E se domani i sovranisti…

 

E dopo? Quando cadrà il peggior governo della repubblica nel peggiore momento della sua storia, che succederà? La paura della pandemia ha dato fiato e consenso al Conte Vanesio, che ha monopolizzato l’informazione tra show, raggiri e promesse. Ma quando salterà la marea di aspettative generate nel paese, l’Italia fuggirà dal grillosinistrismo e cercherà vie alternative di salvezza. Le opposizioni dovranno giocare la loro partita. Intanto il 2 giugno scenderanno in piazza.

Attualmente è in calo il consenso per Salvini, peraltro compensato dalla crescita di Giorgia Meloni, apparsa più lineare. Salvini ha mutato look e tono, ma è come appannato, buca meno, logorato all’opposizione, penalizzato dal distanziamento mediatico e dallo spostamento dei temi dai suoi cavalli di battaglia. E ha un alleato come Berlusconi che a fasi alterne si separa e si unisce ai sovranisti.

Già, i sovranisti, sono loro il rimedio, l’alternativa? Seguendo il realismo disincantato di Indro Montanelli ne condivido la premessa: la destra ideale non combacia con quella reale. Ma lui poi consigliava di turarsi il naso e votare per la Dc o negli ultimi tempi per il centro-sinistra. Io invece, condivido la premessa e la sfiducia, ma con lo stesso realismo paragono le offerte disponibili e preferisco quel che passa il convento meno lontano anziché passare all’altro convento o addirittura alla moschea… Virare dall’opposizione culturale e morale al sostegno all’establishment vigente sarebbe più vantaggioso per chi lo fa ma non per l’Italia. Se vuoi essere accettato pur essendo “di destra” devi premettere che la destra migliore è quella morta, perdente, minoritaria, impossibile. Appena una destra ha qualche possibilità di vincere, devi subito schierarti contro se vuoi sopravvivere e figurare tra i presentabili. Ieri dovevi schierarti contro Berlusconi, oggi contro Salvini; ieri dovevi sputare sulla destra in campo, oggi sul sovranismo; dissociandoti da loro avrai qualche profitto. Per quel che mi riguarda, non fui berlusconiano ieri ma dovendo scegliere tra il suo centrodestra e i suoi nemici, turandomi naso, orecchio e gola preferivo il suo centrodestra. Oggi direi lo stesso con Salvini, Meloni e Forza Italia, quando c’è.

Lo stesso ragionamento farei per Trump e altri sovranisti lapidati dai media: non mi piace affatto ma se devo scegliere tra lui e i suoi nemici – poteri global, clan famigliari, progressisti del politically correct – preferisco Trump (et similia).

Reputo fatua e falsa l’argomentazione che usano contro i sovranisti per smontarli: ma non vedete – dicono – che ogni sovranista pensa solo ai suoi interessi nazionali ed è pronto a ostacolare i sovranisti della porta accanto? Vero, verissimo ma – pensate un po’ – la stessa cosa avviene tra governi che sovranisti non sono ma si dichiarano europeisti, alleati e sodali. La Germania o la Francia per esempio, cosa credete che facciano se non i propri interessi nazionali? Non si dichiarano sovranisti ma lo sono come e più degli altri, anzi esercitano il loro sovranismo anche come egemonia europea. Così la Cina e il resto del mondo. Anche a non essere sovranisti, siamo comunque facile preda del “sovranismo” altrui, palese o nascosto. E ancor più siamo vittime del sovranismo di grandi potenze che si chiamava imperialismo.

So bene quanta velleità ci sia nel sovranismo nostrano, quante declamazioni inconsistenti o impraticabili, quanti temi da piazza ma non da governo; però l’alternativa è il grillocomunismo con la mascherina contiana, il berretto cinese e il pagliaccetto europeo. Con realismo scelgo il guaio minore.

Giorni fa lanciai un disperato appello per un governo di persone serie. Molti mi hanno chiesto: d’accordo, ma chi sono, dove sono le persone serie? Non faccio nomi, dico solo che dobbiamo cominciare la ricerca partendo da quel requisito. E selezionando tra governatori, sindaci, esempi positivi, eccellenze, in ogni campo. Invocare persone serie vuol dire due cose precise: squalificare come abusivi i figuranti e cialtroni del vigente governo; e stabilire un criterio di selezione fondato sulla serietà, prima che ogni altro criterio, appartenenza, ideologia. Serietà come affidabilità, credibilità prima che presentabilità. La serietà è sempre necessaria ma ora è questione di vita o di morte.

Mi auguro che si torni presto a votare, ma ne dubito. E mi auguro che Salvini e Meloni continuino a guidare i loro partiti anche in caso di vittoria. Continuino cioè a esercitare la loro leadership nelle piazze, a farsi tribuni del popolo nei media e nei parlamenti; ma si impegnino sin da ora coi loro partiti a individuare un premier e a cercare, trovare, indicare, una squadra di governo all’altezza del compito. Sacrificando nomenklature di partito, spartizioni e appetiti, proprio nel nome del realismo. Impresa difficilissima ma mi pare l’unica via d’uscita dall’incubo in cui siamo cacciati.

Se le “persone serie” scendessero da sole in lizza non avrebbero la maggioranza. E se i sovranisti volessero governare direttamente loro, a parte i dubbi sulla loro perizia di governo, non avrebbero il certificato di agibilità dall’Europa e dalle Istituzioni. Allora, per restare al realismo, la strada è questa: una maggioranza politica alternativa a quella presente che sostenga un governo dei migliori (non i tecnocrati).

Per farci accettare dal circo, invece, anche noi dovremmo alzare la zampa contro le destre reali nel nome delle destre impossibili, lasciando al comando lorsignori. No, meglio puntare con realismo e coerenza al bene sovrano dell’Italia.

MV, Panorama n.23 (2020)

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E se domani i sovranisti…

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