Vescovi affrontano il governo dittatoriale del Venezuela

La Notizia
di Leonardo Motta
Il popolo venezuelano, oltre a dover subire le conseguenze del regime comunista che lo governa, nei giorni scorsi ha dovuto subire le grandi conseguenze delle piogge torrenziali in tutto il paese. E, come se non bastasse, ha avuto diverse vittime a causa del COVID-19 e per via della carenza di medicinali e, addirittura dei generi alimentari, visto che in molti non possono permettersi neanche l’acquisto dei beni di prima necessità.
Nella zona dello stato di Mérida sono morte 20 persone e migliaia sono rimaste senza casa.
La Caritas è stata immediata nel fornire aiuto, insieme ad altre organizzazioni, per assistere le persone colpite dalle piogge, ma ingiustamente la Guardia Nazionale del governo comunista, ha bloccato loro la strada e con la scusa di “Sono ordini superiori”, non hanno permesso loro l’accesso ai colpiti le zone.
Di fronte a questa oltraggiosa situazione, monsignor Luis Enrique Rojas, vescovo ausiliare dello stato di Mérida, si è recato al blocco e ha chiesto che i militari lasciassero passare l’aiuto tanto necessario. Il prelato ha ricevuto subito l’appoggio del resto dell’episcopato venezuelano.
Monsignor Ulises Gutiérrez, arcivescovo di Ciudad Bolívar, ha affermato che “è un crimine contro l’umanità impedire il passaggio di aiuti umanitari alle persone colpite dalle calamità. Questa situazione deve essere risolta immediatamente e i responsabili devono essere sospesi dalla loro posizione”.
Non è la prima volta che il governo dittatoriale del Venezuela impedisce il passaggio di aiuti umanitari dalla Colombia e dagli Stati Uniti al Paese guidato da Maduro.
Da parte sua, il presidente Nicolás Maduro ha definito i vescovi “degli insetti”, dei “diavoli in tonaca”.

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