DI FRONTE ALLA CRISI PANDEMICA IL CATTOLICO RISPONDE: “SANTIFICARE IL MOMENTO PRESENTE!”

di Matteo Castagna per www.informazionecattolica.it di oggi

 
Nel variegato mondo cattolico esistono alcuni “web-predicatori” di sventura che assomigliano un po’ ai tele-predicatori protestanti americani e che, con una costanza propria solo di chi non ha il lavoro, come primaria attività, riesce a sviluppare, ogni giorno da circa due anni. Essi ci propinano i loro sermoni catastrofisti su quella che, incredibilmente, si ostinano a chiamare “presunta pandemia”, nonostante 4.189.148 decessi nel mondo (fonte OMS, Health Emergency Dashboard, 29 luglio 2021).
Questi “accademici dell’apocalisse” fanno della questione sanitaria un’ autentica crociata (ma la spada è la tastiera..) con tanto di anatemi e proclami, certi più dell’esistenza dell’Aldilà (per allocuzioni interiori? O glielo ha confidato Soros?) di un pianificato progetto di distruzione di massa dello scibile umano da parte di governi al soldo di miliardari psicopatici. Sì, esistono governi corrotti, sono sempre esistiti. Ma come fanno ad avere certe certezze, applicandole “erga omnes”, senza distinzioni né contestualizzazioni? Si tenga presente che chi scrive ha sempre guardato alla gestione globale dell’emergenza sanitaria con occhio molto critico, è contrario alla vaccinazione ed al lasciapassare obbligatori (si può ancora dire?). Per i primi, perché non è scientificamente provato che il vaccino preservi dal contagio, ma è nelle cronache l’esatto contrario (Israele docet), nonché sono quotidiani gli allarmi di pericolosità per la salute, nel breve e, ipoteticamente, persino nel lungo termine. Per i secondi, perché sono restrizioni delle libertà individuali e, per alcuni, professionali, che appaiono come escamotages per costringere al vaccino. Molti cattolici e molte persone di buon senso stanno dimostrando in piazza la ragionevolezza delle due argomentazioni, che vengono messe in secondo piano dalle farneticazioni di questi personaggi in cerca d’autore e di matti d’ogni risma. Ogni crisi sembra attrarre come una calamita sia gli sciacalli che i folli. Le persone serie, i critici che amano davvero la libertà devono sapersi distinguere ed isolare sciacalli e folli, soprattutto se provengono da ambienti cattolici perché oltre alle battaglie di libertà rischiano di svilire anche la religione.
 
Il motivo principale per cui diffidare dagli “web-predicatori” è che non forniscono alternative. Noi cattolici critici della gestione pandemica, oltre a denunciare alcune evidenti speculazioni economiche da parte dei soliti big delle multinazionali, diciamo chiaramente, fin dall’inizio due cose: 1) Non possiamo impaurire la gente come fossimo l’altra faccia della medaglia del mainstream, altrimenti arriverà il momento in cui il terrore prevarrà sulla razionalità, sempre che questo, per alcuni, non sia già avvenuto, dopo quasi due anni di appiattimento a questa “unicità argomentativa globale”. L’ossessione compulsiva che leggiamo sul web, sui social ed in alcune chat è impressionante. C’è anche chi ha divulgato teorie per cui sarebbero in costruzione almeno tre campi di concentramento per non vaccinati. In realtà, si tratta dei lavori incompiuti per il TAV… 2) Le alternative che possiamo proporre, come scrittori e opinionisti cattolici, derivano da molti elementi magisteriali, esempi di vita dei Santi, ma in particolare, a mio avviso, dal testo “Santifichiamo il momento presente” del Canonico Pierre Feige (1857-1947). S. Francesco di Sales scriveva: “Pensiamo solamente al bene, oggi; quando l’indomani sarà arrivato, si chiamerà oggi, ed allora ci penseremo”. Saggezza disarmante per tutti.
 
Che cosa ci servirebbe sapere tutto delle ultime notizie sul Covid, sui vaccini, sul Green Pass, se non ci applichiamo a santificare bene il momento presente? Non assomiglieremmo forse a chi conoscesse molte città e poi sbagliasse ad entrare in casa sua? Monsignor D’Hulst dice che “è il momento presente che ci è richiesto, poiché è il solo che ci appartenga”. Santificare il momento presente è concentrare su di esso tutta la nostra attività, tutta la nostra buona volontà, per passarlo il più santamente possibile, compiendo i nostri doveri di stato. In primis, è nostro dovere sforzarci di conformare la nostra volontà a quella di Dio, che può anche chiederci delle prove o di espiare peccati altrui, e noi dobbiamo farci trovare sempre pronti. E’ sul mare burrascoso di questo mondo, ove la nostra anima è come una barca in tempesta, mantenere senza interruzione il timone nella direzione che piace a Dio, secondo i dieci Comandamenti ed i Precetti della Chiesa. Perché lasciarci andare alla tristezza, all’inquietudine, ai rimpianti e, in ultima analisi, alla disperazione? Dove sarebbe la Speranza cristiana? Non comportiamoci come atei o pagani e impariamo dal celebre maresciallo Foch, che diceva: “Mi si è chiesto sovente se io credevo ad una guerra lunga. Non so niente; l’avvenire non appartiene agli uomini ed è una perdita di tempo, di pensieri, e quindi di forze, il voler far previsioni a scapito degli impegni dell’ora presente”. Applichiamoci, dunque, nel santificarla, perché a questo siamo singolarmente chiamati, non a artifici cervellotici per ergerci a salvatori del mondo o a salire in cattedra (d’asilo) per autocelebrarci nell’inutile “io l’avevo detto…”.

3 Risposte

  • E chi sarebbero questi “catastrofisti”, i responsabili di questa ’”ossessione compulsiva che leggiamo sul web, sui social ed in alcune chat”? Fuori i nomi. Quanto al “noi cattolici”, chi ti ha dato il diritto di parlare a nome di tutti i cattolici?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *