Archivio per la categoria Attualità

Bartali nelle tracce della Maturità. Se l’Anpi sapesse che aderì alla Rsi…

Il nome di Ginettaccio – come era soprannominato Gino Bartali – tra le tracce della maturità 2019 segna il riconoscimento del celeberrimo campione di umanità e di sportività scolpito nell’immaginario popolare degli italiani. Nella traccia da cui gli studenti partono è riportato un articolo scritto da Cristiano Gatti e pubblicato su Il Giornale del 24 settembre 2013, che  rievoca la vicenda degli ebrei salvati da Gino Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale, vicenda che gli valse il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni. L’amatissimo campione, icona della nostra storia sportiva è stato anche altro. Ce lo ha raccontato proprio su queste colonne Antonio Pannullo in un bellissimo e documentato articolo dal titolo “Ma lo sa l’Anpi che Gino Bartali era nella Repubblica sociale italiana?” . Visto che l’associazione dei partigiani ancora non si è risentita per questa traccia, desumiamo che no, che non ne sa nulla

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/bartali-nelle-tracce-della-maturita-il-campione-aderi-alla-rsi-se-lanpi-sapesse/

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L’odio dei trinariciuti per il crocifisso

Attacco alla giornalista rai che osa andare in onda con il crocifisso, di Mario Giordano (La Verità del 19/6/2019)

Ma come si permette? Condurre un telegiornale con un crocifisso al collo? Mostrare in tv un simbolo religioso? Per di più cattolico? È un’ offesa alla «civile convivenza». Una cosa «inconcepibile». Da «evitare». Non ancora un «reato», ecco, ma in attesa che lo diventi, un gesto assolutamente da proibire. Insomma, giornalista del tg: nasconda in fretta quella croce dentro la camicetta. E la prossima volta che deve tirare fuori qualcosa da là sotto, provi con una tetta. Vedrà che darà meno scandalo.
Lei è Marina Nalesso, conduttrice del Tg2. L’ altro giorno, lunedì 17 giugno, alle ore 13, si è presentata in video con un crocifisso appeso al collo, come quello che hanno milioni di italiani. Come quello che probabilmente ha sempre portato sua mamma, sua nonna, la mamma di sua nonna, come si usa nelle famiglie cattoliche che, incredibilmente, continuano a considerare il crocifisso il più grande messaggio d’ amore che sia mai stato lanciato. E non uno strumento di offesa. Lo vedete come sono strani questi cattolici? Davvero oscurantisti, retrogradi, passatisti. Inutili avanzi di Medioevo.
Nel frattempo che si provveda all’ uopo (cioè alla loro eliminazione) bisogna per lo meno cominciare a eliminare i loro simboli. Che almeno non si vedano. Via dagli ospedali (è successo pochi giorni fa a Chivasso), via dalle scuole (succede dappertutto), via dai seggi elettorali (è successo l’ altra domenica in provincia di Firenze). E soprattutto via dal collo di chi appare in tv.
In tv, come è noto, ormai si può mostrare tutto: simboli erotici, simboli sessuali, simboli che inneggiano alla droga, tatuaggi di ogni foggia e tipo, specialmente se un po’ hard, mostri, teschi, draghi, cannabis varie, mutandine invisibili, feste transessuali e scritte demenziali. Tutto, ma non il crocifisso. Quest’ ultimo (e solo quest’ultimo) infatti turba gli animi sensibili.

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Ungaretti agli esami di maturità. Fu Mussolini a scrivere la prefazione de “Il porto sepolto”

Roma, 19 giu – Se i denunciatori dell’eterno pericolo fascista non fossero delle capre ignoranti, la traccia di letteratura dell’esame di maturità 2019 iniziato oggi si presterebbe a un’infinita polemica. Ma poiché capre lo sono per davvero, nessuno ha avuto nulla da ridire circa la scelta della poesia di Giuseppe Ungaretti, “Risvegli”, tratta dalla raccolta Il porto sepolto, uscita nel 1916. Del libro, tuttavia, fu stampata un’edizione anche nel 1923, arricchita da una prefazione d’eccellenza: quella del presidente del Consiglio Benito Mussolini. Qualche anno fa, infatti, è stato scoperto da Francesca Petrocchi, ordinario di letterature moderne comparate all’università di Viterbo, un documento autografo, conservato all’Archivio Centrale dello Stato, con il quale Ungaretti chiedeva a Mussolini (ottenendola) la prefazione alla sua raccolta poetica.

