Nuove pubblicazioni su Sursum Corda

Segnaliamo la recente pubblicazione sul nostro sito di numerosi opuscoli e libretti cattolici.

1) Breve saggio su denatalità, darwinismo e malthusianesimo ;

2) L’alcool, ecco il nemico! ;

3) L’uso del latino per preservare e trasmettere la fede ;

4) La bestemmia (per l’Abate Isidoro Mullois) ;

5) Un Cattolico può farsi protestante? (di Mons. de Ségur) .

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Fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti.html

Da che parte sta il vescovo di Treviso?

TRIBUNA SALVINI MADONNA

TRIBUNA SALVINI MADONNA 3

di Mattia Pilotrogli

Castelfranco Veneto
Lettera aperta
S.E Mons. Gianfranco Agostino Gardin
Tribuna di Treviso
Castelfranco 17-08-2019
Ho letto quanto riportato sulla Tribuna del 17 agosto 2019 e avrei qualcosa da dire su quanto riportato dai vari attori. Mi riferisco in modo particolare a tre frasi riportate sull’articolo:
  • ..o la protezione della Vergine, almeno quella vera.
  • Non si può ringraziare la Vergine per ragioni che Lei non approverebbe.
  • L’aspetto cristiano di un politico non va censurato.
Partendo da queste tre frasi vorrei esprimere alcune precisazioni e/o commenti:
  • esistono due o più vergini una Vera e altre no?
  • In riferimento al ringraziare la Vergine per ragioni che Lei non approverebbe. Perfetto, una domanda la Vergine (quella Vera) ha approvato le leggi (aborto, divorzio, ecc.) firmate da presidenti sulla carta cattolici?
  • L’aspetto cristiano di un politico, DEVE essere censurato da parte del Clero? Si, ma quando in politico si dichiara cattolico ma opera in modo opposto. Per i dettagli è sufficiente il punto precedente. Scomuniche ai soggetti firmatari da parte del Clero, ZERO, vero?
È risaputo che la Curia di Treviso, come la maggioranza assoluta delle Curie in Italia, è ROSSA.
Vogliamo ricordare alcuni fatti: sulla Vita del Popolo, quando alle penultime votazioni comunali vinse Manildo il Direttore Mons. Bonomo scrisse un articolo contro Gentilini perché chiamava i preti rossi o bolsevichi.  Qualche anno dopo, sempre il Direttore Mons. Bonomo, si lamentava perché la giunta Manildo aveva approvato il registro delle unioni sodomite. Un noto proverbio, recita: chi è causa del proprio male pianga sé stesso. Un candidato consigliere tutto casa e chiesa (parrocchia nel centro storico di Treviso), fu eletto, con i voti di chi? Sua Eccellenza e il clero della Diocesi di Treviso, ricorda che è tuttora in vigore sia da parte della Chiesa e soprattutto del Padre Eterno, la SCOMUNICA LATAE SENTENTIA per i comunisti & affini.
Io vorrei un politico, tanto per non far nomi come SANTO STEFANO RE D’UNGHERIA. Ma ahimè non ci sono. Allora uno si deve accontentare (sempre per non far nomi) di Salvini? NO. Bisogna cercare un politico come SANTO STEFANO RE D’UNGHERIA, purtroppo non c’è perché manca la FEDE. Perché per ottenete dal Padre Eterno un governatore Cattolico VERO, non come i firmatari di leggi anticattoliche, bisogna in primis occuparsi delle cose del Padre, lo dice chiaro Cristo.
Il tutto oggi è impossibile, perché non esiste più uno STATO CATTOLICO, anzi ci sono dei casi dove la Santa Sede chiese al Capo di Stato di togliere la dicitura “religione di Stato” al cattolicesimo, con queste premesse è già tanto che un politico “sventoli” il Rosario. Poi con quanta fede lo faccia, i conti (come tutti) li farà con il Padre Eterno.

