Lega, Borghi: nuovo Dpcm? Troppa leggerezza nel valutare le ripercussioni economiche

 

Claudio Borghi, deputato leghista ed ex presidente della Commissione Bilancio alla Camera, intervistato da Sputnik Italia, critica le misure del governo: “Troppa leggerezza nel considerare le ripercussioni sull’economia”. E sullo scontro con Gualtieri rivendica: “È ignorante, voleva affrontare la crisi con 3 miliardi, ce ne sono voluti più di 100”.

“C’è troppa leggerezza nel considerare le ripercussioni di certi provvedimenti sull’economia, io dico che si muore anche di fame”. Commenta così Claudio Borghi, deputato leghista ed ex presidente della Commissione Bilancio alla Camera, intervistato da Sputnik Italia, le misure restrittive che il governo vara per contenere l’epidemia di Covid. Economista “eurocritico” del partito di Matteo Salvini, ieri è stato protagonista di un duro j’accuse al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri.

– È finito nell’occhio del ciclone per aver dato dell’’ignorante’ al ministro durante la sua dichiarazione di voto per la fiducia sul decreto agosto, approvato ieri in Parlamento…

– Gli ho dato dell’ignorante perché innanzitutto tecnicamente lo è nella materia, visto che è laureato in Storia. E poi questo è un fatto di cui abbiamo anche la prova provata, visto che siamo di fronte ha una situazione che ha richiesto finora cento miliardi e poi ne richiederà altri quaranta e lui all’inizio pensava di cavarsela con tre miliardi, nonostante tutti gli dicessero che quella cifra lì era assolutamente ridicola per tenere in piedi un sistema economico che stava venendo giù. Vuol dire che si è sbagliato tutto dall’inizio.

– In che modo?

– Il decreto agosto è il centesimo miliardo speso malissimo, già il solo il fatto di dilazionare i fondi in tante tranche ha comportato il venir meno di fiducia degli italiani. Se la stessa cifra fosse stata promessa all’inizio tanta gente avrebbe vissuto questo periodo in modo migliore. Invece, per evitare di andare a pietire in Unione Europea una cifra molto alta temendo di risultare eccessivi, come se ce li dessero loro questi soldi che arrivano dai titoli di stato italiani acquistati dalla Banca Centrale, il risultato è che tanta gente continua a vivere con un orizzonte temporale brevissimo e una conseguente angoscia.

Il fatto di rinnovare la cassa integrazione di due mesi in due mesi è distruttivo per la psicologia della gente e anche per i consumi. Poi uno si stupisce se i dati di Banca d’Italia indicano che c’è un grande aumento del risparmio, c’è un aumento del risparmio perché, non essendoci certezze da parte del governo, la gente non spende e quindi non c’è denaro in circolazione.

– Invece in Commissione bilancio, dove ieri sono state approvate le linee guida del Recovery Fund, vi siete astenuti…

– La votazione non era pro o contro il Recovery Fund ma su quello che si potrebbe fare se arrivassero i soldi. La relazione dice tante cose belle, parla di come migliorare le infrastrutture, incentivare la ricerca, far ripartire la scuola: non si può votare contro il fatto che sarebbe bello migliorare tutto questo. Siamo favorevoli a fare le cose, ovviamente, ma nella relazione non c’è una cifra, non c’è un numero, non c’è una data e quindi diventa una cosa equivalente ad una lettera a Babbo Natale.

– Quindi siete ancora contrari all’utilizzo dei fondi che arrivano dall’Ue?

– Già il fatto di aspettare questi soldi mette dalla parte del torto i sostenitori del Recovey Fund, visto che potremmo avere cifre molto più alte con il miglior canale possibile di finanziamento che è quello del debito comprato dalla Banca Centrale, quindi non si capisce perché noi dovremmo anche solo volerli questi soldi. È meglio che l’Italia non accetti il Recovery Fund, è uno strumento dannoso. Anche riguardo la parte a fondo perduto è intermediata dall’Ue, vuol dire che sono soldi che paghi e dall’altra parte ti vengono restituiti, ma con le condizioni di utilizzo, preferisco non pagarli e utilizzarli come meglio credo io i soldi.

– Per cui, se saltassero i negoziati in Europa non vi dispiacerebbe?

– Sì, sarei contento perché penso che sia uno strumento sbagliato e che non perderemmo neppure un centesimo di questi soldi: come è dimostrato dagli scostamenti di bilancio e dal decreto agosto, possiamo procurarci le stesse cifre senza dover sottostare a condizioni, o peggio ancora a debiti che hanno caratteristiche di credito privilegiato, con la Banca Centrale che continua ad acquistare titoli di Stato garantendo rendimenti bassissimi e i tassi inferiori in tutta la nostra storia. Questo è quello che noi avevamo proposto dall’inizio. Oggi il Recovery Fund lo stiamo ancora aspettando e nel frattempo ci stiamo finanziando così, con quella che è la maniera migliore possibile. Vuol dire che avevamo ragione.

– Dal governo sta per arrivare una nuova stretta per limitare la diffusione del Covid. Cosa pensa di queste nuove misure, che impatto avranno sull’economia del nostro Paese?

– A me sembra che ci sia troppa leggerezza nel considerare le ripercussioni sull’economia, io dico che si muore anche di fame. I fanatici della chiusura spesso e volentieri sono molto sicuri del proprio reddito, pensionati, impiegati statali, gente che la fa un po’ facile. Dall’altra parte, invece, abbiamo milioni di artigiani, commercianti, e così via, per cui questo clima di incertezza si sta rivelando un disastro.

– Teme un ulteriore effetto negativo sui consumi?

– Certo che lo avranno. A fronte del fatto, poi, che non mi sembra ci siano state enormi differenze in giro per il mondo fra chi ha attuato determinate misure e chi non le ha attuate. Magari mi sbaglio, ma stando ai numeri, alla fine dei conti, non c’è stata molta differenza tra chi ha deciso di chiudere tutto subito e chi ha attuato misure molto più blande.

– Pensa che il lockdown della scorsa primavera sia stato inutile?

– Alla fine, dobbiamo usare due parametri: quello dei morti e quello del Pil. A me sembra che stiamo messi male in tutti e due i campi. Nonostante abbiamo optato per le misure più severe con una conseguente caduta del Pil terribile – il mondo ha una recessione del 4 per cento e noi dell’11 – i dati ci dicono che abbiamo avuto più morti per milione di abitanti della Svezia. Forse viene da pensare che queste misure non abbiano un risultato poi così importante da giustificare il loro impatto economico.

– Come giudica il ruolo delle istituzioni finanziarie europee in questa fase?

– La Banca Centrale Europea sta facendo il minimo indispensabile, annunciando acquisti di titoli, anche se in misura non illimitata. Anche da parte della Bce, questo mettere un tetto alzando poi progressivamente la cifra ha dato un senso di incertezza che si poteva evitare. Diciamo che per l’Italia era partita molto male, vi ricordate la frase di Christine Lagarde sugli spread? Evidentemente il fatto che anche a Parigi ci fosse qualche problemino ha fatto cambiare rotta alla presidente della Bce.

DA

https://it.sputniknews.com/intervista/202010139651321-lega-borghi-nuovo-dpcm-troppa-leggerezza-nel-valutare-le-ripercussioni-economiche/

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