Il tentativo di bloccare la Terza Guerra Mondiale


La Terza ondata geopolitica: GIISRUSSIA

Traduzione dal russo a cura della Redazione

di Igor Gromov 5.04.2020 (Izb. Club-Obraz)

La questione Covid-19, che il vostro Mario Draghi, avvicinatosi negli ultimi tempi al partito americano rappresentato da Donald Trump, ha giustamente definito una “tragedia di proporzioni bibliche”, si è velocemente trasformata in una infuocata partita di risiko geopolitico mondiale tra Cina e Usa. In un modo più preciso, potrei dire in una partita tra il partito espansionista e neo-imperiale di Xi Jinping, che ha rinnegato l’occidentalismo di Deng e ha restaurato il profilo forte nazionalista di Mao revanscista contro lo spirito di Yalta, e il partito isolazionista e non imperialista di Donald Trump. Siamo alla resa dei conti di quanto nel 1945, dopo Hiroshima e Nagasaki, si dovette per forza lasciare in sospeso, nonostante la brevissima scaramuccia coreana o quella del marzo ’69 sull’ Ussuri tra russi e maoisti? Non dimentichiamo che la NATO, considerata erroneamente antisovietica e anticomunista, nasce nel 1949 quando Mao proclama la vittoria della Rivoluzione cinese contro i sovietici e gli occidentali, che sostennero in verità Chiang Kai-shek. E non dimentichiamo che la guerra calda dal 1945 a oggi si è avuta costantemente in Asia e Medio Oriente, non in zona cuscinetto NATO. Mao disse allora, nel 1949, ben più nazionalista han che comunista: “la Cina è santa perché è povera e sola”, un chiaro monito al Cremlino di Stalin. Dunque la NATO è stata propriamente antimaoista e antiorientale. Da quando Putin ha ripreso la tradizionale via panrussa della civilizzazione ortodossa, pur con gravissime carenze sul piano della distribuzione sociale, la britannica NATO si deve confrontare con due nemici strategici: Mosca e Pechino. L’attuale strategia del presidente russo sul prezzo del petrolio ha un chiaro risvolto geopolitico; è il più grande attacco della storia al petrodollaro e avrà certamente seri effetti sulla politica internazionale.

Un uomo politico russo, E.Primakov, disse che la seconda guerra mondiale fu necessaria conseguenza della prima, effetto delle ingiustizie estreme del Trattato di Versailles (1919) e che il divampare di una guerra mondiale è di solito frutto di un errato calcolo di geopolitica. Trump, e l’elite populista e sociale-conservatrice che egli rappresenta con il suo partito, non vuole assolutamente la guerra mondiale, rivendicando proprio una ideologia sostanzialmente neutralistica contro l’imperialismo del Deep State britannico, storicamente più rappresentato dai liberal e dai dem statunitensi. Anche le analisi del blog finanziario Zerohedge.com ridimensionano di molto il sionismo di Trump, che ha infatti emarginato la linea israeliana di Kushner ed Ivanka, portando volutamente all’instabilità interna la società civile israeliana. Il partito neo-nazionalista e neo-maoista che sostiene Xi Jinping non vuole allo stesso modo un conflitto globale; i nazionalisti imperiali di Pechino son certi che siamo già entrati, proprio con il 2020 Anno del Topo, nella “nuova era mondiale confuciana han”. Il fatto è però che la Cina fu o è solo formalmente marxista o comunista, il linguaggio occidentale protosocialista che usa è solo formale, la linea politica è dettata dal tradizionalismo confuciano o taoista che rimane incomprensibile ai pragmatici angloamericani. La sostanza degli eventi è quindi caratterizzata dal fatto con l’onda lunga COVID-19 siamo giunti in una nuova dimensione geopolitica, che io considero la tattica e la strategia della Terza Ondata: questa nuova dimensione ha spazzato via gli ultimi rimasugli di liberalismo global, ma anche imposto una tragica dirimente conflittualità a media intensità, Guerra Ibrida a ondate sparse e multiple, tra il nazionalismo imperialista han di Xi Jinping e il populismo democratico antimperialista del MAGA Trumpiano. A lato di tale conflitto potrebbe di nuovo prendere corpo il confronto non ortodosso tra Gran Bretagna e Russia che si combatte, più o meno sotto traccia, da secoli e secoli. Di recente Putin, Sojgu e Gerasimov con il viaggio a Damasco dal presidente Assad in occasione del Santo Natale Ortodosso sono stati in grado di fermare la guerra mondiale calda che il Deep State del Global Britain aveva scientemente iniziato con l’omicidio del generale iraniano Qassem Soleimani.

L’ascesa di Trump, per quanto rivoluzionaria nella storia generale statunitense, ha oggettivamente inciso fino ad oggi molto parzialmente. Se proprio di recente con una mossa geniale, il presidente statunitense ha tolto ogni autonomia alla FED con una azione sociale di estremo rilievo, non è stato sino a oggi in grado di abbattere costi e spese delle varie missioni NATO, da impiegare nella diffusione di misure più sociali interne. E’ un Jefferson a metà, almeno per ora. Il Deep State britannico, che in buona parte continua a dominare gli Stati Uniti tramite l’MI6, i liberal, taluni rami del Pentagono, RAND Corporation (California), Pilgrim’s Society, è chiaramente ancora forte, essendo il primo livello dell’Impero come teorizzato da Allen Dulles negli anni ’50 del secolo passato. Trump è però consapevole del fatto che può avere nella Russia un solido alleato solamente qualora si tratti di costruire un duraturo processo di pace e sicurezza globale. Lo stesso non può dire né della Cina, per più motivi, non ultimo il fatto che la Cina deve peraltro fare i conti con zone rurali interne di ancora diffusa povertà sociale, né tanto meno dell’UE franco-tedesca, che gravitante verso Amsterdam, è inevitabilmente una mezza, o anche più…, roccaforte londinese parte del Nuovo Impero Britannico. Il fallimento di geopolitica francese e tedesca è ormai secolare e si deve dubitare che vi sia un risveglio nel giro di poco tempo….

Perciò la nostra proposta è finalizzata all’unione geopolitica GIISRUSSIA, modello politico, sociale e economico basato su una estesa Democrazia Sociale sovrana non liberale e non finanziarizzata, comprendente Giappone, Italia, Iran, Siria, Russia, Algeria, Argentina. La moneta sarà comune, lo yen giapponese sarà il valore di riferimento internazionale. Le isole Curili saranno territorio russo-nipponico autonomo da ogni influenza occidentale. Bandiera comune sarà oggetto di discussione e proposte. Hirsohima e Nagasaki saranno le capitali legali come lo è oggi la triste e grigia Bruxelles per voi europeisti. Altri stati, soprattutto se di area mediterranea, saranno inizialmente ben accettati come osservatori. Yemen, Corno d’Africa con Gibuti dovrebbero essere zone neutralizzate e del tutto pacificate da qualsivoglia blocco. Tale fronte geopolitico ha il fine di bloccare la Terza Guerra Mondiale che i due fronti, il Britannico- Statunitense dem da una parte, che avrà chiaramente con sé la nuova Franconia germanica e olandese, l’Orientale dall’altro, stanno in realtà già combattendo per quanto tutti osservavano che non volevano precipitare nella nota “Trappola di Tucidide”. Trump, essendo nel fronte occidentale un outsider e un isolato, oltre che un vero neutralista, dovrebbe recepire immediatamente una tale proposta.

Roma 2020 dovrebbe predisporsi a accogliere un incontro storico tra il presidente Putin, Abe Shinzo (1) e Donald Trump avente la finalità di ridisegnare le varie sfere geopolitiche e geoeconomiche mondiali evitando questa tragedia di dimensioni bibliche in corso, come è stata definita dal neo-trumpiano keynesiano, antibritannico, M. Draghi.

 

 

 

1) Abe Shinzo, insigne e valoroso statista, appartenente al club neofascista e antioccidentale Nippon Kaiji, che ha particolarmente a cuore il Corporativismo sociale del famoso modello nipponico, è stato negli anni recenti, assieme a Putin, l’unico uomo politico che ha disperatamente percorso la linea di una Terza posizione oltre il Global Britain e la Grande Asia mondiale a trazione han. Egli sta continuando la geopolitica della Fazione Kuhara in seno al Seiyukai, concepita come un panasiatismo moderno, che allora si sapesse opporre con forza pacifica e difensiva a Usrr e Usa, oggi a Cina e angloamericani. Le continue e spesso parziali segnalazioni dei quotidiani della City contro il revisionismo storico e il filocorporativismo, oltre che il fastidio per il culto di Yasukuni Jinja del partito nipponico antibritannico di Abe Shinzo, sembrerebbero testimoniarlo (Ndr)

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