La questione dell’immigrazione secondo la Chiesa cattolica

Le questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza, particolarmente sentite ai nostri giorni, furono affrontate con sapiente lungimiranza dalla Chiesa e, a seguito della civilizzazione dei popoli, dai nobili Sovrani e Principi cattolici.

Si rassegnino i negazionisti di professione, gli scribacchini pseudo storici ed i tanti tuttologi rigurgitati dalle logge che hanno in odio le legittime Autorità, poiché la Chiesa, in quanto designata custode della morale (2° diritto/dovere) e vigile dell’ordine sociale, ha sempre indirizzato i Re ed i Governanti alla responsabile amministrazione delle migrazioni.

I tanti muri che le Comunità erigevano, tutti insieme, figuravano, sotto il segno della Croce, quella equilibrata carità tanto gradita a Dio, parimenti così fruttuosa per i popoli dell’Impero. Così fu e così è stato, a tratti più o meno evidenti, fin dal fatidico episodio di Ponte Milivio con la frase narrata da Eusebio di Cesarea nella Vita di Costantino: «In hoc signo vinces»!

San Pietro ha affermato: “È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto” (S. Th. Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1). Nell’Esodo si legge: “Non opprimere il forestiero e non l’affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d’Egitto”; ed ancora: “Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d’animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto” (Ibid., 3 arg. 3).

Spiega l’Angelico che «a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande», secondo le parole dell’Ecclesiastico: “Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino” (a. 3 arg. 4). La società dove si “ama” troppo il lontano a discapito del vicino dimostra, difatti, di essere crudele: usa la filantropia per “ripulire”, certo solo apparentemente, le coscienze!

L’Aquinate insegna: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra». Infatti «gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri». E sia nell’un caso come nell’altro «la legge impose precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Terzo: «quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine».

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/467-teologia-politica-n-27-la-questione-dell-immigrazione-secondo-la-chiesa-cattolica.html

Ma al Carroccio non converebbe ritirare la sfiducia?

Premesso che, se ci fosse la certezza del voto prima possibile dopo la sfiducia, noi saremmo più che favorevoli sostenitori del “fronte sovranista”, riteniamo opportuno considerare quanto espresso dal Prof. Becchi su Libero:

di Paolo Becchi su Libero, 15/08/2019

Possiamo trarre qualche insegnamento da quello che sta succedendo intorno a questa crisi politica dalla quale sembra impossibile uscire?

La prima considerazione da fare è che la politica, contrariamente a quello che si pensa, non è una scienza, ma un’arte. E l’arte più che di razionalità vive di emozioni, a volte anche poco o per nulla razionali. Ecco, si parla tanto delle più diverse forme della democrazia, ne possiamo aggiungere una nuova: la democrazia delle emozioni, che ti fa vivere una crisi di governo come se si trattasse di una partita di calcio. Nel caso specifico il gioco pare continuare perché l’arbitrio non è che non voglia ma proprio non può fischiare la fine della partita. Una situazione surreale.

L’attuale governo si fonda su un matrimonio politico – e siamo di nuovo alle emozioni – tra due forze molto diverse, ma entrambe “anti sistema”. Il rapporto si logora – inutile dire per colpa di chi, nelle separazioni la colpa non sta quasi mai da una parte sola – e una parte decide – d’improvviso, ma in realtà dopo molti dubbi – di divorziare. C’è una buona occasione da utilizzare. Perché non provarci? E allora ci prova.

E qui però le cose si complicano perché il divorzio non è consensuale. E quando non c’è consenso volano gli stracci con insulti da ambo le parti.

