LO SCONTRO ORMAI PROSSIMO TRA FANCAZZISTI E PRODUTTORI DI RICCHEZZA

Mentre il paese si rincoglionisce appresso a Juventus-Napoli, mi è bastato recarmi da San Giovanni a Teduccio (dove vivo) a casa dei miei – che oggi è il mio studio – per vedere se tutto è a posto, per notare un clima quasi spettrale fatto di agenti bardati che pattugliano in mezzo alle strade.
Nel vedere questa scena pietosa, indegna di un paese civile, ripenso a quando nel seggio ho avuto la fortuna di conoscere un bel po’ di poliziotti che si sono rotti le palle di questa situazione.
La democrazia, l’ho detto più volte ma giova ripeterlo, non è roba per tutti ma richiede una serie di cose di cui da un bel po’ di tempo non si parla più. Virtù, onore, dignità e libertà.
Sui primi tre princìpi sorvoliamo per carità di patria e rimaniamo piantati sulla libertà.
Quando un presidente della Repubblica, ignaro di tutte le violazioni costituzionali che il presidente del Consiglio sta compiendo, dice che “Gli italiani hanno a cuore la libertà ma anche la serietà”, quando il Papa, cioè un capo di stato straniero (una monarchia assoluta, per essere ancor più precisi) dice testualmente che “la proprietà non è intoccabile” e quando De Luca vorrebbe aprire Covid resort per asintomatici, ossia persone sane, per svuotare gli ospedali dagli stessi asintomatici, ossia da persone sane – si scrive Covid Resort e si legge “campi di internamento” – a me sembra chiarissimo il punto di non ritorno nel quale siamo planati.

E pur tuttavia mantengo un sostanziale ottimismo perchè si stanno sempre più delineando due fronti antropologicamente opposti.
Esiste una classe di pazzi irresponsabili che tifa per il lockdown. Sono per la maggior parte dipendenti statali, VIP che hanno accumulato talmente tanti soldi da poter stare anche qualche anno senza lavorare, funzionari di servizi pubblici che hanno colto nel covid-19 una facile cuccagna per lavorare molto di meno al medesimo stipendio – se il governo annunciasse riduzioni di stipendi, li vedreste più negazionisti di Montanari e Panzironi – e che quindi si sentono in dovere di dire “Non avete bisogno di andare al mare, in discoteca, al cinema, allo stadio”.
Dall’altra parte ci sono quelli che la ricchezza la producono e che sono in crisi. Non sottovalutano nulla ma sono coscienti che non si può andare avanti così. C’è tutto un mondo dietro ciò che voi reputate futile (dalle discoteche agli stabilimenti balneari) che campa e dà lavoro a centinaia di migliaia di persone.
E la cosa che mi induce all’ottimismo è che se questo “mondo” che è l’economia privata, che in questi anni è stata munta per nutrire l’idiozia delle marie antoniette, si raduna, ebbene per i parassiti moralisti, per le marie antoniette che vogliono che la cuccagna prosegua, si aprono tempi cupissimi.
Direbbe Carlo Lucarelli, i boiardi di stato “non lo sanno ma sono già morti”.
Si aspetta solo che qualcuno raduni quelli che si sono rotti i coglioni di questa situazione e li vadano a prendere.
Se non l’avete ancora capito, non se ne andranno con le buone.

DA

LO SCONTRO ORMAI PROSSIMO TRA FANCAZZISTI E PRODUTTORI DI RICCHEZZA (di Franco Marino)

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