La gnosi omosessualista all’assalto del Cattolicesimo

L’EDITORIALE

di Leonardo Motta

Gli scandali che hanno causato migliaia di chierici, operanti diabolicamente in diverse parti del pianeta, relativamente agli atti sessuali che hanno compiuto con minorenni e maggiorenni, consenzienti e non, hanno fatto e continuano, purtroppo, a fare apparire la Chiesa Cattolica, agli occhi di un certo mondo che condanna i peccatori e non i peccati, come totalmente macchiata di vizi e da colpire (e, qualcuno spera, affondare!) attraverso il pubblico disprezzo mass-mediatico.

Come hanno fatto con il suo Divino Fondatore, Gesù Cristo, considerato un peccatore dalle potenze umane del suo tempo, anche l’unica Chiesa che può vantare duemila anni d’età e la diretta discendenza dal suo Signore, quella Cattolica, è oggi sotto il fuoco di cecchini esterni e soprattutto interni, abili nel mirare al cuore del suo messaggio: l’invito alla santità, alla conversione dei cuori, alla civiltà dell’amore Trinitario, attraverso la purezza e la castità prevista per i singoli stati di vita.

“La Chiesa è il Regno di Dio già presente in mistero”, insegnava un professore di Ecclesiologia. Tuttavia la Santa Chiesa è composta di peccatori. È per questo che le parole di Gesù Cristo, contenute in Matteo 13,24-30, non perderanno mai il loro valore.

La zizzania e il grano continueranno a crescere insieme fino a quando la zizzania, “legata in fasci” sarà bruciata nel fuoco eterno dell’Inferno (che esiste e non è un’invenzione della Chiesa!), mentre il grano sarà riposto nel “granaio” di Cristo, il Paradiso.

Una gravissima zizzania presente nella Chiesa ufficiale, che ha favorito lo scandalo della pratica sessuale dei suoi chierici, è la gnosi omosessualista.

L’aggettivo “omosessualista” è facile da comprendere. Per quanto riguarda il termine “gnosi” vi dobbiamo una spiegazione, il senso che noi diamo a questa parola.

Con “gnosi” non intendiamo la gnosi antica, che i sapienti conoscono con il termine “gnosticismo”. Intendiamo l’odierna mentalità gnostica che si batte per ri-definire la realtà della natura, che tutti abbiamo sotto gli occhi, e desidera plasmare a proprio piacimento ciò che, invece, è impossibile alterare, senza pesanti conseguenze per l’umanità stessa.

Oggi, come per l’antico gnosticismo cataro, si attacca la creazione di Dio (divinizzando paradossalmente la natura, arrivando a definirla “Dea Madre” o “Madre Terra”), si combatte la materia (ma, paradossalmente, “dogmatizzando” le scienze che si occupano della materia), il corpo (ma, paradossalmente, rendendolo lo “strumento” primario per portare avanti la nuova “gnosi omosessualista”), la procreazione (perché i figli non nascono più dall’amore tra un uomo e una donna aperti alla vita, ma in laboratorio…), il matrimonio (separazioni e divorzi sono sempre più in aumento e varie leggi contrastano questa istituzione che esiste da quando esiste l’uomo sulla terra), la famiglia (che è considerata un “male”), la sessualità (i neo-gnostici promuovono la sessualità naturalmente sterile, ma “tecnicamente superabile” con l’utero in affitto) ecc.

L’antica pretesa di accedere ad una conoscenza salvifica eliminando l’ordine della realtà, oggi sta assumendo un nuovo volto, specie nella Chiesa, attraverso la gnosi omosessualista che, attraverso la falsificazione della corretta teologia del corpo (dell’inscindibilità tra atto sessuale e procreazione), arriva a sostenere che il corpo è solo strumento di piacere, della libidine più sfrenata mentre lo spirito, si sostiene, può rimanere puro.

Come scrive correttamente lo studioso italiano Stefano Fontana c’è “una profonda vena gnostica nell’idea luterana che si possa essere contemporaneamente giusti e peccatori, come nell’altra idea oggi diffusa tra i cattolici: che si possa vivere una relazione omosessuale ed essere contemporaneamente in grazia di Dio” (Stefano Fontana, “Lo scivolone gnostico di Avvenire”, 2 giugno 2017, http://www.lanuovabq.it/it/pdf/lo-scivolonegnosticodi-avvenire).

Si arriva così, come ha scritto in Italia il giornalista Ermes Dovico, ad assistere a veglie contro l’”omofobia”, una delle tante strade che si tentano nella Chiesa per cercare di normalizzazione l’omosessualità.

Sul quotidiano on line “La nuova Bussola Quotidiana”, Dovico ha ricordato che anche “diverse parrocchie hanno programmato fiaccolate e veglie per la Giornata internazionale contro l’omofobia, che mira a diffondere il linguaggio Lgbt pure all’interno della Chiesa, con il fine di sovvertirne l’insegnamento sull’omosessualità”, un “pullulare di veglie, fiaccolate, marce, preghiere [… nella] Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. Neologismi che secondo la cultura egemone dovrebbero esprimere la ‘paura’ o l’‘odio’ verso omosessuali, bisessuali e transessuali – e anche qui bisognerebbe usare le virgolette perché siamo tutti semplicemente maschi o femmine – ma che in realtà sono parte di un vocabolario creato ad hoc dalle organizzazioni Lgbt per cooptare quanti più soggetti alla loro causa e silenziare coloro che non aderiscono al verbo arcobaleno. Verbo dal quale prendono le distanze, è bene ricordarlo, molte persone con un’attrazione omosessuale, che non si riconoscono nell’ideologia propagata dalle suddette organizzazioni e si sforzano di vivere in castità” (Ermes Dovico, “Veglie contro l’“omofobia”, via alla normalizzazione gay”, 17 maggio 2019, http://www.lanuovabq.it/it/veglie-contro-lomofobia-via-alla-normalizzazione-gay).

Purtroppo anche nella Chiesa Cattolica si arriva a parlare di “pari dignità di ogni orientamento sessuale agli occhi di Dio” e, siccome tra i vari orientamenti sessuali ce ne sono di sterili, “in cui il corpo è adoperato come strumento diversamente fungibile, significa accettare una posizione gnostica di sostanziale disprezzo del corpo e di sostanziale dualismo”.

Ritornando al pensiero dello studioso italiano Stefano Fontana, “l’indistinzione tra gli orientamenti sessuali è di origini gnostica. Qualcuno infatti parla di ‘neocatarismo’ a proposito dell’attuale promozione ideologica omosessualista e del gender” e chiarendo che “dalla pillola contraccettiva al gender – passando per tutte le altre note tappe intermedie – si sta realizzando il progetto gnostico di non accettare la realtà naturale e di volerla ri-plasmare. L’arroganza demoniaca di voler ri-creare il creato – ‘sarete come dei’ – passa attraverso la sua negazione mediante l’indifferentismo relativistico: tutti gli orientamenti sessuali hanno pari dignità”.

Correttamente Fontana sottolinea che “se la parola di Dio su sessualità e matrimonio insegnata dalla Chiesa non si appoggia su un ordine naturale del creato a cominciare dall’atto coniugale (nella coniugalità nasce la società, tramite la procreazione, e nasce la socialità, ossia la reciproca complementarietà non secondo dei desideri ma secondo un ordine) ma si deve rapportare ad una pluralità di orientamenti sessuali di uguale dignità di fronte a Dio … beh, allora si provoca una drammatica frattura tra ordine della grazia e ordine della natura, tra Chiesa e mondo, tra fede e ragione, proprio secondo i canoni gnostici”, separando gnosticamente “la creazione dalla salvezza”.

Da dove viene questa forma di zizzania gnostica che sta penetrando nella Chiesa ufficiale?

Qual è il nemico che ha fatto questo?

È necessario che cresca insieme al grano fino alla mietitura oppure è possibile sradicarla già adesso senza rovinare anche il grano?

Sappiamo con certezza, dalle parole del Santo Vangelo (Parola viva ed eterna del Dio Trinitario) che il Figlio dell’uomo, attraverso la sua Chiesa, semina nel mondo: ma oltre al seme buono, i figli del Regno, ci sono i figli del Maligno e il loro capo, Satana.

Dobbiamo attendere i mietitori (gli angeli) per spazzare via dalla Chiesa ufficiale la piaga della gnosi omosessualista o si può già estirpare almeno qualcosa e bloccare gli operatori di iniquità?

Torneremo a scrivere su questa drammatica situazione di relativismo morale e di etica della situazione che emerge dalla gnosi omosessualista.

Intanto leggiamo le illuminanti parole utilizzate da uno studioso italiano su questo tema. Si tratta del filosofo, prematuramente scomparso, Emanuele Samek Lodovici, che nel testo, pubblicato dalle Edizioni Ares di Milano, dal titolo Metamorfosi della gnosi – Quadri della dissoluzione contemporanea, a proposito di famiglia scrive (p. 139): “grazie al carattere non economico ma naturale e d’amore della sua unità”, la famiglia rappresenta “un forte elemento di coesione e di resistenza” e questo è un problema per la gnosi omosessulista di oggi perché comprende bene che dove c’è una buona famiglia non è facile introdurre i suoi principi perché la famiglia è “una comunità in cui l’unità non è un risultato ma precede la volontà dei suoi membri”. Per i neo-gnostici la famiglia va abbattuta perché, quando funziona (per attaccarla la gnosi odierna ne svela solo le patologie, ignorandone la fisiologia…) è “l’esemplificazione diretta di una società gerarchica in cui la funzione del comando è legata al servizio e non all’esercizio del potere; come tale pertanto è anche l’espressione di come sia possibile un’unità sociale nella massima diversità”, e questa diversità preoccupa tanto la gnosi omosessualista. Inoltre nella famiglia “l’introduzione dell’uguaglianza, anzi che essere fattore di giustizia” diventa “un fattore scatenante il conflitto” e, sottolineava Lodovici, “si affermi che i figli sono eguali ai genitori quanto ai diritti e si avrà la riprova di quanto si dice”. Il filosofo spiegava anche che la famiglia è “il luogo del limite”: si “acuisce sia il senso di una realtà che non è totalmente in nostro potere, perché in essa non nasciamo onnipotenti ma siamo dipendenti da altri”, sia “il senso che la storia non è senza insegnamenti per noi qualora ci illudessimo sul fatto che con noi comincia veramente una nuova epoca”. Alla luce di quanto scrive Lodovici è facile comprendere perché la famiglia, con i sensi di realtà e limite che propone, sia un ostacolo a tutti i progetti della gnosi omosessualista.

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