Allarme clima, 500 scienziati contro tutti: “È una farsa”

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Non esiste una verità scientifica sui cambiamenti climatici. Esiste invece un panel di divergenti che contesta Greta e i cattivi maestri dell’ambientalismo

Greta contro tutti”. “Greta la voce del popolo contro le élites”. “Greta da Nobel”. Questi sono alcuni dei “complimenti” che la giovane ambientalista raccoglie alle Nazioni Unite.

Eppure c’è un fatto che a molti è passato inosservato. Nell’indifferenza generale 500 scienziati di tutto il mondo indirizzano al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, una lettera contro l’allarmismo climatico. Lanciata da Guus Berkhout, geofisico e professore emerito presso l’Università dell’Aja, l’iniziativa è il risultato di una collaborazione tra scienziati e associazioni di 13 Paesi. Pubblicato in un momento in cui l’agenda internazionale pone il clima in cima alla lista delle preoccupazioni, questa “Dichiarazione europea sul clima” ha lo scopo di far sapere che non c’è urgenza né crisi irrimediabile.

Ecco. Questo è il succo di una controrivoluzione che pone al centro la scienza e non l’ideologia sinistroide che, ahinoi, sfrutta la ragazzina dalle trecce d’oro. La notizia in Italia passa un po’ in sordina e anche i media mainstream sembrano prenderla sotto gamba. Eppure, fortuna per noi esseri umani, sul giornale online Altantico Quotidiano, Federico Punzi ne parla con grande autorevolezza. Riporta la traduzione integrale della lettera che farebbe sobbalzare anche il più puro degli ambientalisti. Scrive Punzi sul suo profilo Facebook: “Oggi su Atlantico Quotidiano la preoccupante (per lei) escalation di Greta Thunberg, cavalcata con incredibile cinismo da media e leader; un ministro che autorizza lo sciopero degli studenti per “valore civile”; mentre 500 scienziati dicono che la nostra casa non è in fiamme”.

E fortunatamente, almeno per la scienza, il pianeta Terra ha ancora una chance di salvezza. Gli ambasciatori e portavoce di questa idea sono: Guus Berkhout, professore (Paesi Bassi), Richard Lindzen, professore (Stati Uniti), Reynald Du Berger, professore (Canada), Ingemar Nordin, professore (Svezia), Terry Dunleavy (Nuova Zelanda), Jim O’Brien (Irlanda), Viv Forbes (Australia), Alberto Prestininzi, professore (Italia), Jeffrey Foss, professore (Canada), Benoît Rittaud, docente (Francia), Morten Jødal (Norvegia), Fritz Varenholt, professore (Germania), Rob Lemeire (Belgio), Viconte Monkton of Brenchley (Regno Unito).

Scrivono senza mezzi termini che quella in cui ci troviamo non è un’emergenza. Spiegano che i modelli di divulgazione generale sul clima, su cui si basa attualmente la politica internazionale, sono inadeguati. “È pertanto crudele e imprudente sostenere la perdita di trilioni di dollari sulla base dei risultati di modelli così imperfetti. Le attuali politiche climatiche indeboliscono inutilmente il sistema economico, mettendo a rischio la vita nei Paesi a cui è negato l’accesso all’elettricità permanente a basso costo. Vi invitiamo a seguire una politica climatica basata su solida scienza, realismo economico e reale attenzione a coloro che sono colpiti da costose e inutili politiche di mitigazione”.

Invitano a organizzare insieme a loro, all’inizio del 2020, un incontro costruttivo di alto livello tra scienziati di fama mondiale di entrambe le parti del dibattito sul clima. Perché una cosa è certa, il progresso scientifico, e non solo, si basa su teorie e confutazioni. Questo è il metodo: confronto. Questione spiegata con grande razionalità che si può riassumere in poche chiare battute: non esiste una verità scientifica che accolga le istanze della nostra Greta. Il surriscaldamento globale, quindi, non è per tutta la comunità di scienziati un problema reale. Ma torniamo alla lettera. Si conclude così: “L’incontro (fissato per il prossimo anno) renderà effettiva l’applicazione del giusto e vecchio principio di buona scienza e giustizia naturale secondo il quale le due parti devono poter essere ascoltate in modo completo ed equo. Audiatur et altera pars!”.

In queste righe questi uomini ribelli, questi divergenti che non accettano di salire sul carro del vincitore, affermano che una rete globale di professionisti è pronta a chiarire che il clima deve essere meno politicizzato, mentre la politica ambientalista deve essere più scientifica. Gli scienziati devono affrontare apertamente le incertezze e le esagerazioni nelle loro previsioni sul riscaldamento globale e i leader politici devono valutare in modo spassionato i benefici e i costi reali dell’adattamento al riscaldamento globale, nonché i costi reali e i benefici attesi della mitigazione.

Poi la spiegazione: il clima varia da quando esiste il pianeta con fasi naturali fredde e calde. “La piccola era glaciale si è conclusa solo di recente, intorno al 1850, quindi non sorprende che oggi stiamo vivendo un periodo di riscaldamento”. Il caldo, intanto, cresce con un ritmo inferiore alla metà di quanto era stato inizialmente previsto e meno della metà di ciò che ci si poteva aspettare. Poi questi dissidenti si soffermano su un fatto di rilevante importanza: la Co2 non è un inquinante. È anzi essenziale per tutta la vita sulla Terra. La fotosintesi è una benedizione. Più Co2 fa bene alla natura, rende il globo verde: l’aggiunta di anidride carbonica nell’aria ha portato ad un aumento della biomassa vegetale globale. È anche buono per l’agricoltura, aumentando i raccolti in tutto il mondo.

Insomma un chiaro messaggio a Greta, ai gretini e ai cattivi maestri che cavalcano “l’emergenza” lucrando economicamente e culturalmente sulle giovani generazioni. La vostra teoria potrebbe essere sbagliata.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/allarme-clima-500-scienziati-contro-tutti-farsa-1757848.html

Greta Thunberg e le banalità dei nuovi sessantottini conformisti

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Roma, 24 set – Greta Thunberg ha presenziato al vertice dell’Assemblea generale dell’Onu discettando di clima sebbene il suo punto fosse il vittimismo di un’adolescente ancora in balia delle onde, come se non fosse mai scesa dalla nobile barca con cui ha attraversato l’Atlantico. Pare che un nuovo sessantotto stia facendo capolino in questi incerti tempi di politically correct in cui è sanzionato il dire scorretto e non il fare sbagliato, tanto che nessuno ha il coraggio di mandare al diavolo la pallida svedese incoraggiandola a studiare prima di voler bacchettare il mondo intero. “Venite a chiedere la speranza a noi giovani? Come vi permettete? Avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre parole vuote”, ha tuonato commossa la paladina di Terra Mammà, del chilometro zero e dell’equo & solidale, facendo ben attenzione a non inserire alcuna specificazione per quanto riguarda chi starebbe usurpando chi, in quali forme e in quali misure.“Le persone stanno soffrendo, stanno morendo. Interi ecosistemi stanno collassando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. Il mio messaggio è che vi teniamo gli occhi addosso”, ha proseguito la Gretina, segno tangibile di quanto sia bambina e purtroppo poco disincantata. Le persone soffrono e soffriranno sempre, muoiono e moriranno e sugli ecosistemi al collasso sarebbe il caso di inserire qualche elemento scientifico di maggior pregio rispetto alle suddette amenità. Ad ascoltare Greta torna in mente Goethe, quando disse che “i giovani sono insopportabili e se li sopportiamo è solo perché ci ricordiamo di essere stati anche noi giovani”. Ma c’è una sonora differenza tra lo spirito goliardico e coraggioso che spinge molti studenti ad esporsi per navigare contro corrente e il conformismo qualunquista del popolo gretino che rivendica un futuro ancora tutto da guadagnarsi e avanza

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fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/greta-thunberg-banalita-nuovi-sessantottini-conformisti-131058/

Università di Glasgow: vietato ai cristiani mostrare segni, loghi e immagini pro-vita

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di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

Presso l’Università di Strathclyde (Glasgow) è diventato pericolo manifestare a favore della vita. Al gruppo “Strathclyde Students for Life” è stato ordinato di ritirare i poster che offrivano supporto alle donne in gravidanza e includevano  l’immagine di un bambino con sindrome di Down.  L’ordine è arrivato dall’associazione studentesca britannica, che ha imposto a questo gruppo cristiano di non mostrare segni, loghi e qualsiasi altra immagine pro-vita. I componenti del gruppo sono rimasti scioccati dall’iniziativa,  concretizzatasi anche in atteggiamenti ostili ben visibili. Infatti gli studenti pro-life sono stati affrontati fisicamente nel cortile dell’Università da alcune matricole contrarie ai messaggi pro-vita, giovani che hanno chiesto che i poster fossero rimossi. Catherine Deighan, presidente di Strathclyde Students for Life, ha condannato le azioni dell’associazione studentesca, accusandola di avere applicato una scandalosa censura, ridicola anche per il fatto che il gruppo pro-life ha esibito manifesti innocui, nel senso che non mostrano nulla che qualcuno possa considerare inappropriato. La giovane ha spiegato che da alcuni anni la Strathclyde Students for Life è registrato ufficialmente all’Università di Strathclyde. “Quando abbiamo iniziato a studiare il primo anno, ci aspettavamo di entrare e ricevere lo stesso trattamento di tutti gli altri. Tuttavia, non ci è stata data questa cortesia”, ha detto la Deighan. Dopo le intimidazioni i giovani pro-life sono stati costretti a rimuovere il poster con il loro logo (che mostra la sagoma di un feto in via di sviluppo), non hanno più avuto modo di visualizzare la loro pagina Facebook e la possibilità di utilizzare il loro numero di telefono. “Questo ci ha lasciato incapaci di dire o fare qualcosa. Ci sentiamo privati dei nostri diritti e indifesi. Ci è stato detto che dicendo che eravamo a favore della vita abbiamo violato la nuova politica dell’Università. Ci siamo sentiti estremamente inopportuni e intimiditi, quindi abbiamo dovuto fare i bagagli e partire per proteggere il benessere dei membri della nostra società. Siamo stati discriminati e censurati. I poster che avevamo erano brochure di supporto per gli studenti che si potevano trovare in crisi per una gravidanza non prevista. Avevamo informazioni per qualsiasi studente in cerca di consigli post-aborto, avevamo brochure che fornivano informazioni sui nostri prossimi eventi. Non avevamo immagini o contenuti espliciti”. La disputa arriva in un momento di crescente preoccupazione, quando le università sono diventate politicamente corrette e stanno soffocando la libertà di espressione, ma solo quella dei cristiani. Infatti le azioni intraprese dallo staff del sindacato degli studenti sembrano contravvenire alla politica in materia di pari opportunità e discriminazione, che obbliga le persone di ogni credo e provenienza a essere trattate allo stesso modo. Michael Robinson, direttore delle comunicazioni e delle campagne per la Società per la protezione dei bambini non nati, ha descritto la situazione come “un vergognoso attacco ai giovani studenti. Le università dovrebbero essere luoghi in cui le persone possono condividere le proprie idee, esprimere le proprie opinioni e discuterne liberamente e apertamente. L’intimidazione intrapresa dallo staff fa parte del continuo attacco portato in atto per soffocare la libertà di espressione ed eliminare qualsiasi aspetto di una voce pro-vita al college. La fine di vite umane innocenti non può mai essere giustificata, quindi, secondo la loro logica, le strategie di censura devono essere rigorosamente applicate. È triste che sia proprio nelle università che prosperano questi nemici della libertà. Sono i piccoli dittatori del nostro tempo, che con uno zelo diabolico non tollerano i pensieri di nessuno ma solo i loro. L’aborto è stato venduto come strumento per la libertà delle donne quando, in realtà, è un’arma coercitiva che gli uomini usano spesso per costringere le donne ad abortire il proprio figlio. Com’è tragico per gli uomini fare  tutto il possibile per mettere a tacere le giovani donne”.  Ciò che è accaduto agli Strathclyde Students for Life è stato condannato anche dai vescovi della Conferenza episcopale scozzese.

Ius culturae e famiglie arcobaleno: ecco il Family Act del ministro Bonetti

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Roma, 23 set – Fuori dalla Costituzione e dal buon senso. Così si potrebbe definire il prossimo Family Act, l’ideona del Ministro per la Famiglia Elena Bonetti, volto a introdurre lo ius culturae e ad aprire alle famiglie arcobaleno. Una mossa che piacerà ai tantissimi cattolici che ingrossano le file dei partiti di sinistra che non sanno più quali siano le chiarissime posizioni della Chiesa su famiglia e immigrazione, perché molti preti non lo spiegano più essendosi adeguati al politicamente corretto. E meno male che Elena Bonetti ha giurato: “Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la Costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della Nazione”.

La Bonetti, una volta di più, dimostra come si ragiona a sinistra: quando una cosa non è gradita si cambiano le regole per far tornare la logica con teoremi illogici. La famiglia diventa “le famiglie” dimenticandosi, anzi no, resettando cosa dice l’Art. 29. della Carta Costituzionale che recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”. Non è quindi, come sostiene la renziana mantovana nell’intervista rilasciata a La Stampa, “il diritto ad amare e il dovere di responsabilità reciproca”. No bella, gli risponde l’avvocato…

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fonte – https://www.ilprimatonazionale.it/politica/ius-culturae-famiglie-arcobaleno-family-act-ministro-bonetti-130938/

La prima “vescova” lesbica ordina alla Chiesa di rimuovere la Croce e inserire i simboli islamici

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Per far sentire i musulmani più a loro agio, la prima vescova lesbica del mondo ha ordinato di rimuovere i crocefissi dalle chiese e preparare stanze per farli pregare.

(di Nausica Della Valle) Eva Brunne è la prima vescova lesbica del mondo nominato nel 2009 dalla Chiesa luterana di Svezia, sposata con il prete lesbo Gunilla Linden e madre di un piccolo bambino, chiede la rimozione delle croci e di altri simboli cristiani nella chiesa dei marinai di Freeport a Stoccolma, per evitare che i marinai stranieri che praticano altre religioni come l’Islam «possano essere offesi».

Secondo notizie SVT.se, con sede a Stoccolma, Brunne non intende solo rimuovere i simboli cristiani, ma anche allestire una sala di preghiera all’interno della chiesa per soddisfare le persone di altre religioni, in particolare i visitatori musulmani. Ha spiegato che così facendo, i rifugiati musulmani che entrano in Svezia saranno più a loro agio.

Chiamando gli ospiti musulmani della chiesa «angeli», la vescova Eva, si è rivolta al suo blog ufficiale per spiegare che «rimuovere i simboli cristiani dalla chiesa e preparare l’edificio per la preghiera musulmana non rende un prete meno difensore della fede. Non farlo piuttosto renderebbe la persona più avara nei confronti delle persone di altre fedi».

Decisioni forti come queste hanno conseguenze inevitabili. La prima ondata di islamisti della Sharia grida per i loro diritti e minaccia ferocemente di prendere la vescova lesbica e di gettarla fuori dal campanile. Ai loro occhi è un’infedele, sia perché una donna secondo la loro religione non può parlare in pubblico, sia perché è un’omosessuale, tutti i crimini che meritano la morte per loro.

La vescova tenne una riunione nella chiesa missionaria dei marinai nei cantieri orientali di Stoccolma e sfidò il sacerdote a spiegare cosa avrebbe fatto se l’equipaggio di una nave fosse entrato in porto che non era cristiano, ma voleva pregare.

La vescova ha insistito, spingendo sul fatto che questo non avrebbe creato alcun problema, visto che tutti gli aeroporti e gli ospedali avevano già sale di preghiera multi-fede, e la conversione della chiesa del cantiere a solo accelerato questa decisione.

«Rendere disponibile una stanza per persone di altre fedi non significa che non siamo difensori della nostra stessa fede. I sacerdoti sono chiamati a proclamare Cristo. Lo facciamo ogni giorno e in ogni incontro con le persone», ha riferito Brunne. «Ma ciò non significa chiudere le porte a persone di altre fedi».

Padre Patrik Pettersson, uno dei sacerdoti della sua diocesi e attivo nella stessa parrocchia della chiesa missionaria dei Seaman, ha risposto in un suo blog, lamentando che non è possibile equiparare una chiesa consacrata con una sala di preghiera; «Pensavo che un vescovo avrebbe saputo la differenza (tra una sala di preghiera e una chiesa» commenta.

I tentativi di Brunne di rendere la vita più confortevole per i musulmani e altri visitatori non cristiani sono stati fortemente contrastati da Pamela Geller, autrice di «Stop the Islamization of America».

«La Svezia l’ha persa», ha detto Geller a WND. «Sta sacrificando la propria eredità per accogliere gli immigrati che non saranno così accomodanti per gli svedesi nativi non musulmani. La vescova sta spianando la strada all’islamizzazione della Svezia».

I pensieri di Geller sono stati ripresi dal direttore della missione dei marinai Kiki Wetterberg, il quale ha affermato che rimuovere i simboli cristiani è un atto del tutto inutile. «Non ho alcun problema con i marinai musulmani o indù che vengono qui e pregano. Ma credo che siamo una chiesa cristiana, quindi manteniamo i simboli. Se visito una moschea, non chiedo loro di togliere i loro simboli. È solo mia la scelta di entrare», ha scritto sul giornale Dagen.

I vertici della Chiesa di Svezia, come molte altre chiese nazionali di tutta Europa, sembrano essere pienamente coinvolti nel raggiungere un obiettivo chiamato diversità. E il sacerdote responsabile della diocesi ha detto ai media: «Durante la protesta, la Chiesa svedese terrà un servizio in cui esprimerà gioia per la nostra città e per i nostri amici musulmani. C’è un forte sostegno per le diverse culture a Malmö ed è importante che la chiesa sia lì per sostenerlo».

fonte – https://vocecontrocorrente.it/la-prima-vescova-lesbica-ordina-alla-chiesa-di-rimuovere-la-croce-e-inserire-i-simboli-islamici/

Numero 176 di Sursum Corda, 22 settembre 2019

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– Comunicato numero 176. Il tributo a Cesare;

– Donazione ai poveri del 19 settembre 2019;

– Breve commento sul principio di laicità in relazione al passo citato;

– Massoni e Massoneria: all’origine del pensiero ecumenico;

– Dizionario di teologia dommatica. La Devozione;

– Ah! Quei preti! Opuscolo che confuta l’anticlericalismo;

– Dizionario di teologia dommatica. Il Diaconato;

– Fatti furba. Vademecum per la donna veramente prudente;

– Breve citazione di Papa Pio XII sugli ecumenisti;

– Orazione a San Giuseppe da Copertino, Confessore (18.9);

– Orazioni ai Santi Martiri Eustachio e famiglia (20.9);

– Preghiera alla Regina dei Martiri, addolorata Maria (15.9).

MASSONI E MASSONERIA

Spesso si parla della Massoneria, ma con idee poco chiare. Chi la crede una cosa ormai sorpassata; chi la stima null’altro che un’associazione di mutua assistenza, contro la quale — dicono — non si vede più per qual motivo la Chiesa debba ancora infierire nientemeno che con la scomunica. Altri, al solo nominarla, rievocano la memoria di riti strani e misteriosi, talvolta osceni, di evocazioni diaboliche, di assassini politici e così via. Volentieri, perciò, ci prestiamo ad aggiornare, benché sommariamente, i nostri lettori, pur convenendo, però, che non è affatto cosa facile dare in poche battute un’idea più o meno adeguata di una realtà molto complessa. Raccogliendo alcuni elementi principali, che verremo man mano spiegando, si potrebbe dire che la Massoneria è una società segreta, la quale, formando i suoi iscritti secondo un proprio metodo, detto iniziazione, si sforza di imbeverli profondamente delle proprie massime, affinché, a loro volta, essi si adoperino a farle trionfare nella società.

Prosegue sul sito: www.sursumcorda.cloud

 

Così la Cia creò l’Lsd (per controllare le menti)

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L’intelligence usò la droga per condurre test su detenuti, spie e psicopatici con l’obiettivo di alterare la personalità. Senza volerlo contribuì alla rivolta generazionale degli anni 60

NEW YORK La Seconda guerra mondiale è finita da pochi anni. L’Europa, ancora distrutta, è spaccata in due. L’Unione Sovietica, ormai potenza nucleare, fa paura. L’America continua a vivere nel terrore anche quando doma il maccartismo e mette fine alla «caccia alle streghe». È l’alba della Guerra fredda e la Cia, convinta che gli scienziati russi stiano cercando di trasformare l’essere umano in un’arma controllando la sua mente e attribuendogli una nuova personalità, decide di giocare d’anticipo affidando a un brillante chimico, Sidney Gottlieb, un progetto che ha gli stessi obiettivi: scoprire se è possibile sopprimere il carattere di un individuo sostituendolo con un altro creato artificialmente.

Gottlieb, un uomo inquieto, scosso da pulsioni etiche che lo spingono a rifiutare la religione ebraica, quella della sua famiglia, per battere altre strade, dall’agnosticismo al buddismo zen, accetta di guidare un programma segreto che lo porterà a usare molti uomini come cavie (alcuni moriranno, altri impazziranno) convinto che, per quanto alto, questo sia un prezzo che vale la pena pagare per difendere la libertà dell’America e dell’Occidente. Ottenuta carta bianca e molti soldi, privo di controlli, Gottlieb investe 240 mila dollari nell’acquisto di tutte le scorte di una nuova droga, l’Lsd, che trova in giro per il mondo. Può essere la materia prima per trasformare la personalità: il chimico decide di sottrarla ai russi (e alla Cina di Mao, ancora isolata ma già temuta).

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fonte – https://www.corriere.it/esteri/19_settembre_11/04-esteri-documentoicorriere-web-sezioni-e22027d4-d4d2-11e9-8dcf-5bb1c565a76e.shtml

Come opera e chi finanzia il fact-checking

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«Ho cinquant’anni, lavoro in un giornale e da qualche mese sono una sorta di sentinella del web». Inizia così il racconto di tale Lucia su uno degli scorsi numeri di Io Donna, che ci svela un altro aspetto dei Guardiani del politicamente corretto. La signora in questione afferma di lavorare per “Io-sono-qui”, un’organizzazione che si affianca a Butac.it, di cui abbiamo già parlato.

Si tratta di un’associazione di “attivisti digitali” che, essendo evidentemente depositaria della Verità assoluta per diritto divino, così si racconta: «combattiamo l’odio diffuso sui social media, la violenza verbale, i troll. Contrastiamo la diffusione delle Fake News e della disinformazione. Ci battiamo contro ogni intolleranza, il razzismo, il sessismo e l’ineguaglianza. (…) Siamo politicamente neutrali e non sosteniamo alcuna visione politica o religiosa. Focalizziamo la nostra azione a favore della democrazia, dell’inclusione, della libertà di parola e dei diritti»

Il gruppo, fondato da Anna Sidoti e Francesca Ulivi, nasce sull’onda di un analogo progetto svedese e si presenta sulle pagine di Butac con tutta una serie di racconti e testimonianze davvero “toccanti”. Per esempio, Francesca a un certo punto dice, convinta: «Io traccio una linea rossa tra disinformazione, misinformazione o falsa informazione e hate speech, per me è tutto collegato e continua ad aumentare nella logica del clickbaiting e della psicotica necessità di rendersi visibili».

