Buttafuoco: Pd e 5 Stelle sono il nuovo establishment

Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 2 settembre 1963) è un giornalista e scrittore italianoopinionista e conduttore di programmi di successo.

Dal febbraio 2015 scrive per il Fatto Quotidiano e a partire dal 2019 inizia anche a collaborare con Il Quotidiano del Sud . Nello stesso anno è nominato presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo.


  • Buttafuoco, quali sono i rapporti di forza all’interno dell’attuale maggioranza?

Dopo la dabbenaggine di quello sciagurato agosto, quando Salvini ha fatto saltare tutto riconsegnando le chiavi della città al sistema, i cosiddetti antisistema, cioè il M5S, si sono ritrovati nella condizione di essere gratificati e accolti in società.

Improvvisamente sono stati dimenticati i congiuntivi sbagliati.

E lo stesso Giuseppe Conte, che veniva additato dalla stampa nazionale e internazionale come il rappresentante dell’anonimo “pescato dal caso”, diventava uno statista. Tutti dimenticavano come venisse spernacchiato per essere l’omino nella mani di Rocco Casalino. Hanno vissuto l’ebrezza di essere finalmente accettati in società.

Quell’esperienza del Governo Giallo Verde dove si univano i due antagonismi, in contrapposizione allo status quo e al sistema, si è ribaltata nell’esatto contrario.

Dobbiamo inoltre ricordare che per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, il SUD aveva votato per l’antisistema. Quel territorio che era sempre stato considerato un bagaglio elettorale a disposizione dei vecchi partiti (DC, PSI e PCI), aveva scelto l’esatto contrario.

  • Cosa successe allora?

Salvini aveva calcolato male.  Si era fatto forte di un 40 % che oggi è completamente inutilizzato e il vantaggio che gli altri si sono presi, è inaudito. Quelli non fanno prigionieri!

  • Dunque oggi, chi tira le fila?

Abbiamo, in questo momento, la peggiore delle condizioni.

Si ritrovano a comandare senza l’incomodo di vincere le elezioni. Hanno probabilmente anche lasciato in difficoltà quanti, all’interno del movimento, avrebbero preferito sicuramente stare al governo con la Lega piuttosto che con il PD.

Conte è espressione della palude del sistema di potere romano e lì l’errore fondamentale è stato nominarlo Premier per ben due volte. Sarebbe stato molto meglio scegliere Di Maio. Sarebbe stata una scelta politica.

I rapporti di forza all’ interno della maggioranza ovviamente sono tutti del PD. Il Movimento cinque stelle ringrazia per il miracolo ricevuto.

  • Ma in tutto questo, il centro destra in Italia esiste ancora?

Non credo.

Il centro destra era legato alla figura di Berlusconi. Anche lui oggi ha attraversato una mutazione. Di sé stesso, del suo mondo e di quella che era l’alchimia del centro destra.

Averlo visto da Fabio Fazio accolto e acclamato, ha completato un circuito di trasformazione perché lui ha veramente diviso l’Italia in due. C’era quella parte che lo amava e un’altra che lo odiava. Ora quell’Italia che lo odiava ne ha quasi tenerezza, lo rimpiange. Lo accoglie. Mi ha fatto riflettere vederlo omaggiato e santificato da Fazio.

Perché, ancora una volta, la vecchia talpa della storia simpaticamente scava nel terreno del paradosso. E non c’era manco bisogno di litigare con Indro Montanelli perché si è ritrovato nella stessa condizione. Applaudito alla Festà dell’Unità televisiva.

Non ci sono le condizioni di immaginare dunque un centro destra.

  • In che senso?

Allo stato attuale siamo nella condizione di immaginare una risposta alternativa all’attuale sistema di potere e ad una minoranza egemone, che comanda in Italia da molto e troppo tempo. Noi dobbiamo fare i conti con il PD che somma due soggetti apparentemente contrapposti il PCI e DC. Il PD è questo. La sintesi di un qualcosa che arriva da lontano. Dalla prima repubblica. E’ caduto il muro di Berlino ma con questo il comunismo non è stato cancellato. Tanto è vero che oggi, nello scacchiere internazionale, la prima potenza globale al mondo è guidata dal Partito Comunista e sto parlando della Cina, che ha un potere molto più forte di quanto possano avere persino gli Stati Uniti d’America.

