Bibbiano: l’inchiesta di Reggio Emilia sugli affidi dei bambini

Le intercettazioni ambientali diffuse nei giorni scorsi dal TgR Emilia Romagna aggiungono nuovi tasselli al quadro del cosiddetto “Caso Bibbiano“, ovvero l’inchiesta circa un presunto articolato traffico di affidi illegali di minori che sarebbero stati strappati con l’inganno alle loro famiglie d’origine a scopo di lucro.

Cosa riportano le intecettazioni ambientali

L’inchiesta, che al momento vede indagate 27 persone, coinvolge psicologi, politici locali, neuropsichiatri, medici e assistenti sociali (oltre che le famiglie d’origine e quelle affidatarie dei bambini).

Il sistema sarebbe stato talmente collaudato e le persone coinvolte si sarebbero sentite talmente forti che in un’intecettazione ambientale tra una neuropsichiatra e una psicologa dell’Ausl di Reggio Emilia si sentono le due donne sbeffeggiare un maresciallo dei carabinieri che stava indagando su di loro e che aveva chiesto loro dei documenti circa gli affidi.

Una delle due donne dice all’altra: “E comunque potevi anche dirgli guardi che lei è sposato, c’ha figli, cioè non si sa mai…”

Si tratterebbe di una minaccia neppure troppo velata di poter agire anche sui figli del militare cercando di far sì che gli venissero tolti.

Un’altra intercettazione mandata in onda dal telegiornale riporta la registrazione avvenuta nell’auto di una delle madri affidatarie di una minore.

La donna avrebbe fatto scendere la bambina dalla macchina in pieno novembre e sotto la pioggia perché la bambina si sarebbe rifiutata di accusare i genitori naturali di averla molestata o maltrattata.

“Vai da sola a piedi, scendi! Scendi! Non ti voglio più!” si sente nell’audio. La stessa donna poi aggiunge: “Anziché dire ‘io sono così perché mi è successo questo!’, piuttosto che dare la colpa a quelli che ti hanno fatto male, dai la colpa a quelli che ti vogliono bene!’ Anziché dire ‘sono stati loro (i genitori naturali, ndr) a farmi male, (dici che) sono [Omissis] e [Omissis2] (nomi della coppia affidataria, ndr)’ che mi sgridano… troppo comodo”.

Secondo gli inquirenti, però, a rimpiere la bambina di “Urla e parolacce” non sarebbero stati i genitori naturali quanto piuttosto quelli affidatari.

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Fonte – https://www.panorama.it/news/cronaca/bibbiano-inchiesta-bambini-affido-violenza-minori/

Per Project Veritas Google è un motore di sinistra

Project Veritas, un’organizzazione no-profit americana, fondata nel 2010 da James O’Keefe, ha ottenuto centinaia di documenti interni di Google, trapelati grazie a un informatore, una cosiddetta “gola profonda”.

Al loro interno ci sarebbero le prove che la mutlinazionale americana mette in atto delle politiche ben precise atte a pilotare ciò che le persone devono o non devono trovare su internet, suggerendo, ad esempio, i link sul motore di ricerca e nei servizi del gruppo. Project Veritas è spiccatamente di destra, e dunque punta il dito contro la battaglia che Big G avrebbe messo in piedi per contrastare le idee dei conservatori.

L’ex dipendente di Google Zachary Vorhies ha dichiarato a Project Veritas di aver trascorso un anno a raccogliere documenti che dimostrano che la compagnia utilizza un sistema politicamente distorto e mantiene una “lista nera” di siti web indesiderati. Tra questi, molti sono di destra, mentre pare che a essere priorizzati siano quelli con idee anti-Trump, il Wall Street Journal, la CNN e Fox News in primis.

Il motivo ufficiale è che questi sarebbero i media con più attenzione alla pubblicazione di fake news, e non possiamo che credervi, ma siamo certi che decine di altri di natura repubblicana meriterebbero di essere considerati autorevoli.

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fonte – https://mytech.panorama.it/sicurezza/google-project-veritas-gola-profonda/

 

Non usano il pronome ‘trans’: bambini delle elementari vengono puniti

Una scuola elementare dell’Ohio ha punito dei bambini per non aver usato il pronome “trans”: il maestro li ha sbattuti fuori.

Succede in Ohio: un gruppo di bambini non ha utilizzato il pronome trans “theybe” per uno studente transgender e ha detto al maestro che il bimbo in questione “è un maschio, non una femmina”.

Apriti cielo: la scuola ha buttato fuori gli studenti e il maestro ha iniziato una lezione sul fatto che anche se il bambino è un “maschio biologico, si identifica come una femmina“.

Tutta la questione è iniziato quando un gruppo di bambine ha iniziato a chiedere al bambino che cosa stesse facendo per diventare femmina e lui ha risposto “prendo pillole e poi taglierò le mie parti intime“.

Una risposta che ha spaventato i bambini, che hanno cominciato a questionare non per deridere lo studente ma per capire il suo punto di vista. Nonostante ciò, sono stati puniti con una sospensione dalle lezioni.

Adesso il Liberty Counsel sta trattando la questione perché i bambini buttati fuori sono stati mandati dal preside e sono stati sottoposti a forte stress senza comprendere quale fosse la loro colpa.

“Il primo emendamento protegge il diritto di uno studente di sostenere le proprie opinioni – ha affermato il Liberty Counsel – e di condividerle rispettosamente. Ciò è ancor più vero quando si tratta di bambini”.

Insomma, ora il distretto scolastico dovrà rispondere delle sue azioni disciplinari.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/non-usano-il-pronome-trans-bambini-delle-elementari-vengono-puniti/

Nuove pubblicazioni su Sursum Corda

Segnaliamo la recente pubblicazione sul nostro sito di numerosi opuscoli e libretti cattolici.

1) Breve saggio su denatalità, darwinismo e malthusianesimo ;

2) L’alcool, ecco il nemico! ;

3) L’uso del latino per preservare e trasmettere la fede ;

4) La bestemmia (per l’Abate Isidoro Mullois) ;

5) Un Cattolico può farsi protestante? (di Mons. de Ségur) .

Clicca qui per leggere e scaricare le pubblicazioni

Fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti.html

Da che parte sta il vescovo di Treviso?

TRIBUNA SALVINI MADONNA

TRIBUNA SALVINI MADONNA 3

di Mattia Pilotrogli

Castelfranco Veneto
Lettera aperta
S.E Mons. Gianfranco Agostino Gardin
Tribuna di Treviso
Castelfranco 17-08-2019
Ho letto quanto riportato sulla Tribuna del 17 agosto 2019 e avrei qualcosa da dire su quanto riportato dai vari attori. Mi riferisco in modo particolare a tre frasi riportate sull’articolo:
  • ..o la protezione della Vergine, almeno quella vera.
  • Non si può ringraziare la Vergine per ragioni che Lei non approverebbe.
  • L’aspetto cristiano di un politico non va censurato.
Partendo da queste tre frasi vorrei esprimere alcune precisazioni e/o commenti:
  • esistono due o più vergini una Vera e altre no?
  • In riferimento al ringraziare la Vergine per ragioni che Lei non approverebbe. Perfetto, una domanda la Vergine (quella Vera) ha approvato le leggi (aborto, divorzio, ecc.) firmate da presidenti sulla carta cattolici?
  • L’aspetto cristiano di un politico, DEVE essere censurato da parte del Clero? Si, ma quando in politico si dichiara cattolico ma opera in modo opposto. Per i dettagli è sufficiente il punto precedente. Scomuniche ai soggetti firmatari da parte del Clero, ZERO, vero?
È risaputo che la Curia di Treviso, come la maggioranza assoluta delle Curie in Italia, è ROSSA.
Vogliamo ricordare alcuni fatti: sulla Vita del Popolo, quando alle penultime votazioni comunali vinse Manildo il Direttore Mons. Bonomo scrisse un articolo contro Gentilini perché chiamava i preti rossi o bolsevichi.  Qualche anno dopo, sempre il Direttore Mons. Bonomo, si lamentava perché la giunta Manildo aveva approvato il registro delle unioni sodomite. Un noto proverbio, recita: chi è causa del proprio male pianga sé stesso. Un candidato consigliere tutto casa e chiesa (parrocchia nel centro storico di Treviso), fu eletto, con i voti di chi? Sua Eccellenza e il clero della Diocesi di Treviso, ricorda che è tuttora in vigore sia da parte della Chiesa e soprattutto del Padre Eterno, la SCOMUNICA LATAE SENTENTIA per i comunisti & affini.
Io vorrei un politico, tanto per non far nomi come SANTO STEFANO RE D’UNGHERIA. Ma ahimè non ci sono. Allora uno si deve accontentare (sempre per non far nomi) di Salvini? NO. Bisogna cercare un politico come SANTO STEFANO RE D’UNGHERIA, purtroppo non c’è perché manca la FEDE. Perché per ottenete dal Padre Eterno un governatore Cattolico VERO, non come i firmatari di leggi anticattoliche, bisogna in primis occuparsi delle cose del Padre, lo dice chiaro Cristo.
Il tutto oggi è impossibile, perché non esiste più uno STATO CATTOLICO, anzi ci sono dei casi dove la Santa Sede chiese al Capo di Stato di togliere la dicitura “religione di Stato” al cattolicesimo, con queste premesse è già tanto che un politico “sventoli” il Rosario. Poi con quanta fede lo faccia, i conti (come tutti) li farà con il Padre Eterno.

La questione dell’immigrazione secondo la Chiesa cattolica

Le questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza, particolarmente sentite ai nostri giorni, furono affrontate con sapiente lungimiranza dalla Chiesa e, a seguito della civilizzazione dei popoli, dai nobili Sovrani e Principi cattolici.

Si rassegnino i negazionisti di professione, gli scribacchini pseudo storici ed i tanti tuttologi rigurgitati dalle logge che hanno in odio le legittime Autorità, poiché la Chiesa, in quanto designata custode della morale (2° diritto/dovere) e vigile dell’ordine sociale, ha sempre indirizzato i Re ed i Governanti alla responsabile amministrazione delle migrazioni.

I tanti muri che le Comunità erigevano, tutti insieme, figuravano, sotto il segno della Croce, quella equilibrata carità tanto gradita a Dio, parimenti così fruttuosa per i popoli dell’Impero. Così fu e così è stato, a tratti più o meno evidenti, fin dal fatidico episodio di Ponte Milivio con la frase narrata da Eusebio di Cesarea nella Vita di Costantino: «In hoc signo vinces»!

San Pietro ha affermato: “È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto” (S. Th. Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1). Nell’Esodo si legge: “Non opprimere il forestiero e non l’affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d’Egitto”; ed ancora: “Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d’animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto” (Ibid., 3 arg. 3).

Spiega l’Angelico che «a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande», secondo le parole dell’Ecclesiastico: “Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino” (a. 3 arg. 4). La società dove si “ama” troppo il lontano a discapito del vicino dimostra, difatti, di essere crudele: usa la filantropia per “ripulire”, certo solo apparentemente, le coscienze!

L’Aquinate insegna: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra». Infatti «gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri». E sia nell’un caso come nell’altro «la legge impose precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Terzo: «quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine».

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/467-teologia-politica-n-27-la-questione-dell-immigrazione-secondo-la-chiesa-cattolica.html

Ma al Carroccio non converebbe ritirare la sfiducia?

Premesso che, se ci fosse la certezza del voto prima possibile dopo la sfiducia, noi saremmo più che favorevoli sostenitori del “fronte sovranista”, riteniamo opportuno considerare quanto espresso dal Prof. Becchi su Libero:

di Paolo Becchi su Libero, 15/08/2019

Possiamo trarre qualche insegnamento da quello che sta succedendo intorno a questa crisi politica dalla quale sembra impossibile uscire?

La prima considerazione da fare è che la politica, contrariamente a quello che si pensa, non è una scienza, ma un’arte. E l’arte più che di razionalità vive di emozioni, a volte anche poco o per nulla razionali. Ecco, si parla tanto delle più diverse forme della democrazia, ne possiamo aggiungere una nuova: la democrazia delle emozioni, che ti fa vivere una crisi di governo come se si trattasse di una partita di calcio. Nel caso specifico il gioco pare continuare perché l’arbitrio non è che non voglia ma proprio non può fischiare la fine della partita. Una situazione surreale.

L’attuale governo si fonda su un matrimonio politico – e siamo di nuovo alle emozioni – tra due forze molto diverse, ma entrambe “anti sistema”. Il rapporto si logora – inutile dire per colpa di chi, nelle separazioni la colpa non sta quasi mai da una parte sola – e una parte decide – d’improvviso, ma in realtà dopo molti dubbi – di divorziare. C’è una buona occasione da utilizzare. Perché non provarci? E allora ci prova.

E qui però le cose si complicano perché il divorzio non è consensuale. E quando non c’è consenso volano gli stracci con insulti da ambo le parti.

L’ARROCCO

Questo però è un matrimonio politico su cui si regge un governo, per sua costituzione, parlamentare e così quando si rompe qualcosa gli altri non stanno semplicemente a vedere. Ed è quello a cui abbiamo assistito: il “ritorno dei rimossi” avrebbe detto Freud. Renzi per il centrosinistra, Berlusconi per il centrodestra. Per poco più di un giorno sembrano risuscitare, per poco più di un giorno la Terza Repubblica torna a diventare la Seconda. Centro sinistra centro destra: i due calvi si contendono di nuovo l’uso del pettine. Ma si tratta di un fuoco di paglia.

Con una abile mossa Salvini si salva per un soffio sull’orlo del baratro: un governo di legislatura di centro sinistra tra M5S e Pd e rimasugli vari. Ma il problema – come bene ha sottolineato ieri il direttore responsabile Senaldi – è stato solo congelato. Perché il voto dell’altro ieri ha fatto capire a tutti che una maggioranza alternativa a quella attuale numericamente c’è – e forse potrebbe essere ancora più ampia – e di questo il Presidente della Repubblica non potrà non tener conto nel caso in cui Conte fosse sfiduciato. Appunto, la sfiducia… ma conviene davvero a Salvini non ritirarla come gli chiedono i grillini?

Il ferragosto sia una occasione per riflettere sulla prossima mossa: quella del cavallo non è risolutiva. A volte è utile l’arrocco.

fonte – https://paolobecchi.wordpress.com/2019/08/16/ma-al-carroccio-non-converebbe-ritirare-la-sfiducia/

Salvini, il governo tiene ancora. E spunta il maxi rimpasto

Il ministro dell’Interno manda segnali di distensione. Ma Di Maio replica: “La frittata è fatta”

La crisi di governo sembra ripartire dal via. Il governo Lega-M5S esiste ancora, una crisi non è stata formalizzata e all’orizzonte non c’è traccia della calendarizzazione della mozione di sfiducia presentata dal Carroccio contro Giuseppe Conte. Più che altro parole, come quelle pronunciate nelle ultime ore dagli attori protagonisti di questa vicenda. Luigi Di Maio parla di “governo paralizzato” e lancia un appello ai ministri leghisti perché firmino “l’ultimo decreto legge: quello che dà i diritti ai giovani riders, che ferma la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che sostiene il costo dell’energia per l’ex-Alcoa in Sardegna, che bandisce un concorso per migliaia di giovani italiani come funzionari dell’Inps, che potenzia l’unità di crisi che si occupa delle aziende in difficoltà, che sostiene il lavoro a Taranto”. Il capo politico pentastellato chiede ai colleghi di “non tenere in ostaggio queste persone”.

