Il presidente Duda vuole una Polonia contro le ideologie che danneggiano la famiglia

 

DI MATTEO ORLANDO

Durante una visita nella città di Wieluń, il presidente polacco Andrzej Duda ha dichiarato di volere “lo stato polacco a sostegno e protezione della famiglia”. Il capo di stato della Polonia vuole che le famiglie siano meglio protette “contro le ideologie” che le danneggiano.

Durante un incontro con i cittadini in Legion Square, Andrzej Duda si è riferito anche al defunto Lech Kaczyński, il presidente polacco morto nel disastro aereo di Smolensk nel 2010.

“Cinque anni fa ho iniziato ad attuare il piano del presidente Lech Kaczyński, che non è stato in grado di portarlo a termine perché è morto al servizio della Repubblica di Polonia. Ho abbassato l’età pensionabile, abbiamo lanciato programmi sociali e per gli anziani”.

Andrzej Duda ha sottolineato che la sua battaglia politica più importante è quella per la famiglia: “È un dovere costituzionale, che si sta finalmente adempiendo. Questo è il motivo per cui desidero la rielezione, in modo che le famiglie polacche possano essere meglio protette, anche contro le ideologie che le danneggiano. Sappiamo che la nostra tradizione è la nostra forza, quella che ci ha permesso di sopravvivere ai più grandi test, di ricostruire questa città con fede”.

Spiegando il motivo della sua visita a Vielun Duda ha detto: “Ci sono due città in Polonia che sono simboli dello scoppio della seconda guerra mondiale. Uno di questi è Wieluń. L’ho capito chiaramente quando sono venuto qui per la prima volta nel 2017. È stata un’esperienza molto bella per me. Non avevo mai visto nulla di simile, che l’intera città si radunasse alle quattro del mattino e commemorasse gli eventi avvenuti 78 anni prima. Ho visto che la storia vive qui”.

Sempre il presidente Andrzej Duda ha promesso di vietare l’insegnamento delle tematiche Lgbt nelle scuole polacche. Attraverso un apparente richiamo alla sua base, durante questa campagna elettorale che terminerà con le elezioni presidenziali del 28 giugno, Duda ha detto che “i genitori sono responsabili dell’educazione sessuale dei loro figli. Non è possibile per nessuna istituzione interferire nel modo in cui i genitori crescono i loro figli”.

Duda, che è un alleato del partito di destra Law and Justice Party (PiS), che considera l’ideologia lesbica, gay, bisessuale e transgender come un’influenza straniera invasiva che indebolisce i valori tradizionali della fedele nazione cattolica, è avversato nella riconferma presidenziale dal sindaco liberale di Varsavia, Rafal Trzaskowski, appartenente al maggiore partito di opposizione (Piattaforma civica). Trzaskowski è lo stesso che ha introdotto l’educazione sulle questioni Lgbt nelle scuole di Varsavia.

Firmando una “Family Card” di proposte che includono impegni per preservare regimi di benefici speciali per famiglie e pensionati, Duda ha anche affermato che non permetterebbe alle coppie gay di sposarsi o adottare figli. “È un’ideologia straniera. Non vi è alcun motivo perché questo fenomeno si verifichi nel nostro paese in alcun modo”. Trzaskowski, invece, ha affermato di essere a favore dei diritti civili per gay, ma non approverebbe le adozioni.

“Questa Family Card è un documento radicale che divide la società polacca, introducendo standard che ricordano i tempi più brutali della storia polacca ed europea”, ha sostenuto da parte sua il dichiaratamente gay Robert Biedron, candidato presidenziale per un partito della sinistra polacca.

 

MATTEO ORLANDO

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