L’ARROCCO

Questo però è un matrimonio politico su cui si regge un governo, per sua costituzione, parlamentare e così quando si rompe qualcosa gli altri non stanno semplicemente a vedere. Ed è quello a cui abbiamo assistito: il “ritorno dei rimossi” avrebbe detto Freud. Renzi per il centrosinistra, Berlusconi per il centrodestra. Per poco più di un giorno sembrano risuscitare, per poco più di un giorno la Terza Repubblica torna a diventare la Seconda. Centro sinistra centro destra: i due calvi si contendono di nuovo l’uso del pettine. Ma si tratta di un fuoco di paglia.

Con una abile mossa Salvini si salva per un soffio sull’orlo del baratro: un governo di legislatura di centro sinistra tra M5S e Pd e rimasugli vari. Ma il problema – come bene ha sottolineato ieri il direttore responsabile Senaldi – è stato solo congelato. Perché il voto dell’altro ieri ha fatto capire a tutti che una maggioranza alternativa a quella attuale numericamente c’è – e forse potrebbe essere ancora più ampia – e di questo il Presidente della Repubblica non potrà non tener conto nel caso in cui Conte fosse sfiduciato. Appunto, la sfiducia… ma conviene davvero a Salvini non ritirarla come gli chiedono i grillini?

Il ferragosto sia una occasione per riflettere sulla prossima mossa: quella del cavallo non è risolutiva. A volte è utile l’arrocco.

fonte – https://paolobecchi.wordpress.com/2019/08/16/ma-al-carroccio-non-converebbe-ritirare-la-sfiducia/

Salvini, il governo tiene ancora. E spunta il maxi rimpasto

Il ministro dell’Interno manda segnali di distensione. Ma Di Maio replica: “La frittata è fatta”

La crisi di governo sembra ripartire dal via. Il governo Lega-M5S esiste ancora, una crisi non è stata formalizzata e all’orizzonte non c’è traccia della calendarizzazione della mozione di sfiducia presentata dal Carroccio contro Giuseppe Conte. Più che altro parole, come quelle pronunciate nelle ultime ore dagli attori protagonisti di questa vicenda. Luigi Di Maio parla di “governo paralizzato” e lancia un appello ai ministri leghisti perché firmino “l’ultimo decreto legge: quello che dà i diritti ai giovani riders, che ferma la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che sostiene il costo dell’energia per l’ex-Alcoa in Sardegna, che bandisce un concorso per migliaia di giovani italiani come funzionari dell’Inps, che potenzia l’unità di crisi che si occupa delle aziende in difficoltà, che sostiene il lavoro a Taranto”. Il capo politico pentastellato chiede ai colleghi di “non tenere in ostaggio queste persone”.

Non risparmia colpi duri all’alleato, accusandolo di non aver tenuto fede all’annuncio di ritirare la delegazione del Carroccio dall’esecutivo: “Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona. Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge”. Salvini incassa, non replica, ritorna ‘zen’ e attiva il programma ‘pazienza del pescatore’. Continua a chiamare amici i cinquestelle e Di Maio (“anche se lui non vuole, ma per me è così”) e a chi gli chiede se sia possibile continuare assieme non risponde ma sorride: “Il mio telefono è sempre acceso e in queste ultime ore squilla parecchio”. Poi va anche oltre: “Questo governo si è fermato sui troppi no: Tav, Autonomia, riforma fiscale, giustizia. O c’è un governo con ministri del sì o un governo degli sconfitti non serve al Paese”.

Un segnale che ai piani alti del Movimento interpretano come il primo, vero cenno di “resa” del “ministro del tradimento”, come lo chiama Alessandro Di Battista, dopo che era toccato a Gian Marco Centinaio arare il campo pubblicamente. Il dialogo, però, non si è ancora riaperto e almeno a parole dovrebbe riaprirsi. “Salvini ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna”, lascia nero su bianco Di Maio. E qui entra in gioco il recente passato, quando lo stesso leader pentastellato, durante i 90 giorni di tira e molla prima della nascita dell’esecutivo gialloverde, disse “discorso chiuso con la Lega”. Fu categorico nei toni, ma tutti sanno come è andata a finire poi la storia.

