Pandemia: i cattolici siano tali e non si perda il buon senso!

Riceviamo e pubblichiamo, condividendone i contenuti, questa lettera per il nostro sito:
di Pietro Ferrari
Dal Messale Romano: “Dopo le calamità pubbliche che si abbatterono nel V Secolo sulla Diocesi di Vienna, nel Delfinato, S. Mamerto stabilì una processione solenne di penitenza nei tre giorni che precedevano la festa dell’Ascensione.
Il Concilio di Orleans (511) propagò questo uso per tutta la Francia, nell’816 Leone III l’adottò per Roma e ben presto l’uso fu esteso a tutta la Chiesa…il loro scopo era di allontanare i flagelli della giustizia di Dio e di attirare le benedizioni della sua misericordia sui frutti della terra.”
Gli eventi catastrofici come le epidemie si sono sempre verificati, ma è necessario oggi evidenziare come nei confronti degli stessi l’atteggiamento umano sia notevolmente cambiato. Quando la religione cattolica impregnava più profondamente la vita civile, era finita l’epoca della scaramanzìa pagana, dei veggenti vegliardi che leggevano qua e là presagi funesti e ancora non iniziava l’epoca attuale, che tolto Iddio, pretende dalla tecnica una protezione onnipotente e la previsione di qualsiasi sciagura che quando si verifica, diventa sempre colpa di qualcuno: ingegneri, politici e scienziati ritenuti come indovini che “dovevano sapere e impedire” il flagello.
Certamente in Italia mancava un piano pandemico aggiornato e la colpa di questo è di tutta la classe dirigente degli ultimi vent’anni.
E’ del tutto evidente che l’ingegno umano possa in parte prevedere oggi molte più cose rispetto al passato, e che la scienza sempre più riesce a contenere gli ‘assalti della natura’, ma tutto ciò assieme all’ateizzazione sociale ha comportato la rimozione dell’arcano, la consapevolezza della precarietà umana, il “metus” nei confronti dell’esistenza che spingeva gli uomini a pregare Dio ed a concepire il male come occasione di castigo anche collettivo.
Per contraccolpo, nell’epoca della liberazione dal sacro è la Natura ad essere divinizzata come vendicatrice, la ‘dea gaia’ che coi suoi nuovi e improvvisati sacerdoti formula l’imputazione dell’evento catastrofico ad un capro espiatorio mutevole.
A dire il vero anche un certo cattolicesimo ha giocato al totodisastro, in piena tragedia ancora in corso nell’occasione del terremoto di Norcia del 2016 (dandone la causa ai peccati altrui, mai a quelli propri). Pertanto ciò che accade di disastroso è una vendetta pseudodvina per le colpe degli altri oppure, come variante, il flagello è costruito in ogni sua parte da qualcuno e quindi vi sarebbe la totale impotenza divina davanti ad un complotto invisibile e permanente.
Ebbene sì, è nata questa terza cerchia che per reazione alle prime due, odia non solo il genere umano ma anche la scienza. E Dio? Non c’è.
Passati da essere fascisti o cattolici tradizionalisti (contro l’individualismo assoluto e l’anarchia della propria coscienza verso il bene pubblico, il sacrificio personale per la Patria e per il prossimo) a libertari pannelliani (la mia autodeterminazione “uber alles” e che si fottano tutti, lo Stato e il prossimo).
Una volta i cattolici pregavano perché Dio allontanasse i flagelli dall’umanità (a peste, fame et bello libera non Domine), oggi invece dicono che il flagello non esiste. Ieri speravano che i vaccini funzionassero, oggi tifano perché falliscano. Nuovi esagitati druidi ammoniscono il gregge sul fatto che addirittura vaccinarsi sia un peccato di cooperazione al male, una forma di cannibalismo. Ieri pensavano che i flagelli fossero castighi per la propria vita, oggi che siano invece fasulli o semmai castighi per il vicino di casa.
Ecco perché la Chiesa previde le Rogazioni come pubblico evento. Roba che oggi farebbe sorridere non solo i devoti della ‘dea gaia’ e gli idolatri della Tecnica, ma anche i cattonovax che infatti non pregano che la pandemia finisca.
Davanti a questo delirio dell’umana ragione, il buon senso sembra essere fuggito lontano.
Che tutto ciò sia da monito.
Quos Deus vult perdere, dementat prius.

3 Risposte

  • Articolo imbarazzante, come purtroppo imbarazzante ormai è diventato gran parte del cosiddetto “mondo della Tradizione” totalmente estraneo all’evidenza dei segni dei tempi e ad una profonda concezione della bioetica contemporanea. Da un fedele “Tradizionalista”

  • Presupporre che una le epidemia di una volta siano uguali a quelle attuali, che i vaccini di una volta siano uguali a quelle attuali e che l’invito a vaccinarsi di personaggi come Bergoglio oggi possa equivalere al sensus fidei delle rogazioni del passato è come credere agli asini volanti.

    Forse è per questo che le cose vanno come vanno…. Forse Ferrari non se ne è accorto, ma non è cambiata solo la Chiesa negli ultimi tempi, ma anche la medicina, le farmaceutiche, le epidemie, sono cambiati i medici, i farmaci e i profitti e gli interessi.

    Le cose cambiano e purtroppo mentre in passato il buon senso comune suggeriva di vaccinarsi, oggi magari è differente, con buona pace degli sciamani adoratori di pacha mama,
    delle conferenze episcopali e delle varie declinazioni politiche.

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