“Chi ha inclinazioni omosessuali o pedofile non deve essere ammesso nei seminari”

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L’EDITORIALE DEL LUNEDÌ 

di Leonardo Motta 

 

Uno psicoterapeuta olandese di fama internazionale, specializzato nel trattamento della condizione omosessuale, ha spiegato perché la Chiesa Cattolica ha ragione nell’escludere gli omosessuali dal sacerdozio.

Si tratta del professor Gerard van den Aardweg, Ph.D. Nato nel 1936 in Olanda, sposato, padre di sette figli, Gerard van den Aardweg ha conseguito il dottorato in psicologia, presso l’Università di Amsterdam, con una dissertazione sull’Omosessualità e la pedofilia omosessuale come “nevrosi sessuali”. Van den Aardweg è convinto che le tendenze omosessuali si “originano da nevrosi, spesso a causa di uno sviluppo carente della personalità (cioè di un sottosviluppo della mascolinità/femminilità)”. Per tale motivo, nel corso di cinquant’anni di professione, ha dichiarato di avere “ricondotto alla normalità molti omosessuali, maschi e femmine”, attraverso degli aiuti che consistono “nel trattamento mentale dell’omosessualità, sulla base di una efficace sintesi di psicologia, psichiatria, psicoanalisi”. 

Lo psicoterapeuta olandese ha spiegato su LifeSiteNews (vedi qui: https://www.lifesitenews.com/opinion/psychologist-explains-why-catholic-church-is-right-to-exclude-homosexuals-from-priesthood), che la sua opinione di psicologo ed esperto di omosessualità (e pedofilia omosessuale) è che “nessun uomo con inclinazioni omosessuali o pedofile deve essere ordinato al sacerdozio, né ammesso come seminarista”.

Gerard van den Aardweg ha spiegato che le inclinazioni omosessuali “tendono ad essere ossessive. Questo è vero anche nei casi in cui in principio tali inclinazioni potrebbero non essere inizialmente ossessive. Non può essere valutato in modo affidabile se un uomo (o un giovane) con tali inclinazioni – indipendentemente dal fatto che possano apparire deboli o meno deboli – continuerà ad essere celibe in futuro. Il cambiamento delle situazioni di vita, i problemi emotivi e certe pressioni o situazioni esterne spesso portano l’omosessuale inizialmente celibe a iniziare a cercare contatti o relazioni sessuali”, ha argomentato il medico olandese.

Rispetto agli uomini con un normale interesse sessuale, gli omosessuali sarebbero “molto più inclini ad essere ossessionati dalle fantasie sessuali (omo)”, nutrirebbero o inizierebbero”abitudini di masturbazione che abbassano la soglia per arrendersi ai contatti vivi”, vivrebbero”crisi emotive che minano le loro risoluzioni”, cercherebbero”conforto nelle loro fantasie”e si illuderebbero di credere che i “loro sentimenti romantici”, la ricerca di”amici intimi”non siano affatto un torto, ma al contrario “espressioni di amore nobile, reale e profondo”.

Sulla base di questa illusione, definita ingenua da van den Aardweg, “i loro desideri li ispirano con varie razionalizzazioni, se non per avere contatti fisici, per ‘caste’ o ‘fedeli’ amicizie, che”, a giudizio dello psicoterapeuta, “non resteranno mai caste e in pratica non sono ‘fedeli’”.

L’esperto olandese ha spiegato che questi tentativi di “normalizzare”i sentimenti omosessuali, rendono tali persone “inadatte a comprendere la moralità sessuale della Chiesa e suscettibili di ragionamenti o teorie che servono come giustificazioni morali o religiose di legami e contatti omosessuali”.

Per questo van den Aardweg ha lanciato l’allarme. “In questo modo, sono – o potrebbero diventare nel corso degli anni – suscettibili di sovvertire le norme morali assolute della morale sessuale cattolica”.  

Secondo van den Aardweg coloro che hanno inclinazioni omosessuali “tendono molto più a sedurre o altrimenti a molestare i loro partner sessuali preferiti rispetto agli uomini eterosessuali. E, poiché la stragrande maggioranza di loro preferisce adolescenti e/o giovani adulti, sono un gruppo a serio rischio”.

I loro sentimenti “ossessivi, l’accompanying rationalizations, le auto-giustificazioni, attenuano e offuscano il loro senso e giudizio morale a questo riguardo”.

Per lo specialista olandese gli omosessuali sarebbero “molte volte più a rischio degli eterosessuali relativamente alle molestie sessuali verso i giovanissimi e i giovani. Questo è un fatto statistico solido”, ha sottolineato van den Aardweg.

Lo psicoterapeuta ha spiegato che le inclinazioni omosessuali dopo la pubertà “non sono desideri isolati, ma parte di un complesso di inferiorità della mascolinità, parte di un disturbo nevrotico e di personalità. Emotivamente, questi uomini sono (in maggiore o minor misura) bloccati nell’adolescenza, emotivamente immaturi e instabili (nevrotici)”.  

Per van den Aardweg, quindi, l’omosessualità sarebbe una nevrosi sessuale. “L’omosessualità negli uomini implica un’identificazione carente con la mascolinità. Questo li colpisce emotivamente e per quanto riguarda il loro carattere o personalità. Una conseguenza importante è che falliscono nel ‘ruolo del padre’ quando si tratta di guidare le persone, essere fermi e difendere ciò che un uomo deve difendere”.

Questo si noterebbe ancora di più nella vita da chierico. “Un prete dovrebbe essere normalmente mascolino e non avere un carattere debole e poco virile. […] Gli uomini inclini all’omosessualità non possono identificarsi sufficientemente con i sentimenti degli uomini sessualmente normali e quindi non possono guidare, e guidare adeguatamente, le persone come dovrebbe fare un prete. Non possono condividere molti sentimenti di uomini normali né comportarsi come dovrebbe un uomo nei loro rapporti con le donne. Quindi, le loro inclinazioni omosessuali influenzano i loro rapporti con le persone. I sacerdoti dovrebbero essere normali come gli uomini normali e maturi”.

Per lo scienziato olandese l’astinenza sessuale degli omosessuali non può essere paragonata all’astinenza dell’uomo normale.

“La lotta contro le tendenze omosessuali è simile alla lotta di altre persone con anomalie sessuali, siano essi omosessuali o eterosessuali (esibizionisti, sado-masochisti, pedofili, travestiti ecc.). La loro lotta è un dovere morale, non una scelta volontaria. La loro lotta è senza dubbio meritoria, ma non può essere equiparata al sacrificio volontario di un (giovane) uomo che offre l’uso delle sue sane facoltà sessuali. Pagare un debito (in denaro) non equivale a donare una considerevole somma di denaro”.

Per van den Aardweg, inoltre, da un punto di vista religioso, e supportato dai migliori studi teologici (come il lavoro di Peter Mettler, “L’omosessualità come impedimento oggettivo per l’ordinazione al sacerdozio”, tesi di dottorato presso l’Università Albert-Ludwigs di Friburgo), “il sacerdote come personificazione di Cristo deve essere un uomo ‘pieno’, non un uomo deficiente nella virilità”.

 

Leonardo Motta

 

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