Qualche bene informato racconta di quelle che, per ora, possono essere solo rumors o “fantateorie”. Come quella che vorrebbe Salvini deciso a offrire a Di Maio la poltrona di presidente del Consiglio (con Conte la frattura non sembra sanabile) in cambio di un rimescolamento dei ministri, lasciando numericamente lo stesso assetto attuale, ma con cambi ai ministeri della Difesa, delle Infrastrutture, dell’Economia e nuovo spacchettamento di Mise e Lavoro, tenendo per il suo partito quest’ultimo dicastero.

Tornando ai fatti, il M5S prima di dedicarsi a capire se Salvini ha veramente intenzione di fare marcia indietro, aspetta segnali dal Pd. Gli ufficiali di collegamento sono al lavoro, ma non c’è sprint: i Cinquestelle non si fidano del ruolo troppo imponente di Matteo Renzi, che controlla i gruppi parlamentari, e preferirebbero trattare solo con Nicola Zingaretti, il segretario che gestisce il partito. Il ragionamento è più o meno questo: in aula votano deputati e senatori, dunque la partita è in mano all’ex premier, che intanto definisce “disertori” i democratici che si tireranno indietro da questa partita.

fonte – https://www.iltempo.it/politica/2019/08/16/news/governo-crisi-oggi-pd-5-stelle-conte-news-salvini-lega-di-maio-1198127/

Google e Facebook sempre più schierate per la “dittatura della minoranza”

L’EDITORIALE

di Matteo Orlando

Nell’ancora cattolica Polonia, presso la splendida città di Cracovia, si è svolta sabato 10 agosto una partecipata manifestazione popolare a sostegno di monsignor Marek Jędraszewski, il coraggioso arcivescovo metropolita di Cracovia che è stato furiosamente attaccato da associazioni Lgbt, radical chic e partiti di sinistra, per avere invitato i polacchi, presso il celebre santuario mariano di Jasna Góra, a “respingere  l’errore antropologico che ci minaccia sotto
forma di due grandi ideologie: genere e Lgbt”.
In particolare l’arcivescovo aveva spiegato che queste ideologie vogliono “avvelenare i cuori e le menti dei polacchi” e causare loro “un grave danno spirituale, in particolare a bambini e giovani”.
Per l’arcivescovo Jędraszewski, che ha chiesto ai credenti di testimoniare “contro la depravazione della nazione polacca”, difendendo “la nostra autentica libertà” e “la Chiesa nella nostra patria “, l’ideologia Lgbt è una “peste arcobaleno”, paragonabile “alla piaga rossa del comunismo”, che mira ad attaccare i valori tradizionali e la famiglia naturale.
Proprio questa colorita espressione di monsignor Marek Jędraszewski ha attirato gli strali degli omosessualisti. Così se il giornale laicista Gazeta Wyborcza si è elevato a difensore della “purezza della fede religiosa”, definendo le tesi dell’arcivescovo “anticristiane” (un po’ come fanno i nostri quotidiani laicisti… tutto il mondo è paese…) e l’associazione “Centro di monitoraggio per comportamenti razzisti e xenofobi” ha perfino presentato una segnalazione in Procura ipotizzando per l’arcivescovo il reato di “promuovere il sistema totalitario fascista”, altri hanno preferito organizzare una protesta sotto il palazzo dell’Arcivescovo a Cracovia.
Così, a voler essere generosi con i numeri, circa mille persone, tra lgbt, libertari e di sinistra, alcuni catto-comunisti, si sono presentate nell’antistante piazza del vescovado e, sotto gli occhi attenti delle telecamere, che ne hanno diffuso le immagini nel mondo occidentale, ne hanno dette di tutti i colori contro l’Arcivescovo, spalleggiati dai mass media, gli stessi che hanno giustificato “come libertà di espressione” quanto accaduto negli ultimi mesi durante dei
cortei lgbt a Varsavia, Częstochowa e Danzica, dove sono stati mostrati parodie dei simboli cristiani, vere e proprie blasfemie come l’icona della Madonna con un’aureola arcobaleno, una scandalosa “messa” Lgbt e la gravissima bestemmia di una processione eucaristica con il simbolo della vagina al posto della Santissima Eucaristia.
La contromanifestazione dei cattolici a sostegno del loro Arcivescovo, ben più partecipata e pacifica di quella Lgbt, è stata invece ignorata dai media, anche in Italia. Infatti, a differenza della “notizia” legata alle parole dell’Arcivescovo, nessun giornale o telegiornale italiano ha parlato del sostegno popolare dato dai fedeli alla loro guida spirituale, definita direttamente dal presidente della repubblica polacca, Andrzej Duda, una persona che merita “grande rispetto”. Anche il presidente della Conferenza episcopale polacca, Stanisław Gądecki, ha sostenuto il Metropolita (cosa tutt’altro che scontata in altre nazioni dell’ecumene cattolica) spiegando che monsignor Jędraszewski ha fatto un discorso in linea con la dottrina cattolica e che il rispetto per le persone non può portare  all’accettazione delle pretese sociali contrarie alla fede.
Quanto è successo fa molto riflettere sullo stato della libertà di pensiero, non solo in Polonia. Per esempio YouTube ha dapprima bloccato il video con le parole dell’arcivescovo, poi subissato di critiche ha dovuto ripristinare il video. Ma la censura dei contenuti scomodi avverso l’ideologia lgbt è molto diffusa, non solo in Polonia.
Google (proprietaria di YouTube) e Facebook sembrano schierate da una sola parte, quella della minoranza, cioè degli attivisti gay, dimenticandosi della maggioranza.
Possiamo parlare, come hanno commentato in molti sui social, di una “dittatura della minoranza lgbt” che imperversa su media, società, politica e vuole anche condizionare la parte più progressista della Chiesa Cattolica?

