Ecco perché Silvia Romano non è un modello come ha scritto Famiglia Cristiana

 

DEL PROF. DANIELE TRABUCCO

 

Ho il massimo rispetto per ogni vita umana, in quanto immagine di Dio, ma non posso considerare la dott.ssa Silvia Romano (che si è laureata nel 2017 nell’Università dove ho insegnato anch’io fino al 2019) un modello come dichiarato dal settimanale “Famiglia Cristiana”.

Modellus, nel latino volgare, indica un punto di riferimento, un esempio da seguire. La Romano, a mio modesto avviso, è l’esatto opposto. Libera di andare in Africa in zone dove predoni e terroristi islamici la fanno da padroni per portare il suo aiuto (dimenticandosi, però, che il primo vero prossimo sono i genitori, gli amici, i concittadini in difficoltà), libera di convertirsi alla fede islamica, libera di ritornare, libera di fare tutto. Tuttavia, questa libertà “cosmopolita”, assoluta, “luciferina”, emblema del globalismo e del filantropismo emozionale, da un lato nasconde una assenza di responsabilità ed una immaturità di fondo, dall’altro determina un’insicurezza per la collettività.

Quando è lo stesso Ministero per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale ad invitare a non recarsi in luoghi in cui può essere messa in pericolo l’incolumità, qualora una persona decida diversamente, lo fa ben conscia delle eventuali conseguenze infauste delle proprie azioni.

É questo il modello di Famiglia Cristiana? Oppure quello per cui ogni compagine terroristica o criminale ritenga, da ora in avanti, che rapire un italiano sia conveniente perché ciò comporta l’esborso di una certa somma pecuniaria? Denaro che non sarà certamente utilizzato per scopi benefici.

Al Ministro Luigi Di Maio (Movimento 5 Stelle) non risulta il pagamento del riscatto. Il Ministro per gli Affari esteri non sa con esattezza se questo è avvenuto o meno? Ammesso non ne fosse a conoscenza o non fosse stato informato, dobbiamo pensare che il Dicastero che gestisce la politica estera italiana è stato tenuto all’oscuro?

Cara Silvia, sono contento di vederti in vita, ma non potrò mai considerarti un modello nonostante i riflettori della solita stampa noiosamente monotematica su queste vicende. I modelli sono altri: sono le famiglie in difficoltà che faticano ad arrivare a fine mese vivendo onestamente, sono le piccole e medie imprese che cercano di risollevarsi nonostante le “garanzie” da parte dell’Esecutivo sui prestiti di non facile accessibilità, sono i cristiani perseguitati e uccisi da quei terroristi che ti hanno trattata bene, sono le ragazze e i ragazzi di questo Paese che credono alle loro radici, alla loro cultura e non al sincretismo religioso che è assenza di religione e che è un abominio per la stessa fede islamica, sono quelle studentesse e quegli studenti (ne ho laureati diversi) stranieri che rispettano il nostro Paese senza ingressi neo-messianici. I modelli si ricordano, gli pseudo-modelli meritano l’oblio senza offesa e senza odio.

Daniele Trabucco
Associato di Diritto Costituzionale Italiano e comparato presso
la Libera Accademia degli Studi di Bellinzona (Svizzera)

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