di questa moneta ebbe drammatica rapidità. In pochi mesi soltanto, da quando pareva essere sull’orlo della svalutazione, la lira riacquistava considerevole vigore. Ne è una prova il fatto che, nonostante una pessima partenza, la bilancia dei pagamenti italiana finiva l’anno con un attivo di seicento milioni di dollari, mentre, nel dicembre ’63, mostrava un deficit di oltre un miliardo di dollari ».

Il Financial Times prosegue: « La commissione aggiudicatrìce è rimasta inoltre impressionata dall’abilità con cui le autorità italiane si sono messe all’opera per sanare le conseguenze della loro precedente trascuratezza durante il deterioramento nella situazione economica. E soprattutto è rimasta impressionata dalla sagacia con cui tali autorità sono riuscite a ridurre drasticamente le importazioni senza accendere il solito antagonismo nei paesi stranieri ».

Non è questo il solo Oscar raccolto oggi dall’Italia. Il nostro paese riceve anche quello « per la condotta economica più coraggiosa ». Le breve motivazione spiega: « Questo premio è assegnato all’Italia per essersi rifiutata di accettare le condizioni che i suoi partners del Mec intendevano esigere allorché s’offrirono di districare la lira dalla crisi all’inizio del ’64: e per aver messo simultaneamente gli Stati Uniti sotto pressione affinché accorressero con slancio in suo aiuto ».

Ed ecco gli altri Oscar. «Per la migliore prova complessiva»: vince la Grecia.

« Per la miglior politica deflazionistica »: vince l’Australia.

« Per la più intrepida direzione economica ». Il premio va per il terzo anno di seguito al Giappone.

Ma vi sono anche premi negativi: e sono aggiudicati tutti alla Gran Bretagna. L’Oscar per il « più grosso fiasco » va alla Banca d’Inghilterra per la sua « controproducente » decisione di aumentare del 2 per cento (dal 5 al 7) il tasso di sconto alla fine di novembre.

Quello per la « più grossa delusione » va al programma di emergenza governativo, assai simile alle «notorie misure del ’61 ». E quello per l’« iniziativa più impopolare » alla decisione laburista di imporre una soprattassa del 15 per cento sulle importazioni dall’estero.


Come avete visto, gli accordi di Bretton Wood non erano poi così rigidi, mentre per quanto riguarda la bilancia dei pagamenti la Banca d’Italia – sul rapporto annuale 1964 – dava questi dati:

« La bilancia dei pagamenti economica dell’Italia ha presentato nel 1964 un saldo attivo di 774 milioni di dollari, il più elevato dell’ultimo quin­quennio (fig. 21). Nel 1963 la bilancia dei pagamenti si era chiusa con un disavanzo di 1.252 milioni di dollari. »

Un dato quindi, quello del 64, ancora migliore di quello riportato dall’articolo de La Stampa.

Gli oscar finanziari ’65

La lira al secondo posto tra le valute più forti

Primo il dollaro canadese

(Nostro servizio particolare)

Londra, 24 gennaio 1966

La lista dei premi « Oscar 1965 » per l’economia che vengono assegnati ogni anno da Lombard, redattore del « Financial Times » vede la lira italiana al secondo posto tra le valute più stabili. Il primo posto è detenuto dal dollaro canadese, che ha avuto questo riconoscimento non soltanto per la forza mostrata durante tutto l’anno e per il considerevole ammontare di riserve che tale forza è riuscita ad assicurare alle casse canadesi, ma anche per il fatto che, nello stesso tempo, l’economia dello Stato nord-americano si è sviluppata con ritmo soddisfacente.

« Il secondo posto — prosegue Lombard nella sua presentazione — va all’Italia, per aver mostrato nella sua bilancia dei pagamenti una solidità tale da assicurarle un ammontare di riserve pari a quattro miliardi di dollari ». Ma il Comitato fa rilevare che « questa ammirevole dimostrazione è dovuta in parte al ritmo eccessivamente lento della riespansione economica italiana, l’Italia non si è potuta qualificare per un premio maggiore

Il premio per la migliore prova mostrata da una singola economia nazionale nel suo complesso è andato alla Norvegia mentre quello per la migliore politica disinflazionistica è stato assegnato all’Australia per il secondo anno consecutivo. (Ansa)

Il successore di Menichella fu Guido Carli, lo stesso Guido Carli che nel 1992 andrà a negoziare e firmare il trattato di Maastricht e la conseguente perdita di sovranità monetaria, ma questa è un’altra storia.

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Quando la lira vinceva gli “oscar delle monete” assegnati dal Financial Times

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