La lettera di Ungaretti a Mussolini

La lettera porta la data del 5 novembre 1922: Ungaretti ricordava il suo ”valore di poeta” universalmente riconosciuto, aggiungendo: ”Meriterei di essere da un pubblico più vasto conosciuto ed amato. Finora non conosco bene che la fame. L’Italia nuova deve sapere dare di più al valore. Vuole Vostra Eccellenza che la rinnovata italianità sta consacrando, innalzare anche la mia fede? Riccorro a V. E. come a un signore della Rinascenza. Quando l’Italia è stata grandissima nel mondo, i potenti non sdegnarono di coronarla di bellezza (ch’è la sola cosa non peritura)”. Appena insediatosi al governo, quindi, Mussolini appariva al poeta un signore del Rinascimento.

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Alain de Benoist: discorso per un’Europa illiberale

Alain de Benoist è saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. Ha appena pubblicato Contro il liberalismo. La società non è un mercato, per le Edizioni di Rocher. Interveniva al sesto colloquio dell’Istituto ILIADE, «Europa, l’epoca delle frontiere», il 6 aprile 2019:

Signore e signori, cari amici,

Vorrei parlarvi di un fenomeno relativamente nuovo e non privo di legami con il tema di questa giornata. Si tratta dell’illiberalismo. La parola è un po’ barbara, ma il senso è abbastanza chiaro: essa designa l’avvento di nuove forme politiche che si richiamano alla democrazia, ma vogliono allo stesso tempo rompere con la democrazia liberale che si trova oggi in crisi in pressoché tutti i paesi del mondo.

Il termine è apparso alla fine degli anni ’90 negli scritti di un certo numero di insigni politologi, ma solo in tempi molto recenti, nel 2014, si è imposto fra il grande pubblico quando il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha pubblicamente dichiarato a un’università estiva del suo partito: «La nazione ungherese non è un aggregato di individui, ma una comunità che dobbiamo organizzare, fortificare e dunque elevare. In questo senso, il nuovo Stato che stiamo edificando non è uno Stato liberale ma illiberale». Aggiungeva che è giunto il momento di «comprendere sistemi che non sono occidentali, che non sono liberali, e che però fanno il successo di alcune nazioni».

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L’utero in affitto è pura schiavitù, cara Cgil

Quando, da buon illuso, tu pensi di averle viste tutte, puoi star sicuro che il peggio che deve ancora arrivare. Peggio che Italia dovrebbe arrivare mercoledì, a Roma, con convegno organizzato dall’Associazione Luca Coscioni e dalla Cgil-Nuovi diritti al termine del quale, a mo’ di ciliegina sulla torta, verrà illustrata una proposta di legge per legalizzare l’utero in affitto. Una notizia che ha scatenato uno scontro tra femministe e sindacato  che, ovviamente, mi guardo bene dall’interrompere anche se non si può non riconoscere che, come due volte al giorno fanno le lancette di un orologio rotto, stavolta sono le femministe a indicare l’ora giusta: quella d’incavolarsi.

Sì, perché l’utero in affitto non è un lavoro, figurarsi un dono, ma solo schiavitù. Per tutti: per la donna che arriva mercificare il proprio grembo e per chi non arriva a far funzionare il proprio cervello, non vedendo l’orrore di tale pratica. Per non parlare del bambino che diventa un pacco postale per adulti capricciosi. E’ una cosa bruttissima ma semplice: strano Maurizio Landini non la capisca. Sarà perché chi ha ideato il convegno ha pensato di insabbiare tutto, a partire dalle stesse parole utero in affitto, rimpiazzate con la «gestazione per altri», espressione cara solo a chi ha mandato a puttane la ragione. Motivo in più, in vista di mercoledì, per inalberarsi a nome di tutte le donne ridotte a forni dei loro figli ridotti a peluches per ricchi. Tranquilli, non è rabbia. E’ «indignazione per altri».

Giuliano Guzzo

fonte – https://giulianoguzzo.com/2019/06/17/lutero-in-affitto-e-pura-schiavitu-cara-cgil/

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Icone musicali lgbt verso il flop, il pubblico le abbandona

La cantante Madonna sembra aver fatto un buco nell’acqua con il suo nuovo tour.

Icone lgbt verso la fine? E’ presto per dirlo, ma sicuramente qualcosa nella coscienza americana sta cambiando. Siamo in America, un tempo patria delle avanguardie gay, oggi terra di confronto tra le parti, dove arrivano brutti segnali per l’acclamata regina della trasgressione: Madonna. La diva del pop, da sempre simbolo del mondo “arcobaleno”, sembra ormai essere una stella in caduta libera nel panorama musicale internazionale.

La cantante di origini italiane (il suo vero nome è Veronica Ciccone) è infatti pronta a partire con il suo nuovo tour di concerti, relativi al suo album in uscita in questi giorni “Madame X”. Ma l’apertura dei botteghini per le date americane ha mandato alla pop star segnali tutt’altro che incoraggianti.

Se quattro anni fa i biglietti erano andati sold out nell’arco di qualche ora, questa volta, a distanza di giorni, i posti disponibili sono ancora tantissimi. Il caso più eclatante è quello di Brooklyn, dove ancora si contano centinaia di ticket invenduti.

Un segnale, neanche troppo velato, che l’essere estremamente provocatoria le diede grande fama in passato, ma che oggi quel giochetto non funziona più. Forse per il fatto che – di certo – alcuni atteggiamenti non si addicono più a una signora di quasi 61 anni, o forse perché in America sta nascendo una coscienza diversa, che non intende più correr dietro a  icone trasgressive come questa.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/icone-musicali-lgbt-verso-il-flop-il-pubblico-le-abbandona1/

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Anche in Ecuador vince la lobby lgbt: legalizzate le unioni gay

Una sentenza storica delle Corte Costituzionale cambia le regole per le unioni tra persone dello stesso sesso.

Colpo grosso delle lobby gay in un altro Stato del mondo. Questa volta non si parla dell’estremo oriente (come fu nel caso di Taiwan nemmeno un mese fa) ma dell’America latina. L’Ecuador, infatti, ha legalizzato ufficialmente i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. La notizia è stata battuta dalle agenzie internazionali nella giornata di ieri e sta ormai facendo il giro dell’intero pianeta.

A stabilire le regole di questo tipo di “unione” è stata la Corte Costituzionale, dando così una svolta al riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali del paese.

La decisione delle scorse ore è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra le istituzioni nazionali e le associazioni lgbt, che da sempre chiedono una riforma in tal senso. Alla fine però il paese si è piegato. Ma non si tratta però del primo caso in America latina. L’Ecuador si unisce ad Argentina, Brasile, Costa Rica, Colombia e Uruguay, che hanno già reso legali i matrimoni egualitari negli anni scorsi.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-in-ecuador-vince-la-lobby-lgbt-legalizzate-le-unioni-gay/

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Dugin censurato, Campi: “Segno di debolezza e vacuità”

Come confermava nei giorni scorsi La Sicilia, l’Università di Messina ha revocato un incontro con il filosofo russo Aleksandr Dugin, autore della Quarta Teoria Politica. L’Università di Messina ribadiva che «tenuto conto anche delle numerose perplessità manifestate da molti docenti e delle controverse posizioni ideologiche del relatore, non concederà alcun locale per lo svolgimento dell’evento». Alcune associazioni partigiane, saputo dell’intervento di Dugin, erano intervenute sottolineando che il politologo russo «predica pericolose teorie fasciste. in particolare Dugin si richiama all’ideologo Julius Evola e in Russia ha costituito gruppi nazionalboscevichi, il cui contrassegno era la bandiera del Terzo Reich».

