Ma cos’è che brucia al “libero” Occidente?

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QUINTA COLONNA

di Antonio Catalano

L’esperienza insegna che nulla accade mai per caso nei rapporti tra gli Stati, che la “sensibilità” verso una questione, quale essa sia, quando ci sono di mezzo grandi interessi, addirittura geopolitici, è direttamente proporzionale alla possibilità di incidere sul corso degli eventi. Così “stranamente” accade che la Cina adesso sia nel mirino dell’apparato sanitario-mediatico, lo stesso che negli ultimi tre anni ha inoculato la religione atea cara alla grande distribuzione farmaceutica (signora Ursula von der Leyen perché non ci parla dei suoi messaggini privati con il capo di Pfizer?).
E così, chissà perché [ironia], proprio quando la Cina stringe rapporti più forti con la Russia e il mondo dei Brics si allarga (Algeria) aumenta l’isteria della mai sopita Cattedrale Sanitaria (che, naturalmente, agisce per conto terzi) la quale usa in modo del tutto arbitrario dati e numeri per convincere della necessità di tornare a misure restrittive che hanno dimostrato di avere una grande utilità nel campo del controllo sociale. Tant’è che Pechino parla di vero e proprio “sabotaggio”.
Al Libero Occidente brucia il fatto che Russia e Cina si parlino sempre di più. Ieri infatti Putin e Xi Jinping hanno tenuto in video-conferenza un colloquio non certo soltanto per darsi gli auguri di fine anno. Nella video-conferenza non si sono usate parole di circostanza. Tutt’altro. Putin: «Puntiamo a rafforzare la collaborazione tra le forze armate russe e cinesi […] Un posto speciale nell’intera gamma della cooperazione militare e tecnico-militare, che aiuta a garantire la sicurezza dei nostri Paesi e a mantenere la stabilità nella regione». Ancora: «Il coordinamento tra Mosca e Pechino nell’arena internazionale, anche nell’ambito del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, dei Brics e del Gruppo dei 20, serve a creare un ordine mondiale equo basato sul diritto internazionale». Da parte sua, Xi Jinping si è reso «disponibile a rafforzare la collaborazione strategica».
Basta così per capire qual è la posta in gioco?
Video del colloquio Putin-Xi Jinping [durata: 10’26”]: 

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