Dietro gli articoli anti-russi de La Stampa c’è lo zampino dei servizi segreti britannici?

Roma, 4 apr – Nel precedente articolo “La dura (e minacciosa) risposta dei russi a La Stampa: ‘Da voi fake news russofobiche’”, Il Primato Nazionale ha documentato la dura e, per alcuni versi, minacciosa reazione del generale Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, indirizzata a Jacopo Iacoboni, giornalista de La Stampa. La risposta russa agli articoli di Iacoboni, che parlavano di interessi del Cremlino diversi da quelli umanitari in merito all’invio in Italia di medici militari esperti di virus patogeni e attrezzature sanitarie (15 aerei Ilyushin 76), ha sollevato un polverone mediatico. Questo ha causato una levata di scudi di diversi esponenti del Partito Democratico e di Beppe Giulietti, presidente del sindacato unico dei giornalisti (FNSI), che hanno chiesto l’immediata convocazione dell’Ambasciatore russo in Italia. Per questo motivo, è stato logico chiedersi il motivo di una così prepotente reazione di Igor Konashenkov.

Jacopo Iacoboni e i think tank finanziati dai governi stranieri

Come avevamo precedentemente scritto, Jacopo Iacoboni è un collaboratore del think tank americano Atlantic Council, il cui scopo è “promuovere la leadership americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo”. Per perseguire tali obiettivi, l’Atlantic Council beneficia dei copiosi finanziamenti del governo statunitense e di quelli del britannico Foreign and Commonwealth Office. Il presidente del think tank americano è John F.W. Rogers, vicepresidente esecutivo della Goldman Sachs, ex sottosegretario presso il Dipartimento di Stato americano (amministrazione George H. W. Bush) e precedentemente assistente del presidente Ronald Reagan alla Casa Bianca. Sposato con Deborah Lehr, giornalista dell’Huffington Post ed ex mediatrice dell’amministrazione Clinton sulla politica commerciale della Cina, Roger era presente alla prestigiosa cena di stato organizzata dal presidente Trump in onore del presidente francese Emmanuel Macron nel 2018.

Per Atlantic Council, Iacoboni è stato autore del rapporto “The Kremlin’s Trojan Horses” pubblicato nel novembre 2017, nel quale si ipotizzano le intromissioni della Russia nella politica italiana, spagnola e greca. Nel paragrafo dedicato all’Italia, il giornalista de La Stampa rintraccia lo zampino di Putin in tutti i partiti italiani, ad eccezione del Partito Democratico. Uno dei co-autori di “The Kremlin’s Trojan Horses” è Nicolas De Pedro, leader del cluster spagnolo di Integrity Initiative, think tank britannico finanziato sia dal Foreign and Commonwealth Office sia dal ministero della Difesa del Regno Unito. Di Nicolas De Pedro, avevamo parlato nell’articolo del febbraio scorso, “Per i servizi segreti spagnoli, Soros è una delle principali minacce del Paese“.

Integrity Initiative e il cluster italiano

Nel novembre del 2018, Integrity Initiative era stato vittima di un attacco hacker di Anonymous, che aveva svelato la sua rete di cluster diffusa in ogni Paese europeo e la sua vicinanza ai servizi segreti britannici. Tra i leak diffusi, era stato rintracciato anche il cluster italiano che includeva Jacopo Iacoboni e Beppe Severgnini. Iacoboni si era subito affrettato a smentire la sua vicinanza al think tank britannico, minacciando una pioggia di querele. I referenti del cluster italiano sarebbero stati Wendy Wyver, consigliere politico presso l’ambasciata britannica a Roma, Ken O’Flaherty, viceambasciatore britannico in Italia, e Sheba Rosier, segretaria agli affari politici dell’ambasciata.

Il principale obiettivo di Integrity Initiative sarebbe stato quello di contrastare la propaganda russa pianificata in Occidente “per supportare i programmi della società civile”.

Integrity Initiative è stata creato dall’Institute for Statecraft, una charityscozzese registrata nel 2009, con sede in un vecchio e fatiscente edificio di Edimburgo. In seguito alle elargizioni del governo britannico, la sede operativa è diventato un elegante palazzo londinese.

Fino alla fine del 2018, il direttore dell’Institute for Statecraft era Chris N Donnelly, ex consigliere di Margaret Thatcher ed ex consigliere speciale per l’Europa centrale e orientale del segretario generale della Nato.

In seguito alla diffusione dei leak nel 2018, lo Scottish Charity Regulator ha aperto un’inchiesta per verificare le reali attività benefiche dell’Institute for Statecraft. Queste le conclusioni: “Nel corso della nostra inchiesta abbiamo riscontrato che l’Institute for Statecraft non stava soddisfacendo le verifiche legali richiesti dallo status di charity in Scozia perché: i suoi scopi non erano interamente caritatevoli; una delle sue attività più significative, un progetto noto come Integrity Initiative, non ha fornito benefici pubblici a favore delle finalità dell’ente benefico; il beneficio privato degli amministratori fiduciari non era chiaramente secondario alla prestazione di beneficenza dell’ente benefico al pubblico”. In seguito all’inchiesta e alle evidenze documentate dallo Scottish Charity Regulator, “gli amministratori della charity hanno continuato a impegnarsi e hanno preso provvedimenti per soddisfare le verifiche legali e affrontare le questioni di governance identificate nell’inchiesta”. Dalla fine del 2018, sia il sito dell’Institute for Statecraft sia quello di Integrity Initiative hanno rimosso ogni contenuto perché sarebbe ancora in corso un’indagine sulla diffusione dei leak.

Integrity Initiative e le possibili interferenze nella democrazia italiana

A questo punto, è logico chiedersi se le autorità italiane abbiano indagato o stiano indagando sulle ramificazioni in Italia di Integrity Initiative che potrebbero svelare delle reali interferenze del governo inglese nella democrazia italiana e, in seconda istanza, nella libertà di stampa sancita dalla Costituzione. Il cluster italiano ha veramente cercato di influenzare l’opinione pubblica italiana, cercando di screditare la Russia?

Francesca Totolo

 

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https://www.ilprimatonazionale.it/approfondimenti/articoli-anti-russi-la-stampa-zampino-servizi-segreti-britannici-152097/

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