La Azzolina prepara l’inno di regime da cantare in classe: «”Bella ciao” diffonde valori universali»

Bella Ciao, la canzone “rossa” per eccellenza, da cantare in classe come fosse l’Inno nazionale. Siete pronti alla scuola di regime? Lucia Azzolina, ministro per l’Istruzione, ha già fatto capire che aria tira per gli studenti italiani.

Azzolina intona l’inno partigiano: alla faccia degli elettori M5s

Lo ha fatto rispondendo ad un’interrogazione del deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. «Il brano Bella Ciao – dice la ministra che siede sulla poltrona che fu anche di Giovanni Gentile – è parte del patrimonio culturale italiano, noto a livello internazionale, tradotto e cantato in tutto il mondo. È un canto che diffonde valori del tutto universali di opposizione alle guerre ed agli estremismi».

Rampelli: “Come può un inno partigiano essere di tutti?”

L’interrogazione di Rampelli trae spunto dalla notizia che «presso le scuole medie dell’istituto Ottaviano Bottini di Piglio, l’insegnante di musica ha assegnato da eseguire Bella Ciao. Brano simbolo della Liberazione che abbiamo festeggiato il 25 aprile. Ignorando che, mentre tale data rappresenta oggettivamente la liberazione dell’Italia dalla dittatura e dall’occupazione nazista, l’inno partigiano è divisivo. In quanto rappresenta una parte politica ben definita. Una parte purtroppo protagonista anche di violenze efferate e ingiustificate, anche nei confronti di civili, preti, donne e bambini».

Bella Ciao, la proposta del Pd per farlo diventare inno

«Da quanto riferito, la canzone Bella Ciao – sostiene la titolare del dicastero di Viale Trastevere – ha sempre fatto parte del libro di testo adottato dalla scuola. In particolare, il brano in questione, assegnato con lo scopo di essere suonato con il flauto dai discenti, rientra nel novero dei canti popolari in trattazione nell’ambito della musica leggera e precisamente nel capitolo dedicato alle canzoni del presente e del passato». Cosa aspettarsi, dunque? Quello che vuole il Pd. Infatti, alcuni parlamentari Pd– tra cui Piero Fassino, Michele Anzaldi, Stefania Pezzopane, Patrizia Prestipino e Gian Mario Fragomeli – hanno presentato alla Camera una proposta di legge per inserire nei programmi scolastici lo studio del brano, così da ottenere il riconoscimento ufficiale della canzone simbolo della lotta partigiana come canto ufficiale dello Stato italiano, quasi alla pari dell’Inno di Mameli. E la Azzolina, con la risposta a Rampelli, ha fatto da sponda perfetta. E il governo, da giallorosso, diventa sempre più rosso. Con grande scorno degli elettori M5s.

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