Portogallo, il Presidente cattolico blocca il suicidio assistito. Sarà una vittoria di Pirro?


Il capo dello Stato portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha inviato
alla Corte costituzionale la legge sull’eutanasia, in modo che i
giudici possano determinare se incorre in incostituzionalità.
Così facendo il presidente della Repubblica del Portogallo, almeno per
ora, ha fermato la legge sull’eutanasia approvata dal parlamento
portoghese lo scorso 29 gennaio, con i voti dei deputati sia di destra
che di sinistra.
Rebelo de Sousa, professore di diritto costituzionale e cattolico
praticante, ritiene che “l’articolo due ricorre a concetti
eccessivamente indeterminati nella definizione dei requisiti per
consentire la depenalizzazione della morte medicalmente assistita”.
Il presidente portoghese ha indirizzato una lettera al presidente
della Corte costituzionale portoghese, João Caupers, pubblicata sul
sito ufficiale della Presidenza della Repubblica, in cui ha spiegato i
motivi della sua presa di posizione.
Rebelo de Sousa vuole che la Corte Costituzionale abbia l’ultima
parola perché, secondo lui, la legge approvata è insufficiente e viola
la costituzionalità affermando solo che “l’eutanasia sarà consentita
quando una persona maggiorenne deciderà così volontariamente e in una
situazione di intollerabile sofferenza”.
Un’altra opzione che il presidente portoghese aveva, dopo aver
ricevuto la legge, era quella di porre il veto e rinviarla
all’Assemblea della Repubblica, ma ciò avrebbe portato a una nuova
votazione in pochi mesi, e con molta probabilità sarebbe stata
nuovamente approvata dal Parlamento.
In Portogallo, infatti, il Presidente della Repubblica ha la facoltà
di porre il veto ai decreti e alle leggi del governo approvati dal
Parlamento. Nel primo caso il veto è definitivo. Nel secondo caso,
queste leggi possono essere votate e nuovamente approvate, il che
eviterebbe il veto. È quindi più “efficace” quanto fatto da Rebelo de
Sousa attraverso l’invio della legge alla Corte Costituzionale.
Rebelo de Sousa ha affermato in diverse occasioni negli ultimi mesi
che “per far avanzare la legge per depenalizzare la morte assistita
praticata da un medico in Portogallo, ci dovrà essere un grande
consenso nella società portoghese e dovrà essere approvata da più di
due terzi dei deputati della Camera”, cosa che non è avvenuta il 19
gennaio.

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