Per sessant’anni non mi sono mai interrogato sulla mia identità sessuale

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di Marcello De Angelis

Fonte: Marcello De Angelis

Per sessant’anni non mi sono mai interrogato sulla mia identità sessuale.
Non perché abbia delle limitazioni mentali ritengo, ma semplicemente perché non mi è mai venuto in mente.
Rileggendo di recente un bel libro di Ivan Illich intitolato Gender (che non ha nulla a che fare con la teoria “gender” ed è stato scritto molto prima che non so quale ispirato genio abbia prodotto detta teoria) ho scoperto che il termine “eterosessuale” non esisteva prima del XIX secolo e venne coniato in Inghilterra al tempo dei processi contro gli omosessuali (v. Oscar Wilde): definendo penalmente l’omosessualità, all’interno del dibattito legale fu paradossalmente “necessario” codificare anche l’alternativa opposta…
Oggi, leggendo la presentazione di un film sul canale Disney, ho scoperto che la definizione eterosessuale ora, per decisione dei soliti ignoti, è stata sostituita dal termine “cisgender”.
Ci ho messo un po’ per elaborarla. La descrizione del film dice che “un cataclisma decima tutti gli esseri con cromosoma Y tranne un uomo cisgender…” una formula oggettivamente cervellotica.
Quindi, prima di tutto mi sono dovuto rinfrescare la memoria su cosa fosse il cromosoma Y, poi ragionare su cosa accidenti fosse “un uomo cisgender”…
Mi sono ricordato che ai tempi della scuola si parlava di territori cisalpini e transalpini, il che mi ha portato a collocare il termine cisgender all’opposto di transgender e così alla fine ho capito… cisgender vuol dire che non hai cambiato genere…
Ma quindi semplicemente che sei rimasto così come sei nato???
Quindi che necessità c’è di questa definizione? Forse è di eliminare un dato oggettivo mettendo sullo stesso piano – come se fossero due scelte plausibili alternative – restare da questa parte o andarsene dall’altra?
Oddio che mal di testa! Sono troppo vecchio per queste piroette mentali…
Poi ho riflettuto sul fatto che il canale in questione ha come pubblico preminente i miei figli… e lì mi è presa un po’ d’ansia, perché chi ha scritto quella cervellotica descrizione si rivolge a loro per “introdurre” nuove definizioni e categorie di lettura della realtà e non a me che evidentemente appartengo a un mondo che stanno cancellando.
A questo punto mi sono venuti i brividi…

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