Il padre di Nancy Pelosi ha collaborato con i comunisti

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L’FBI ha declassificato i documenti dell’epoca di Kennedy e grazie a questi si è scoperto che il padre di Nancy Pelosi, la speaker democratica del Congresso, ha collaborato con i comunisti.

Dai documenti recentemente declassificati del Federal Bureau of Investigation, risulta che Thomas D’Alesandro, Jr., il padre della leader del Partito Democratico al Congresso, nata D’Alesandro, è stato sotto inchiesta proprio per esaminarne il suo grado di cooperazione con l’intelligence sovietica.

L’allora presidente John Fitzgerald Kennedy aveva ordinato un’indagine su Thomas D’Alesandro, Jr., che è stato un membro del Congresso e sindaco di lunga data di Baltimora. Il rapporto di 248 pagine menziona che “una fonte confidenziale che ha fornito informazioni affidabili in passato” riporta che D’Alesandro apparve nel 1943 a una manifestazione del National US-Soviet Friendship Council, che secondo l’FBI era stato formato dal partito comunista statunitense. Partito di copertura per l’intelligence sovietica.

Così mentre ancora si discute sull’assalto dei sostenitori di Donald Trump al Campidoglio, l’FBI ha informato su una vicenda che imbarazza non poco la Pelosi.

Anni dopo quel 1943 D’Alesandro fu il relatore principale di una cerimonia organizzata dall’Ordine Internazionale dei Lavoratori, una compagnia di assicurazioni e soccorsi che si sciolse nel 1951 a causa di legami troppo stretti con il Partito Comunista e agitatori per conto dell’Unione Sovietica.

Nancy Pelosi non ha commentato i resoconti dei media su suo padre, ma molti americani le chiedono sui social di farlo.

Leonardo Motta

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