Non risparmia colpi duri all’alleato, accusandolo di non aver tenuto fede all’annuncio di ritirare la delegazione del Carroccio dall’esecutivo: “Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona. Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge”. Salvini incassa, non replica, ritorna ‘zen’ e attiva il programma ‘pazienza del pescatore’. Continua a chiamare amici i cinquestelle e Di Maio (“anche se lui non vuole, ma per me è così”) e a chi gli chiede se sia possibile continuare assieme non risponde ma sorride: “Il mio telefono è sempre acceso e in queste ultime ore squilla parecchio”. Poi va anche oltre: “Questo governo si è fermato sui troppi no: Tav, Autonomia, riforma fiscale, giustizia. O c’è un governo con ministri del sì o un governo degli sconfitti non serve al Paese”.

Un segnale che ai piani alti del Movimento interpretano come il primo, vero cenno di “resa” del “ministro del tradimento”, come lo chiama Alessandro Di Battista, dopo che era toccato a Gian Marco Centinaio arare il campo pubblicamente. Il dialogo, però, non si è ancora riaperto e almeno a parole dovrebbe riaprirsi. “Salvini ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna”, lascia nero su bianco Di Maio. E qui entra in gioco il recente passato, quando lo stesso leader pentastellato, durante i 90 giorni di tira e molla prima della nascita dell’esecutivo gialloverde, disse “discorso chiuso con la Lega”. Fu categorico nei toni, ma tutti sanno come è andata a finire poi la storia.

Qualche bene informato racconta di quelle che, per ora, possono essere solo rumors o “fantateorie”. Come quella che vorrebbe Salvini deciso a offrire a Di Maio la poltrona di presidente del Consiglio (con Conte la frattura non sembra sanabile) in cambio di un rimescolamento dei ministri, lasciando numericamente lo stesso assetto attuale, ma con cambi ai ministeri della Difesa, delle Infrastrutture, dell’Economia e nuovo spacchettamento di Mise e Lavoro, tenendo per il suo partito quest’ultimo dicastero.

Tornando ai fatti, il M5S prima di dedicarsi a capire se Salvini ha veramente intenzione di fare marcia indietro, aspetta segnali dal Pd. Gli ufficiali di collegamento sono al lavoro, ma non c’è sprint: i Cinquestelle non si fidano del ruolo troppo imponente di Matteo Renzi, che controlla i gruppi parlamentari, e preferirebbero trattare solo con Nicola Zingaretti, il segretario che gestisce il partito. Il ragionamento è più o meno questo: in aula votano deputati e senatori, dunque la partita è in mano all’ex premier, che intanto definisce “disertori” i democratici che si tireranno indietro da questa partita.

fonte – https://www.iltempo.it/politica/2019/08/16/news/governo-crisi-oggi-pd-5-stelle-conte-news-salvini-lega-di-maio-1198127/

Google e Facebook sempre più schierate per la “dittatura della minoranza”