Trump fa slittare i dazi. La guerra commerciale con la Cina è rimandata

Washington, 14 ago – Segna una battuta d’arresto la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Dopo l’escalation registrata negli ultimi mesi, Donald Trump ha infatti deciso di far slittare l’introduzione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Questa tassazione doganale prevede una tariffa del 10% sulle importazioni dall’«Impero del Dragone», per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari. Tale misura è stata pensata dal presidente Usa come controffensiva alla svalutazione dello yuan, la quale rappresenta una minaccia reale per le importazioni statunitensi.

Dazi dal 15 dicembre

Il presidente Usa aveva annunciato una decina di giorni fa che i nuovi dazi sarebbero scattati a partire dal 1° settembre. Ora, invece, il rinvio. Si parla del 15 dicembre. L’Ufficio del rappresentante Usa per il commercio ha infatti annunciato che «alcuni prodotti sono stati rimossi dalla lista dei dazi sulla base della sicurezza sanitaria, la sicurezza nazionale ed altri fattori». In sostanza, niente aumento delle tariffe del 10% su questi prodotti.

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FONTE – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/usa-trump-fa-slittare-dazi-cina-127400/

Liberarsi dai grillini

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Non so come finirà la crisi al buio che si è profilata dopo le elezioni europee. Ma una cosa sento di dirla sopra tutte e a prescindere da qualunque cosa accadrà: è bene che quest’anno “bellissimo”, come lo annunciò il premier Conte, sia l’anno in cui i grillini usciranno dal governo e non metteranno più piede nei luoghi di comando e di alta rappresentanza dell’Italia. All’opposizione ci possono pur stare, perché a protestare possono pure avere un loro residuo senso. Ma è necessaria una diffida politica, elettorale, popolare perché non osino più avvicinarsi alle istituzioni e alla guida del Paese. Perché sporcano, infangano, discreditano lo Stato, le Istituzioni, la storia, la cultura, i simboli della nostra Patria e insieme bloccano, frenano, deprimono la vita e le opere di questo Paese. Con l’aggravante che tutelano, col loro pauperismo straccione, solo l’Italia parassita, fancazzista e rancorosa o nella migliore delle ipotesi, l’Italia più misera e plebea, con sussidi puramente assistenziali. Salvo allinearsi agli europotentanti e a tutti gli altri partiti dell’establishment per eleggere la presidente della commissione europea.

