Come Trump anche un “cardinale” è diventato vittima dei social

Ha fatto molto rumore, qui in Sudamerica, ma non è arrivata nella vostra Italia, la notizia della censura di un importante prelato centramericano. Infatti, è continuata la censura sui social network.

Come si ricorderà qualche giorno fa, Facebook, Twitter e YouTube hanno chiuso o bloccato gli account di Donald Trump. Dopo queste chiusure molti utenti hanno protestato contro l’istituzione di programmi che i social network chiamano “fact-checker indipendenti”, che censurano o rimuovono i contenuti che considerano falsi.

Adesso vittima dei social è diventato anche il cardinale Juan Sandoval Íñiguez, arcivescovo emerito di Guadalajara.

Pochi giorni fa ha pubblicato un video intitolato “Complotto per attuare un nuovo ordine sociale senza Cristo”, dove esprime la sua opinione sulla pandemia. Dice che un gruppo di élite vuole attuare un nuovo ordine sociale e che la pandemia è una misura per portare a termine i loro piani: “Vogliono imporre un unico governo, un unico esercito, una moneta unica, un’unica economia e anche un’unica religione che non sarà il cristiano, sarà la “religione della terra””. 

Nel video accusa anche Bill Gates. Apriti cielo. Facebook offre ancora la possibilità di visualizzare il video ma ha pubblicato un messaggio in cui avverte che questo contenuto offre “Informazioni false”, 

“Questo post ripete le informazioni su Covid-19 che i verificatori di fatti indipendenti dicono essere false”, dice l’avvertimento . Spiega anche i motivi in ​​un’opzione chiamata “Scopri perché”.

Nei giorni scorsi molti utenti hanno protestato per la chiusura di diversi account ed hanno affermato che le chiusure o la censura sono indirizzate arbitrariamente a pagine o gruppi che pubblicano notizie, ad esempio, contro il governo cinese o contro una grande azienda. In molti hanno cominciato a capire che si tratta di un deliberato attacco alla libertà di espressione.

 

Leonardo Motta

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