Peccato che venga poi smentita dalla sedicente Lucia di Io Donna che svela: «il nostro obiettivo è proprio cavalcare l’algoritmo per fare salire nelle prime posizioni i post positivi e affossare quelli negativi. (…) Cruciali sono i like, i “mi piace”, che cerchiamo di mettere a pioggia sui post positivi, per fare massa».

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fonte – https://orwell.live/2019/09/23/come-opera-e-chi-finanzia-il-fact-checking/

21 settembre, S. Matteo Apostolo

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M. R.  :“In Etiopia il natale di san Matteo, Apostolo ed Evangelista, il quale, predicando in quella regione, patì il martirio. Il suo Van­gelo, scritto in lingua ebraica, per rivelazione dello stesso Matteo, fu ritrovato insieme col corpo del beato Barnaba Apostolo, al tempo dell’imperatore Zenone”.

Preghiera: “Per quell’ammirabile prontezza, con cui voi, o glorioso san Matteo, abbandonaste l’impiego, la casa e la famiglia, per conformarvi agli inviti di Gesù Cristo, ottenete a noi tutti la grazia di approfittare sempre con giubilo di tutte le divine ispirazioni. Per quell’ammirabile umiltà, con cui voi, o glorioso san Matteo, scrivendo prima d’ogni altro il Vangelo di Gesù Cristo, non vi qualificaste altrimenti che con il nome di pubblicano, impetrate a noi tutti la grazia divina e tutto quello che serve a conservarcela. Così sia.”

AUGURI A TUTTI QUELLI CHE PORTANO QUESTO NOME!