La logica bestiale dell’uno vale uno, la finzione della democrazia diretta, la negazione assoluta di ogni merito, capacità, titolo di studio, esperienza e curriculum, sono il colpo di grazia per un paese già disabituato alla meritocrazia, poco incline a rispettare lo stesso dettame costituzionale sui “capaci e meritevoli”. E poi è vistosa la loro incapacità di capire le priorità reali dell’Italia e l’effettiva condizione del nostro paese; la loro ignoranza è enciclopedica, universale e militante; vistosa l’incapacità di capire e fronteggiare le situazioni di bilancio, annunciando di voler compensare con ridicoli risparmi (che però assecondano la furia punitiva verso qualche categoria vera o presunta di privilegiati) spaventosi buchi miliardari…

E per finire, il loro radicalismo antisistema diventa conformismo piatto e fesso rispetto al politically correct, imitazione tardiva e analfabeta della sinistra, un sessantottismo con mezzo secolo di ritardo. E poi sono allineati in funzione antisalvini a tutta la trafila di pregiudizi sinistresi: l’antifascismo, il trans-femminismo, l’omolatria e l’lgbt, la libera droga, l’indulgenza verso la delinquenza, le porte aperte ai migranti, l’elogio dei rom… E si potrebbe continuare. Il peggio del peggio della sinistra, la sua versione grezza e ignorante, oltreché tardiva e kitsch, senza neanche la tensione ideale e la consapevolezza ideologica.

Non si può più aspettare, game is over, il tempo è scaduto, è necessario che i grillini spariscano dal governo in fretta e non vi mettano più piede. E se qualcuno dopo averli visti all’opera al governo, osa ancora pensare che possano essere alleati di governo dovrebbe meritare una punizione elettorale di pari grado. Lo dico a chi a sinistra s’illude sotto-sotto di poter stringere un patto coi grillini e sostituirsi ai leghisti nello sciagurato contratto.

Ma il paradosso dei paradossi, che indica poi la malafede dei mass media, dell’istituzioni, di molte forze politiche, è riversare tutta la situazione di crisi, di stallo, di ingovernabilità del paese, sull’alleato Salvini. Gli si attribuisce di tutto, dalla deriva nazista all’impennata dello spread, alla paralisi del paese. Quando pure un bambino sa chi tra i due alleati non vuole cantieri né opere pubbliche per paura dei ladri; non vuole riforme per sbloccare lo stallo ma solo soldi da spendere per scopi assistenziali; non vuole alleggerire il fisco per rilanciare l’economia del nostro paese; non ha un’idea neanche vaga di cosa sia amministrare e non conosce l’abc più elementare della sicurezza, dell’ordine, dell’efficacia e dell’efficienza.

Allo stato nascente il movimento 5 stelle portava una ventata d’aria fresca nel Palazzo, si poneva contro i poteri forti europei e transnazionali ed era guidato da un guitto di talento come Beppe Grillo. Poteva avere una funzione di rottura, segnare una discontinuità col precedente. E ogni critica alla loro inadeguatezza e ignoranza veniva compensata in partenza dal ragionamento speculare: se gli esperti, gli adeguati, i competenti ci hanno portato in questa situazione, a questo punto è meglio provare coi nuovi, coi marziani piuttosto. Ma ora che li abbiamo sperimentati più di un anno al governo, alla guida delle istituzioni, dobbiamo riconoscere che sono stati il punto più basso della politica in Italia, persino peggiore dei corrotti e dei ladri del passato, persino peggio dei marpioni moderati e dei faziosi sinistrorsi. E oggi il loro fallimento rischia di legittimare tutta la politica pregressa.