Il PD è espressione di un potere che oramai ha esaurito la sua capacità di progettare e costruire il futuro. Quindi non è una questione di fare destra o sinistra è di capire se questa struttura di sistema è in grado di reggere la crisi o transizione che sia che stiamo vivendo.

  • Pandemia e Covid. Cosa ci sta insegnando questa situazione?

Noi dell’attuale pandemia abbiamo studiato, verificato, analizzato tutta una serie di conseguenze che sono quelle delle ricerca medica, organizzazione sanitaria e del minimo di struttura che si deve dare alla società. Ma non abbiamo considerato un altro aspetto che è totalmente politico e geopolitico. Non abbiamo considerato il POLEMOS di guerra in atto. Quando dobbiamo immaginare una guerra, vediamo stazioni e aeroporti bombardati affinché non arrivino e decollino mezzi. Immaginiamo ospedali bombardati affinché non siano fruibili da chi ne ha bisogno. Stessa cosa quando ci troviamo davanti a scuole.

Non c’è bisogno di bombardare Gorla, come avvenne in passato. Adesso è sufficiente immaginarla nel caos attuale per evitare che ci vadano i bambini. Allo stesso modo non abbiamo modo di rivedere una guerra con i proiettili e con il rumore e la distruzione quando tutte queste strutture sono già state rese immobili.

  • Scenario politico post pandemia?

Ieri era l’anniversario del crollo del Muro di Berlino. Con quel simbolo, crollava il comunismo e perché invece la muraglia Cinese è rimasta integra e potente nel gioco del mondo? Dobbiamo fare i conti con questo.

  • Cosa intende dire?

Vede, DC e PCI una volta erano cane e gatto, mentre oggi sono un unico riferimento per un sistema che secondo me sta dando solamente colpi di coda. Basta vedere come hanno reagito con l’elezione di Biden. Ovviamente Trump è quanto di peggio si possa immaginare. Mike Pompeo, Dio ce ne scampi!

Ma sono degli elementi di sovversione e di aggregazione di una società. Ma con Biden torna invece prepotente un sistema di potere che, da quello che posso vedere, è nei suoi colpi di coda più pericolosi. Basti ricordare il caos che hanno generato in Medio Oriente. Basta vedere che cosa è stata quella dottrina dell’esportazione della democrazia con la distruzione di realtà statuarie e di sovranità.

  • Cosa si può fare? Cosa devono fare la politica e l’Italia per uscire da questa situazione?

La politica deve superare questa fase provinciale e restituirsi alla sua vocazione universale e immaginare uno scenario ulteriore. Il centro sinistra è il riferimento per un sistema di potere che abbiamo sotto gli occhi. Da quell’agosto in poi, non c’è angolo di Italia che non sia lottizzato da questo sistema di potere.

  • Caso Open? Che idea si è fatto?

Mi sottraggo al rituale italiano di dire “ho fiducia nella magistratura”. So perfettamente che nel vuoto di potere l’unico soggetto decisore politico forte in Italia sono le procure.

  • Mi spiega perché il governo ha deciso di chiudere cinema e teatri?

Perché immagino che il ministro sia ipocondriaco.

Secondo me è semplice il meccanismo mentale per il quale hanno preso questa decisione. Intanto vivono la gestione di tutta l’attività culturale e artistica come una dimensione di nicchia. E quindi pensano che solo una nicchia possa protestare perché si basano solo sui sondaggi e non tanto le relazione tecniche. Fanno dunque una valutazione approssimativa. “Ne accontentiamo 100 ne scontentiamo 3”.

A loro basta la complicità oscena di molti vip, che fanno collegamenti Skype su Rai Uno, fanno la loro comparsata,  il loro sermoncino e su quello accontentano il governo.

Noi in Italia siamo un’eccezione rispetto a quello che da sempre è stato l’andazzo creativo spirituale potentissimo dell’arte, che ha fabbricato sempre negli artisti un elemento di sovversione, eversione di delinquente allegria. Mentre noi abbiamo artisti che sono tutti più o meno gendarmi del pensiero unico , sceriffi a disposizione dello status quo, moralisti insopportabili.

Caravaggio? Oggi sarebbe censurato.  Fazio non lo inviterebbe mai nelle sue trasmissioni.

Se dobbiamo credere a quello che ci raccontano stiamo  vivendo adesso la stagione migliore in assoluto. Andrà tutto bene, diventeremo migliori. Quello è.

DA

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