“La Chiesa ama i vostri figli Lgbt così come sono”. Adesso Bergoglio apre anche ai gay

di Cristina Gauri

Prosegue senza sosta il percorso di costruzione di una Chiesa «inclusiva» – ovvero sempre più attenta a qualunque caratterizzazione della modernità e del relativismo – e sempre più dimentica della propria dottrina, spianato dal papato di Bergoglio. Questa volta è il turno dei genitori delle persone Lgbt, raccolte nell’associazione cattolica Tenda di Gionata.

E così il Pontefice, rivolto a una quarantina tra madri e padri di omosessuali ricevuti in udienza, ha dichiarato senza mezzi termini che «il Papa ama i vostri figli così come sono, perché sono figli di Dio». Al termine della udienza papale, la vicepresidente di Tenda di Gionata, Mara Grassi, accompagnata dal marito Agostino Usai, ha fatto dono al Pontefice del volumetto Genitori fortunati, tradotto specificamente in spagnolo per la visita in Vaticano: il libro racchiude e narra le vicende ecclesiali e di fede di queste famiglie. «La nostra associazione vuole far dialogare la Chiesa e le famiglie con figli Lgbt. Prendendo spunto dal titolo del libro che gli abbiamo presentato, ho spiegato che noi ci consideriamo fortunati perché siamo stati costretti a cambiare lo sguardo con cui abbiamo guardato sempre i nostri figli – ha dichiarato la Grassi – Quello che abbiamo ora è uno sguardo nuovo che ci ha permesso di vedere in loro la bellezza e l’amore di Dio. Vogliamo creare un ponte con la Chiesa perché anche la Chiesa possa cambiare lo sguardo verso i nostri figli, non escludendoli più ma accogliendoli pienamente».

Proprio a queste parole è seguita la confortante – per loro – presa di posizione papale. Francesco li ha infatti rassicurati, spiegando che il Papa li ama perché i loro figli sono figli di Dio. Tanto impegno «inclusivo» è stato premiato dal dono di una maglietta recante i colori dell’arcobaleno Lgbt e la scritta «nell’amore non c’è timore». Soddisfatta la Grassi che riporta di un generoso sorriso del Pontefice, descritto come un momento di profonda sintonia.

Al Pontefice sono state consegnate quindi varie lettere che ripercorrono i «tormenti» di famiglie credenti con figli omosessuali, i quali spesso si sono allontanati dalla famiglia o dalla fede, causando un grande dolore ai loro genitori. In generale, l’incontro, punteggiato di testimonianze di fede – ma di una fede moderna secondo gli stilemi della esortazione apostolica Amoris laetitia e che finisce per preoccuparsi più del «benessere» del singolo individuo piuttosto che della commistione misterica tra individuo e fede – è apparso come un ennesimo capitolo di quella modernizzazione della Chiesa da cui Bergoglio è palesemente ossessionato. 

Insomma, fine dei tormenti per quei genitori affranti che hanno percepito per lungo tempo l’omosessualità dei figli come una spaccatura insanabile con la fede; per mano del Papa che ha simbolicamente dato il «liberi tutti» a queste famiglie emerge ora l’afflato di speranza umana – troppo umana – e l’appiattimento verso l’accettazione totale di qualunque diversità, nel nome di un ecumenismo che sembra allargare sempre di più il perimetro della dottrina cristiana e schiacciarla verso il basso. Non importa se con questo «confronto» Bergoglio ha assunto per l’ennesima volta posizioni anti-Vangelo. Importa scrivere l’ennesimo capitolo della Neochiesa – come la chiama Valli – che mira ad abbattere mura e solidificare ponti finendo per concentrarsi più sull’includere a qualunque costo piuttosto che a considerale la reale coerenza spirituale di chi si sta «includendo».

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/la-chiesa-ama-i-vostri-figli-lgbt-cosi-come-sono-adesso-bergoglio-apre-anche-i-gay-168038/

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