L’EDITORIALE

di Matteo Orlando

Nell’ancora cattolica Polonia, presso la splendida città di Cracovia, si è svolta sabato 10 agosto una partecipata manifestazione popolare a sostegno di monsignor Marek Jędraszewski, il coraggioso arcivescovo metropolita di Cracovia che è stato furiosamente attaccato da associazioni Lgbt, radical chic e partiti di sinistra, per avere invitato i polacchi, presso il celebre santuario mariano di Jasna Góra, a “respingere  l’errore antropologico che ci minaccia sotto
forma di due grandi ideologie: genere e Lgbt”.
In particolare l’arcivescovo aveva spiegato che queste ideologie vogliono “avvelenare i cuori e le menti dei polacchi” e causare loro “un grave danno spirituale, in particolare a bambini e giovani”.
Per l’arcivescovo Jędraszewski, che ha chiesto ai credenti di testimoniare “contro la depravazione della nazione polacca”, difendendo “la nostra autentica libertà” e “la Chiesa nella nostra patria “, l’ideologia Lgbt è una “peste arcobaleno”, paragonabile “alla piaga rossa del comunismo”, che mira ad attaccare i valori tradizionali e la famiglia naturale.
Proprio questa colorita espressione di monsignor Marek Jędraszewski ha attirato gli strali degli omosessualisti. Così se il giornale laicista Gazeta Wyborcza si è elevato a difensore della “purezza della fede religiosa”, definendo le tesi dell’arcivescovo “anticristiane” (un po’ come fanno i nostri quotidiani laicisti… tutto il mondo è paese…) e l’associazione “Centro di monitoraggio per comportamenti razzisti e xenofobi” ha perfino presentato una segnalazione in Procura ipotizzando per l’arcivescovo il reato di “promuovere il sistema totalitario fascista”, altri hanno preferito organizzare una protesta sotto il palazzo dell’Arcivescovo a Cracovia.
Così, a voler essere generosi con i numeri, circa mille persone, tra lgbt, libertari e di sinistra, alcuni catto-comunisti, si sono presentate nell’antistante piazza del vescovado e, sotto gli occhi attenti delle telecamere, che ne hanno diffuso le immagini nel mondo occidentale, ne hanno dette di tutti i colori contro l’Arcivescovo, spalleggiati dai mass media, gli stessi che hanno giustificato “come libertà di espressione” quanto accaduto negli ultimi mesi durante dei
cortei lgbt a Varsavia, Częstochowa e Danzica, dove sono stati mostrati parodie dei simboli cristiani, vere e proprie blasfemie come l’icona della Madonna con un’aureola arcobaleno, una scandalosa “messa” Lgbt e la gravissima bestemmia di una processione eucaristica con il simbolo della vagina al posto della Santissima Eucaristia.
La contromanifestazione dei cattolici a sostegno del loro Arcivescovo, ben più partecipata e pacifica di quella Lgbt, è stata invece ignorata dai media, anche in Italia. Infatti, a differenza della “notizia” legata alle parole dell’Arcivescovo, nessun giornale o telegiornale italiano ha parlato del sostegno popolare dato dai fedeli alla loro guida spirituale, definita direttamente dal presidente della repubblica polacca, Andrzej Duda, una persona che merita “grande rispetto”. Anche il presidente della Conferenza episcopale polacca, Stanisław Gądecki, ha sostenuto il Metropolita (cosa tutt’altro che scontata in altre nazioni dell’ecumene cattolica) spiegando che monsignor Jędraszewski ha fatto un discorso in linea con la dottrina cattolica e che il rispetto per le persone non può portare  all’accettazione delle pretese sociali contrarie alla fede.
Quanto è successo fa molto riflettere sullo stato della libertà di pensiero, non solo in Polonia. Per esempio YouTube ha dapprima bloccato il video con le parole dell’arcivescovo, poi subissato di critiche ha dovuto ripristinare il video. Ma la censura dei contenuti scomodi avverso l’ideologia lgbt è molto diffusa, non solo in Polonia.
Google (proprietaria di YouTube) e Facebook sembrano schierate da una sola parte, quella della minoranza, cioè degli attivisti gay, dimenticandosi della maggioranza.
Possiamo parlare, come hanno commentato in molti sui social, di una “dittatura della minoranza lgbt” che imperversa su media, società, politica e vuole anche condizionare la parte più progressista della Chiesa Cattolica?

Trump fa slittare i dazi. La guerra commerciale con la Cina è rimandata

Washington, 14 ago – Segna una battuta d’arresto la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Dopo l’escalation registrata negli ultimi mesi, Donald Trump ha infatti deciso di far slittare l’introduzione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Questa tassazione doganale prevede una tariffa del 10% sulle importazioni dall’«Impero del Dragone», per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari. Tale misura è stata pensata dal presidente Usa come controffensiva alla svalutazione dello yuan, la quale rappresenta una minaccia reale per le importazioni statunitensi.

Dazi dal 15 dicembre

Il presidente Usa aveva annunciato una decina di giorni fa che i nuovi dazi sarebbero scattati a partire dal 1° settembre. Ora, invece, il rinvio. Si parla del 15 dicembre. L’Ufficio del rappresentante Usa per il commercio ha infatti annunciato che «alcuni prodotti sono stati rimossi dalla lista dei dazi sulla base della sicurezza sanitaria, la sicurezza nazionale ed altri fattori». In sostanza, niente aumento delle tariffe del 10% su questi prodotti.

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FONTE – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/usa-trump-fa-slittare-dazi-cina-127400/

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