Campi commenta la censura che ha colpito Dugin

Il commento più interessante sulla vicenda lo ha scritto il Professor Alessandro Campi, politologo e docente presso l’Università di Perugia. «Molti giornali e siti presentano Aleksandr Dugin, in Italia in questi giorni per un giro di conferenze, come l’ispiratore segreto di Putin, ovvero come uno dei suoi più influenti consiglieri. Non so quanto sia vero. Tendo a pensare, per come ne conosco l’opera e il pensiero, che si tratti d’una esagerazione». osserva Campi.

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fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/11/dugin-censurato-campi-segno-di-debolezza-e-vacuita/

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Matrimonio gay, l’altra campana

di Emilio Giuliana

Sul primo matrimonio – unione civile di una coppia gay del Rione di Cristo Re, (qui articolo) interviene Emilio Giuliana di progetto Nazionale con una nota che offre spunti per un interessante dibattito.

L’articolo pubblicato dal nostro giornale è stato commentato sui social in modo positivo, sono stati infatti centinaia i messaggi di auguri fioccati in poche ore per i novelli sposi.

Certo non è mancata qualche critica, che però, se posta nel modo giusto e civile ci può stare.

L’intervento di Emilio Giuliana porta un ulteriore spunto di confronto perché parte da fatti storici  e si addentra anche nella etimologia delle parole per cercare di dare un senso ad un’ideologia o un valore che, di chiunque sia, va sempre rispettato.

LA RIFLESSIONI DI EMILIO GIULIANA – “Il ventesimo secolo sarà ricordato come il periodo della manipolazione e l’abuso inappropriato del linguaggio. Amore, famiglia, matrimonio sono in testa alla classifica. Etimologia di amore: La parola è composta dalla A che è un alfa privativo greco, cioè un suffisso che nega la parola che segue, come morale/amorale seguito da MORS che significa morte. Significa sconfiggere la morte.

L’amore è l’unica energia in grado di farlo perché da la vita. Etimologia di famiglia è da ricondursi al termine sascrito dhatu, “fondamento” e “parola”, greco ti-the-mi, “pongo” “fondo”,  osco faama, cioè “casa”, da cui il latino familia, cioè l’insieme dei famuli (moglie, figli, servi e schiavi del pater familias il capo della gens). Pertanto, famiglia in senso stretto ed originario, significa piccola comunità dei “persone che abitano nella stessa casa”; in senso ampio, l’insieme di persone legate da vincoli di sangue, da rapporto di parentele o affinità o da vincoli religiosi e/o legati quale il matrimonio. Il termine famiglia inoltre, può essere usato come sinonimo di casato, stirpe e dinastia.

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Nomine e tangenti: scandalo nella Magistratura

L’unica vicenda che mi pare assimilabile a quella che stiamo vivendo in questi giorni è quella dello scandalo P2 dei primi anni ’80 del secolo scorso”. Queste le parole del leader di Magistratura Democratica, Giuseppe Cascini. Si è diffusa oggi la notizia di un vero e proprio “centro di potere” esterno al consiglio supremo della magistratura.

In seguito allo scandalo, sono stati defenestrati, tra dimissioni e auto sospensioni, i seguenti consiglieri: Luigi Spina, Gianluigi Morlini, Corrado Cartoni, Antonio Lepre e Paolo Criscuoli. Seguendo le indagini, il giro di accordi ruotava attorno a Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati ed ex consigliere CSM già indagato per tangenti al consiglio di Stato, e il faccendiere Fabrizio Centofanti, quest’ultimo legato alla magistratura.

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Fonte – https://oltrelalinea.news/2019/06/06/scandalo-nomine-e-tangenti-nella-magistratura/

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