Peraltro, i grillini non vengono da alcuna passione ideale ma solo da rabbia e protesta, non hanno idee neppur vaghe, non hanno una linea e un orientamento; non sono al di là della destra e della sinistra, come dicono, ma al di qua, al di sotto, in quel magma indefinito che abbiamo troppo generosamente battezzato populismo. Ma neanche di populismo si tratta, perché la struttura è verticistica e settaria, da Grillology, con sistemi di consultazione controllati dall’alto e veicolati dalla dirigenza, e con finte prove di sovranità popolare che riguardano sempre poche migliaia di adepti. Per loro non esiste il giusto e l’ingiusto, il vero e il falso, il bene e il male ma lo decreta la rete, orchestrata dalla Casaleggio & Associati, e poi interpretata. E per rete s’intende sempre un campione perfino meno attendibile degli exit poll…

Abbiamo avversato le elezioni anticipate, temendo che sarebbero state l’occasione per restituire l’Italia ai potentati di sempre, magari tramite un governo tecnico o comunque un interregno che servisse a sbollire il consenso a Salvini e permettere a Mattarella di rilanciare il suo partito di riferimento, il Pd. Ma giunti a questo punto non c’è rischio all’orizzonte che non valga di correre rispetto alla certezza di averli visti all’opera al governo. Il Nulla assoluto e la negazione di ogni senso della realtà, dell’Italia, delle urgenze, della storia. Cacciamoli a furor di popolo, non c’è altro tempo da perdere.

MV, Il Borghese (luglio 2019)

FONTE http://www.marcelloveneziani.com/articoli/liberarsi-dai-grillini/

15 AGOSTO, FESTA DELL’ASSUNZIONE DI MARIA VERGINE

15/8/2019, festa dell’Assunta (di precetto)

Sante Messe dell’IMBC

-Torino alle ore 10,00.

-Verrua Savoia (TO) alle ore 18,00.

-Milano alle ore 11,00.

-Rovereto alle ore 10,30.

-Modena alle ore 17,30.

-Rimini alle ore 11,00.

-Loro Ciuffenna (AR) alle ore 10,00.

 

Munificentissimus Deus

…«Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei santi apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’immacolata Madre di Dio sempre vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo». Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica. Affinché poi questa Nostra definizione dell’assunzione corporea di Maria vergine al cielo sia portata a conoscenza della chiesa universale, abbiamo voluto che stesse a perpetua memoria questa Nostra lettera apostolica; comandando che alle sue copie o esemplari anche stampati, sottoscritti dalla mano di qualche pubblico notaio e muniti del sigillo di qualche persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti assolutamente da tutti la stessa fede; che si presterebbe alla presente, se fosse esibita o mostrata. A nessuno dunque sia lecito infrangere questa Nostra dichiarazione, proclamazione e definizione, o ad essa opporsi e contravvenire. Se alcuno invece ardisse di tentarlo, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio onnipotente e dei suoi beati apostoli Pietro e Paolo.

Dato a Roma, presso S. Pietro, nell’anno del massimo giubileo 1950, 1° novembre, festa di tutti i santi, nell’anno dodicesimo del Nostro pontificato

dalla Const. apost. Munificentissimus Deus di PIUS PP. XII, 1 novembris 1950

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Dell’Assunzione di Maria Vergine

  1. Che cosa celebra la Chiesa nella festa dell’Assunzione della santissima Vergine?

Nella festa dell’Assunzione della santissima Vergine, la Chiesa celebra la morte preziosa e la gloriosa Assunzione al Cielo di Maria Vergine.

