Luca Palamara, lo squalo in toga finito nella tonnara

 

Ora che è infangato (“Come il tonno”, disse Cossiga) piange: “Vedere pubblicati momenti intimi fa male”. È accaduto a innocenti per colpa sua e dei suoi colleghi. Ma queste chat finalmente dissacrano la magistratura

Luca Palamara che fu il magistrato più potente di Italia, cui doveva rivolgere supplica qualsiasi suo collega desideroso di fare carriera, oggi è finito nella polvere, prima indagato ed ora rovinato dalla pubblicazione di tutte le sue chat e sms con magistrati, politici e giornalisti. Ieri come un bambino che non conosce prudenza e silenzio, ha twittato: «Assistere alla pubblicazione dei momenti più intimi della propria vita privata che coinvolgono estranei fa sempre male. Oggi sono dall’altra parte e accetto tutto questo perché non ho nulla da nascondere. Sono storture però sulle quali occorre nuovamente riflettere». Ed è stato ovviamente seppellito da una valanga di contumelie, perché i social non sono terreno su cui può misurarsi chi si trova nelle sue condizioni. Il povero Palamara è bersaglio fisso di chiunque ora che non conta più un fico secco, dileggiato ancora peggio di come fece Francesco Cossiga in quel celebre video del 2008 nella trasmissione di Maria Latella : «Palamara come il tonno. Lei ha una faccia da tonno…».

Mi spiace per come viene trattata la persona, anche se negli anni della sua onnipotenza ha goduto di favori, benessere e riverenza che prima o poi nella vita presentano il conto. E fa quasi tenerezza vedere accusare il colpo della pubblicazione di quei discorsi privati poco commendevoli chi o direttamente o attraverso la cerchia dei colleghi della sua stessa potentissima corrente ha fatto pubblicare centinaia di pagine di intercettazioni altrui. Ma non mi scandalizza quel che ho letto nelle sue conversazioni: ne avrei lette di identiche nella maggiore parte delle chat di uomini e donne che siano stati potenti in questi anni. Il potere a Roma si costruisce in quel modo, e Palamara il suo l’ha fondato sulla rete di favori, sulle mille discussioni per equilibrare consensi e decisioni, cercando di evitare nemici acerrimi che prima o poi te la fanno pagare, magari vantandosi pure di qualche fanfaronata del tutto inventata che poteva accrescere nella sua cerchia l’ammirazione e il rispetto.

DA

https://www.iltempo.it/politica/2020/05/27/news/luca-palamara-chat-intercettazioni-private-pubblicate-giudici-magistratura-csm-politici-giornalisti-22872864/#.Xs9T_HtunaI.facebook

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