La dimension du «virage» est mesurable face à Fatima

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dans Sodalitium (Anno XXXIII, nº1), est paru la traduction de la conférence donnée à Milan par l’abbé Francesco Ricossa à l’occasion du 14ème Congrès d’Études Albertariennes, lequel s’était tenu le 14 novembre 2015. Ce document témoigne de l’état de la théologie mariale et ce que doit être notre dévotion à la Mère de Dieu. Le style parlé a été conservé. Marie antithèse de Satan. Le développement homogène du dogme marial du temps de Pie XII dans les écrits du Père Guérard des Lauriers. «Ce congrès a une double thématique. La première s’intitule, de manière générique, “Ipsa Conteret : elle t’écrasera la tête – Le rôle de la très Sainte Vierge Marie dans la défense de la foi” et ensuite l’intervention a un titre plus détaillé “Marie antithèse de Satan : le développement homogène du dogme marial du temps de Pie XII et dans les écrits du Père Guérard des Lauriers”. Nous avons donc peut-être manqué un peu à nos finalités statutaires et ce congrès est plus que jamais opportun pour nous permettre précisément de réaliser, à cette occasion, notre intention.»

Don Ricossa rappelle une branche de la théologie appelée “Mariologie” et qu’il existe un « dizionario di Mariologia » du Servite G. Roschini (dont j’ai déjà parlé à propos de la nature de l’intervention de Notre Dame). Quant au Père Guérard des Lauriers, on verra sa lettre ou il reconnaissait qu’il y a à présent un «signe» de MARIE qui demande toute notre attention. Continua a leggere

LO SGOVERNO ITALIANO DEL SUICIDIO ASSISTITO NAZIONALE

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goyaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Una notizia da censurare in Italia, data la sua ululante attualità: «Il 27 aprile la BKA, la polizia federale criminale, ha mandato in stampa un rapporto sulla “Criminalità nel contesto della migrazione” (Kriminalität im Kontext von Zuwanderung), in cui si registra un incremento di quasi il 500% di crimini sessuali commessi da immigrati (aggressioni sessuali, stupri e abusi sessuali sui minori) nel corso degli ultimi quattro anni» (Lorenza Formicola, su «L’Occidentale» del 15 giugno 2017).

Il governo che concede il sesso in prigione, non sa fare i calcoli sulla impervia pressione sessuale dei cosi detti rifugiati, in grande maggioranza giovani disoccupati e senza donne, per non dire senza obblighi legali a proposito che misconoscono? Anzi con inviti di fare figli quanto possono per una rapida occupazione europea (Erdogan) ?

Quando i presidente dell’INPS, in combutta con una classe dirigente di smidollati, a servizio di una classe potente di eversivi, promuove la migrazione selvaggia, lo fa in vista di una proiezione improponibile. Infatti, ricorre ai numeri positivi per l’INPS degli immigrati di 10 anni fa e più, che erano di tutt’altra proporzione e natura e perciò assimilabili. L’esperienze francesi e inglesi a proposito non hanno fatto forse capire che le turbe non hanno perché adattarsi a un ambiente che odiano? Continua a leggere

LA GRANDE IMPOSTURA RELIGIOSA A LUNGO TERMINE, la stessa dal ‘58

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di Arai Daniele

Le due guerre si sovrappongono, poiché è innegabile che la persecuzione armata ai cristiani è parte della prima, mentre la persecuzione interna e strisciante nella Chiesa è la seconda, di lunga durata e in mezzo alla grande apostasia è capita da pochi.

Sembra incredibile, ma per vedere la vera grande guerra religiosa a lungo termine – contro le anime – che va al di la di tutte le altre, è inutile guardare alle guerre del califfato islamico, o tra sunniti e sciiti e questi agli ebrei, o altri conflitti religiosi attorno al mondo;  – è quella interna al Cattolicesimo. O per definirla meglio, quella che dalla morte di Pio XII, e più ancora dopo il Vaticano 2, scuote dal suo Interno la Chiesa Cattolica per mutarla e con essa l’uomo stesso. Sì, mutarla con l’inganno, che significa sostituite per demolire la sua Dottrina e Liturgia. Essa è la guerra micidiale per le anime,che ora con Bergoglio raggiunge l’apice dell’impostura clericale, per far credere nella menzogna conciliare.   Continua a leggere

Siamo all’ultima tappa rivoluzionaria per il ripudio d’ogni presenza divina?

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

“Per far trionfare il Regno di Dio è necessario innanzi tutto comprendere a fondo le realtà in cui siamo immersi. Il mondo non è altro che la rappresentazione di due forze in conflitto tra loro: Dio, che vuole salvare ogni uomo, e Satana, che vuole impedire tale evento e che cerca con ogni mezzo d’ingannare, fuorviare l’uomo, allontanandolo dalla Verità di Dio”

Sant’Ignazio di Loiola


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Mentre la situazione internazionale volge a gran conflitti e l’Europa cova una disgregazione sistematica, ci sarebbe da concentrarsi sulla nostra identità cristiana, nata dall’intervento di Dio in terra, che richiede un Suo Popolo.

Dove è questo popolo oggi? Non certo più a Roma.

Il fulcro della questione umana, la ragione per cui l’uomo dotato d’intelletto e volontà liberi è stato creato, è di riconoscere la Verità, per cui deve cercare il Bene, lodare il Bello; amare e rendere il culto a Dio su ogni cosa, riconoscendoLo fine ultimo della vita, a partire da questa terrena, personale e sociale.

Lo spirito avversario spinge alla relatività del bene e dell’amore a Dio, da sostituire con degli amori materiali, che cadono nell’amore dell’io e sfociano in quello dell’«altro», che dispensa ogni conversioni; spirito contrario che spinge alla relatività della Giustizia di Dio, da sostituire con un amore profano che non converte, ma degrada.

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CRITERIO FINALE PER SALVARE L’ETNIA ITALICA: LA SOPRAVVIVENZA DELL’INPS!

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A causa di alcuni problemi tecnici la scorsa settimana non è stato possibile pubblicare articoli. Ci scusiamo con gli autori, i segnalatori ed i sempre maggiori lettori.

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Dunque, mai più l’idea dell’Italiano come «popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori»; il criterio di sopravvivenza etnica è aggiornata e passa ormai ad essere soprattutto fondato sulla ricerca del nº sufficiente di contribuenti INPS. Si viveva con l’idea di edificare una nazione; ora si edifica l’idea di un ammasso di contribuente per farla sopravvivere!

Come si possa raggiungere tale nuova popolazione, aggregando etnie africane varie approdate dall’Africa, sarebbe, secondo una nuova intellighenzia venuta dal vuoto la grande «occasione dell´ora presente!» Non importa chi siano: quel che conta è mantenere la priorità di estendere il nuovo «principio contributivo» vitale ai nuovi arrivati. Continua a leggere

DUE TESTIMONI EPISCOPALI DELLA PROFEZIA DI FATIMA

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AraiL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Potrebbe sembrare che a promuovere il Messaggio profetico di Fatima siano tanti, specialmente nel mondo tradizionalista e perfino nell’apparato conciliare, i cui «papi», tutti, visitarono il luogo scelto dal Cielo, almeno da cardinali. Ma testimoniarono il Messaggio? No, al contrario, questi ultimi si servirono della popolarità di Fatima per veicolare le loro malefiche macchinazioni anticattoliche.
Tre sono i motivi speciali del Messaggio trasmesso dalla Madre di Dio: – la visione dell’inferno; – la necessità della devozione al Suo Cuore Immacolato per avere la pace; – il terzo castigo, del tempo della grande Apostasia e della rovina della Cristianità.
Qui voglio ricordare le due testimonianze dei monsignori Castro Mayer e Marcel Lefebvre che, proprio controcorrente dell’andazzo degenerato odierno, rimangono con la loro forza nella Storia della Chiesa. Su di queste testimonianze si possono misurare pure i tradimenti perfino di quanti si dicono loro successori.
Il Primo punto per il Vescovo Antonio de Castro Mayer era demitizzare la riduzione di Fatima come «rivelazone privata».
A questo scopo segue la traduzione della sua Presentazione al mio libro pubblicato in Brasile nel 1987: “Entre Fátima e o Abismo”, sul Segreto che interpella il Pontificato e turba la Cristianità».

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INCENDIO DI DIMENSIONI MOSTRUOSE IN PORTOGALLO NELL’ANNO CENTENARIO DI FATIMA

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L‘incendio nella zoimagena di Pedrógão Grande sarà ricordato come uno dei più letali mai registrato in Portogallo.
In Pedrógão Grande, quartiere della città di Leiria, infuriò nella sera di Sabato 17 giugno un incendio di enormi dimensioni.
L’incendio ha avuto origine in un terreno boschivo causato da una serie di fulmini a secco, un fenomeno raro e poco prevedibile.
Così è stato appurato dalle autorità e reso pubblico dallo stesso primo ministro Antonio Costa. Costui ha classificato la tragedia umana come una delle più terribili della storia portoghese.
È bene ricordare che il Portogallo odierno è retto da un governo socialista minoritario aperto ad ogni sperimento immorale perché a sostenerlo sono i comunisti e il blocco di sinistra, nemici di ogni idea di austeritá per sanare l’enorme debito pubblico. Questo è detto perché la politica in atto è quella degli imbonitori di fronte a qualsiasi male evidente. Dal presidente della Repubblica, il social democratico Marcelo Rebelo de Souza ad ogni ministro, la consegna è l’ottimismo ad oltranza, per mettere i mali sotto il tappetto, ma qui c’è poco da mentire, il Paese è il più esposto agli icendi dell’Europa, con 50 % del totale, una enormità, che fa considerarlo un vero barile di polvere pronto ad esplodere.

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Editoriale del Venerdì: Voci emmerse dal mare della grande apostasia

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Quasi non si parla dell’Apostasia e del Katéchon e si capisce perché, dato che questi termini rappresentano questioni spazzate via dalla libertà di coscienza e delle religione. Apostatare da cosa, quando fu dichiarato nella stessa Roma il diritto alla scelta di qualsiasi idea e credenza.

Lasciamo allora il termine ai mussulmani, resistenti ad aderire all’illuminismo, come aveva spesso predicato a loro Ratzinger, Benedetto 16, affinché aderissero alla filosofia delle luci come loro hanno fatto con il Vaticano 2.

Il «katéchon» allora, ma come si può ammettere uno che vorrebbe impedire questa libertà basilare? Ma vi è ancora chi di fronte a tale liberalità senza limiti parli dell’attuale grande alienazione dopo che l’argomento è stato reso tabù e rimosso dai «padroni del mondo», civili e religiosi; potrebbe aver diritto a parlare alle genti?

Eppure, la questione riesce ancora a disturbare quando nel affrontarla si infrangono i divieti risalendo a testi che puntano alle cause di quest’ora cruciale per l’umanità. E meno male che ci siano scritti da leggere che riguardano l’attuale mentalità alienata dal reale e dal vero, perciò dalla legge naturale e da quella divina.

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Chi ha paura del segreto di Fatima?

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L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L’Evento di Fatima, riportando gli uomini al senso cristiano della Storia, che ha per centro l’intervento di Cristo Signore nella vita del mondo – la presenza divina nella terra degli uomini -, ci aiuta anche a capire e ad approfondire i fatti storici dell’era moderna. Questa comprensione parte dal riconoscimento della fondamentale opposizione tra la Città di Dio e la Città degli uomini, tra la Chiesa e la Sinagoga di Satana, tra Roma e Babilonia, tra il Cristianesimo e la Rivoluzione. Per molti storici moderni ciò rientrerebbe in una “teoria della cospirazione”.

Forse questo termine sia utile ad esprimere una realtà, ma il problema, trattandosi di storia, è sapere se ciò sia realtà o leggenda. Se è realtà, come crediamo, allora si potrà dimostrare che solo alla sua luce si può riconoscere e capire i passaggi più oscuri della storia umana recente. Se fosse leggenda, allora essa avrebbe una tale continuità che spetterebbe a chi lo insinua dimostrare che i miracoli che si ripetono e non trovano altre spiegazioni nel corso dei secoli non racchiudano la verità che spiega tanti misteri e ragioni occulte della Storia.

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COMPARI DI UNA CHIESA NATA DALL’ADULTERIO DELLA VERITÀ

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di Arai Daniele

È visione generale consolidata e di buon senso che se tutta la Chiesa accetta l’elezione di un papa senza fiatare, senza sollevare sospetti sul conclave elettore, l’elezione è da ritenersi valida. Ma non è nessun dogma.

Infatti, la Bolla «Cum ex apostolatus», di Papa Paolo IV, definisce che non vale questo generale riconoscimento se si scopre che il «papa eletto» era deviato dalla fede prima di tale elezione. Allora il conclave che lo ha eletto, anche se avesse avuto l’unanimità dei cardinali, va ritenuto nullo, non avvenuto, con la conseguente nullità dell’eletto alla carica. Si trattava, perciò, di un chierico deviato occulto, che riuscì ad ingannare i cardinali sulle sue condizione di uomo fedele e lucido, non deviato da eresie (come il modernismo, né da sette massoniche). Continua a leggere

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