Dom Prosper: “La vocazione del pubblicano che Gesù invita a seguirlo è tutto un mistero” dice sant’Ambrogio (Commento su san Luca l. v, c. 5). Già parecchie feste di apostoli ci hanno descritta la loro chiamata. ma oggi vediamo chiamare un pubblicano, uno degli uomini che il popolo detestava, perché esigeva per conto di Erode Antipa le tasse di dogana, dazio e pedaggio. Sant’Ambrogio ce lo presenta “avaro e duro, intento a volgere a suo profitto il salario dei braccianti, le pene e i pericoli dei marinai”. Forse sant’Ambrogio è troppo severo e gli attribuisce i difetti dei suoi colleghi, ma, comunque sia, Gesù passò vicino al suo banco di doganiere, a Cafarnao, lo osservò attentamente e gli disse senz’altro: “Seguimi!”. Nella parola di Gesù vi sono autorità e tenerezza insieme e l’anima di Matteo, che era retta, fu illuminata da Dio e, lasciato tutto, abbandonato ad un altro l’ufficio, seguì il Signore. Egli meritò così il nome di Matteo, che vuoi dire il donato, ma il dono di Dio avrebbe poi superato di molto il dono che egli aveva fatto di se stesso. Dio era venuto a scegliere sulla terra quanto vi era di più umile e di più disprezzato, per la funzione sociale che compiva, per farne un principe del suo popolo (Sal 112) e dargli la dignità più alta che vi sia al mondo, dopo la Maternità divina, la dignità di Apostolo! Matteo volle festeggiare la sua chiamata con una grande cena alla quale invitò, non soltanto il Signore e i discepoli, ma anche tutti i suoi amici pubblicani, che furono numerosi al banchetto. Gesù si prestò ad un avvicinamento, che gli permetteva di proseguire la predicazione sul peccato e sul potere che aveva di perdonarlo, ma questo era un bello scandalo per la giustizia sdegnosa e rigida dei farisei, che trattavano come peccatori tutti quelli che non vivevano come loro, e non poterono tacere il loro stupore e la loro disapprovazione. Con la semplicità e bontà che consola chi è giudicato male e nello stesso tempo illumina chi è stato troppo severo, il Signore rispose: “Non coloro che stanno bene hanno bisogno del medico, ma i malati: io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”. Il Signore è medico, medico dei corpi e più ancora medico delle anime. Se chi è malato ricorre a lui, chi può rimproverarlo? Il medico presta la sua opera a chi lo avvicina: è cosa regolarissima. Gesù è venuto in questo mondo per guarire e restituire la salute, per guarire chi sente di aver bisogno di guarigione. Chi sta bene, o crede di star bene, non ha bisogno del medico e il Signore non è venuto per lui. Chi si crede giusto non ha bisogno delle sue misericordie ed egli si dedica ai peccatori: è venuto per invitarli a penitenza. Infelice chi crede di bastare a se stesso!” (Dom Delatte, L’Evangelo, I, 240, Mame, 1922). Matteo seguì il Maestro e restò per tre anni in intimità con lui, attento al suo insegnamento, testimone dei suoi miracoli e della sua Risurrezione. Dopo la Pentecoste partì, come gli altri Apostoli, per evangelizzare il mondo. Sant’Ambrogio e san Paolino da Nola parlano della sua predicazione in Persia. Pare sia morto in Etiopia donde il suo corpo sarebbe stato portato a Salerno e la chiesa cattedrale salernitana è a lui dedicata. Clemente di Alessandria lo dice di grande austerità di vita e la tradizione afferma che morì martire, per aver sostenuto i diritti della verginità consacrata a Dio. La Chiesa sarà sempre riconoscente a san Matteo perché scrisse per il primo, e cioè prima del 70, l’insegnamento che aveva ascoltato dalla bocca stessa del Signore e che, dopo l’Ascensione, era trasmesso oralmente. Lo scrisse in aramaico per i Giudei già convertiti, ma anche per tutti coloro che non avevano voluto riconoscere in Gesù il Messia promesso ai padri. Egli si propose di dimostrare che il Crocifisso del Calvario era l’erede delle promesse fatte a Davide, il Messia annunziato dai Profeti, colui che era venuto a fondare il vero regno di Dio. Si rivolse anche a tutti i cristiani e anche a noi, che consideriamo il Vangelo la “buona novella per eccellenza, la sola, parlando con esattezza, che esista al mondo: l’annunzio che l’uomo, chiamato prima all’amicizia e alla vita di Dio, poi decaduto da tanta grandezza, vi era riportato dal Figlio di Dio” (Dom Delatte, L’Evangelo, I, vii). Come piacque al Signore la tua umiltà! Ti meritò di essere oggi così grande nel regno dei cieli (Mt 18,1-4), fece di te il confidente dell’Eterna Sapienza incarnata. La Sapienza del Padre, che si allontana dai prudenti e si rivela ai piccoli (ivi 11,25), rinnovò l’anima tua con la sua divina intimità e la riempì del vino nuovo della sua celeste dottrina (ivi 1,21-23). Tu avevi compreso così bene il suo amore che ti scelse per farti il primo storico della sua vita terrestre e mortale che per mezzo tuo l’Uomo-Dio si rivelò al mondo. Insegnamento magnifico il tuo (ivi 5-8) dice la Chiesa nella Messa, raccogliendo l’eredità di colei, che non seppe comprendere né il Maestro né i Profeti che l’annunziarono!   Evangelista e martire della verginità, veglia sopra la parte eletta del gregge del Signore. Non dimenticare però nessuno di quelli ai quali insegni che l’Emmanuele ebbe il nome di Salvatore (1,21-23). Tutti i redenti ti venerano e ti pregano. Per la via tracciata, per merito tuo, nell’ammirabile Discorso della Montagna, conduci noi tutti al regno dei cieli, che la tua penna ispirata così spesso ricorda.

Fonte – Sodalitium  ; dom Prosper Guéranger. 

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