È PROPRIO DA SCARTARE UN GOVERNO ISTITUZIONALE?

L’OPINIONE
di Matteo Castagna
<<Partiamo dalla realtà. Cosa dicono i fatti? Abbiamo davanti a noi tre cose mai successe nella storia della nostra repubblica, per giunta insieme. La prima è la pandemia cronica, con le sue restrizioni e le sue paure, che perdura ormai da quasi un anno, tiene in ostaggio gli italiani e non finisce domani. La seconda è lo sfascio economico derivato, che è peggio di tutte le crisi che abbiamo vissuto, con milioni di persone nei guai e un’assistenza da economia di guerra, in un paese abituato al benessere. La terza è un piano gigantesco di investimenti e prestiti, mai avuto, che impone una ricostruzione oculata, strategica, intelligente e non demagogica, strutturale e non occasionale. A cui seguirà – non dimenticatelo – un piano feroce di sacrifici per restituire almeno gli ultimi debiti contratti con l’Europa. Sono a rischio pensioni, proprietà e conti in banca, più il resto>> –  scrive Marcello Veneziani, con oggettività evidente.

Siamo tra i Paesi fondatori dell’Europa e contiamo meno di zero, soprattutto perché i sinistri governi dell’ultimo decennio hanno condotto le peggiori politiche, che ci hanno messi nell’angolo, isolandoci da contesti importanti, che sarebbero stati fondamentali per il bene del Paese, nella gestione di questo difficile periodo. Il sondaggio Winpoll del Prof. Roberto D’Alimonte, che si avvicina ai sondaggi dei maggiori istituti specializzati in materia, è una fotografia implacabile dell’Italia di oggi, sempre in evoluzione, rispetto ad accadimenti veloci ed imprevedibili. Di fronte alla crisi di governo, solo il 39% degli italiani vorrebbe il voto anticipato. Il 42% giudica positiva la gestione dell’emergenza sanitaria, aumentando la popolarità del premier dimissionario Giuseppe Conte, che il 38% rivorrebbe alla guida dell’esecutivo. addirittura, un eventuale partito dell’avvocato più trasformista d’Italia vedrebbe il consenso del 16,5% degli elettori. Come leader, Conte godrebbe di una fiducia pari al 44% e questo dato va letto non tanto per la professionalità comunicativa di Casalino, quanto per la capacità percepita di Giuseppi nel tranquillizzare un popolo terrorizzato da un male sconosciuto, seppur con misure restrittive pesanti e, talvolta, decisamente assurde. Molti connazionali sarebbero disposti a passar sopra ai ritardi, ai milioni per i monopattini o i banchi a rotelle, alle chiusure, all’Italia a colori con criteri nebulosi, alla cassa integrazione che non arriva ed alle serrande giù da due mesi, perché considerano la mascherina anche in casa, il distanziamento sociale, il coprifuoco, il gel igienizzante e i vaccini giunti in tempi record con tutti i problemi annessi e connessi, come sacrifici necessari per affrontare meglio il futuro.
In questo contesto, c’è stato chi ha dimostrato il consueto “senso di responsabilità”, spingendosi ad aprire una crisi di governo. Fin dall’inizio, si è capito che nessuno voleva il voto anticipato. Si è fatto ridere il mondo con le sceneggiate di improbabili deputati, pronti al salto della quaglia pur di una poltrona al governo. Neanche gli italiani, il 61%, sempre secondo Winpoll, vogliono votare in questo momento, perché le priorità sono il lavoro e l’economia. E’, comunque, un periodo di incertezza tale per cui il popolo vorrebbe un governo forte che risponda seriamente alle sue esigenze e non perda tempo a litigare su tutto, senza pensare agli anziani, alle famiglie ed alle imprese. Gli italiani non vogliono un esecutivo di incompetenti, retti da una maggioranza raccogliticcia. Nel passato, vi sono stati momenti particolari in cui si sono formati dei governi istituzionali con pochi punti programmatici condivisi, magari i tre riferibili a quanto scritto da Veneziani, rappresentati da figure meritevoli. Tale opzione potrebbe far uscire il centrodestra, ancora maggioritario nel Paese per consensi, dall’isolamento e lo metterebbe al tavolo delle decisioni che contano. Sarebbe un’operazione più seria di quella che sta facendo Fico, sarebbe a tempo determinato, garantendo maggiormente gli italiani in difficoltà e potrebbe portarci alle urne prima del semestre bianco. L’ On. Giancarlo Giorgetti pare averlo ben compreso. Ci si rifletta, finché c’è tempo, anche nell’attuale Repubblica dell’Amuchina…
Matteo Castagna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *