Fase 2… ecco l’uomo del Caos

 

Intervenga Mattarella oppure un buon dottore (non un virologo…) perché la “decretomania” e il narcisismo di Conte ci stanno portando nel baratro

Si apre… non si apre. Si esce… No, non si esce. C’è chi apre il 4 maggio o forse il 18, magari l’11. I più “sfigati” l’1 giugno, ma non è detto, magari prima. Oppure dopo, dipende. Si possono andare a trovare i congiunti, ma fino a che grado e fino a quanti chilometri di distanza? La fidanza è “congiunta”? Solo se “continuativa”… Ci vuole l’anello.
Gli over 60 devono stare a casa o possono uscire? Con la App, con il braccialetto elettronico o con il collare identificativo?

Così, contro l’indecisionismo del governo, partono le Ordinanze regionali che dicono tutt’altro… Allora, per non essere da meno, i Comuni fanno le loro Ordinanze contro quelle delle Regioni… I ministri straparlano e si contraddicono a vicenda, Conte si pavoneggia, l’opposizione sbraita… L’unico che fino a oggi ha taciuto è proprio l’unico che dovrebbe intervenire mandando a casa il governo: Mattarella.

In  occasione del 1° maggio, finalmente anche lui “esterna”: «Sono necessarie indicazioni – ragionevoli e chiare – da parte delle istituzioni di governo ma, oltre al loro rispetto, è soprattutto decisiva la spontanea capacità di adottare comportamenti coerenti nella comune responsabilità di sicurezza per la salute».

Come dire, un colpo al cerchio e uno alla botte (che siamo noi). Pero, in tutto questo Caos, i cittadini a chi devono dare retta? Perché non è finita qui: con i tamponi come siamo messi? A chi saranno fatti e a chi no?… E i test sierologici? Le mascherine saranno obbligatorie o no, solo in luoghi chiusi o anche all’aperto? Dove le trovo a 0,50 euro come insiste Arcuri, dal momento che farmacie e supermercati non le vendono più perché non vogliono perderci? E i guanti? Bisogna mettere anche quelli? Anche per fare jogging? Ah… la febbre… Bisogna misurarla a tutti i clienti: prima, durante o dopo l’acquisto?

Per le seconde case che si fa? L’ennesimo modello di autocertificazione, ma solo per fare riparazioni, mica per riposarsi un po’. Poi solo se sono nella stessa regione. I milanesi che hanno la casa in Liguria si attaccano…

C’è, infine, lo psico-dramma dei mezzi pubblici… Il governo pretende che si stia “distanziati” e i Tg asserviti al regime si sforzano di mostrare i cartellini sui sedili con il divieto di sedersi… Ma come? se prima manco si riusciva a salire sui treni pendolari, sui vagoni della metropolitana e sui bus al mattino… adesso bisognerebbe stare distanziati? Ma nemmeno se quintuplicassero la frequenza. In auto, poi, si potrà andare in tre o forse in quattro (non è chiaro) però solo appartenendo allo stesso nucleo familiare. Non posso portare un amico o un collega evitando così un po’ di caos dei trasporti?

Siamo in mano ai pazzi

16 Task Force… 447 esperti; un capo della Protezione civile, più un responsabile dell’emergenza, più un super esperto per la Fase 2 (Colao) che però se ne sta in Inghilterra. Un presidente del Consiglio ormai fuori controllo, 21 ministri, 42 sottosegretari… Per partorire questo c…aos?

Conte ha sbagliato tutto prima (affrontando con gravi e colpevoli ritardi l’emergenza sanitaria) sta sbagliando tutto adesso… Prima ha sottovalutato il rischio, adesso spara cifre allucinati parlando del pericolo di avere 150 mila persone in terapia intensiva, quando al massimo della crisi ne abbiamo avute 4.000.

Gli italiani sono meglio di lui (ci vuol poco). Tutti sanno della necessità delle misure di distanziamento sociale (niente strette di mano, niente baci e abbracci) e di quelle igieniche (lavarsi frequentemente le mani, coprirsi la bocca e il naso). Ma tutti abbiamo anche bisogno di vivere, di ricostruire i rapporti sociali e, soprattutto, di lavorare.

La vera emergenza è economica

Infatti, dopo l’emergenza sanitaria (che, in fondo, sarà durata 7, 8 settimane), ciò che preoccupa è l’emergenza economica e sociale che rischia di durare 7, 8 mesi se non di più.
Anche qui, finora, il governo non è riuscito a dare risposte concrete. Solo parole. Ci sono milioni di famiglie che da 2 (anche 3 mesi) non vedono una lira. I 600 euro non sono arrivati a tutti, la cassa integrazione tarda. Ci sono fabbriche ma, soprattutto, negozi, piccole imprese, start up… che non riapriranno né il 4 né mai.

Tutto perché quel vanesio di Conte pensa che sia sufficiente annunciare un decreto perché tutto si risolva… Lui pensa a pavoneggiarsi in Tv «tutto il mondo mi apprezza… mi chiedono gli autografi… si congratulano con me… io passerò alla storia».

I decreti annunciati, poi, impiegano settimane a trasformarsi in leggi che, comunque, non si applicano… come per i prestiti bancari.
«Chiedo alle banche un atto d’amore» ha detto lo gigolò pugliese sbattendo gli occhioni. Perché banca è al femminile e forse lui pensa che siano tutte femmine innamorate di lui. S’è mai vista una banca compiere “un gesto d’amore”? No. E, infatti, nessuna azienda ha ancora visto un euro.

Questa è la situazione che ci attende da lunedì 4 maggio.
Usciamo, quindi, con tutte le dovute precauzioni e cerchiamo di rimediare noi agli errori di questi inetti. Soprattutto, però, ricordiamoci che dovranno rendere conto dei lutti causati e, ora, anche di questo disastro: #celapagherete

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