  1. Coll’anima di Maria Vergine fu assunto in cielo anche il corpo?

È pia e comune credenza dei fedeli, che coll’anima di Maria Vergine sia stato assunto in cielo anche il corpo, benché ciò non sia definito, come di fede, dalla santa Chiesa. [La “Munificentissimus Deus” -Bolla dogmatica per la definizione dell’Assunzione in corpo ed anima di Maria SS.ma in cielo, di Papa Pio XII – è del 1° novembre 1950]

  1. Qual è la gloria alla quale è stata esaltata Maria Vergine nel cielo?

Maria Vergine è stata esaltata sopra tutti i cori degli Angeli, e sopra tutti i Santi del paradiso, come regina del cielo e della terra.

  1. Perché la Vergine è stata esaltata in cielo sopra tutte le creature?

La Vergine è stata esaltata in cielo sopra tutte le creature, perché è Madre di Dio, ed è di tutte le creature la più umile e la più santa.

  1. Che cosa dobbiamo noi fare nella solennità dell’Assunzione di Maria Vergine?

Nella solennità dell’Assunzione di Maria Vergine dobbiamo:

  1. rallegrarci della sua gloriosa assunzione ed esaltazione;
  2. venerarla come nostra signora e nostra avvocata presso il suo divin Figliuolo;
  3. pregarla ad ottenerci da Dio la grazia di condurre una vita santa, e di prepararci in tal maniera alla morte, che meritiamo di essere da lei assistiti e protetti, e di aver parte nella sua gloria.

165. Come possiamo noi meritare la protezione di Maria santissima?

Noi possiamo meritare la protezione di Maria santissima con imitare le sue virtù, e specialmente la purità e l’umiltà.

  1. Debbono anche i peccatori confidare nel patrocinio di Maria Vergine?

Anche i peccatori debbono confidare moltissimo nel patrocinio di Maria Vergine, perché ella è madre di misericordia e il rifugio dei peccatori per ottenere loro da Dio la grazia della conversione.

dal CATECHISMO MAGGIORE: ISTRUZIONE SOPRA LE FESTE DEL SIGNORE, DELLA BEATA VERGINE E DEI SANTI, DELLE FESTE SOLENNI DELLA BEATA VERGINE E DELLE FESTE DEI SANTI

 

Esplosione nucleare in Russia, si teme una nuova Chernobyl

Segnalazione di Loris Zamperoni

Il livello di radiazioni è cresciuto e le autorità hanno deciso di sospendere la navigazione. Forse il disastro su una piattaforma off-shore

Un sottomarino per operazioni speciali ad alta profondità. Un missile da crociera nucleare che dovrebbe perforare lo scudo di difesa nemico. Nell’arco di poche settimane questi apparati sono stati teatro di incidenti con conseguenze gravi e spiegazioni lacunose da parte delle autorità russe. Non dicono mai tutto e lasciano buchi che vengono colmati dall’esterno con molte teorie.

Ripartiamo dall’ultimo caso, l’esplosione a Nenoksa, centro dove studiano motori per missili intercontinentali nella regione di Arcangelo. Cinque i morti tra tecnici e scienziati. Uomini che potrebbero presto essere ricordati come eroi con una onorificenza postuma. Le fonti ufficiali hanno parlato di un problema durante un test ad un propulsore, in particolare ad un piccolo reattore. Spiegazioni incomplete aggravate dagli allarmi lanciati dai responsabili locali.

Secondo alcune rilevazioni il livello di radiazioni è cresciuto di molto e le autorità hanno deciso la sospensione della navigazione marittima. Misura che contrasta con le rassicurazioni iniziali accolte con scetticismo dagli abitanti della zona. Una situazione grave – secondo alcuni funzionari statunitensi citati dal New York Times – addirittura seconda sola al disastro di Chernobyl

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fonte – https://www.corriere.it/esteri/19_agosto_13/esplosione-nucleare-russia-si-teme-nuova-chernobyl-d6d0e884-bd97-11e9-88cc-58d8f24ec1cd.shtml

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