Brexit, “passo storico”: il governo britannico ha cancellato le leggi Ue

di Adolfo Spezzaferro

Londra, 19 ago – Il premier britannico Boris Johnson sta portando il Regno Unito dritto dritto verso l’uscita dalla Ue. Il ministro per la Brexit, Steve Barclay, ha firmato un decreto che cancella l’atto del 1972 che sanciva l’adozione delle leggi europee da parte del Regno Unito. Lo annuncia Downing Street con una nota. Si tratta, si legge nel comunicato del governo britannico, “di un passo storico per riportare il potere legislativo da Bruxelles al Regno Unito. Stiamo riprendendo il controllo delle nostre leggi come il popolo ha chiesto nel 2016“. L’abolizione dell’European Communities Act del 1972 sarà efficace nel momento in cui la Gran Bretagna lascerà formalmente la Ue, il prossimo 31 ottobre, con o senza accordo.

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Salvini, il governo tiene ancora. E spunta il maxi rimpasto

Il ministro dell’Interno manda segnali di distensione. Ma Di Maio replica: “La frittata è fatta”

La crisi di governo sembra ripartire dal via. Il governo Lega-M5S esiste ancora, una crisi non è stata formalizzata e all’orizzonte non c’è traccia della calendarizzazione della mozione di sfiducia presentata dal Carroccio contro Giuseppe Conte. Più che altro parole, come quelle pronunciate nelle ultime ore dagli attori protagonisti di questa vicenda. Luigi Di Maio parla di “governo paralizzato” e lancia un appello ai ministri leghisti perché firmino “l’ultimo decreto legge: quello che dà i diritti ai giovani riders, che ferma la chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli, che sostiene il costo dell’energia per l’ex-Alcoa in Sardegna, che bandisce un concorso per migliaia di giovani italiani come funzionari dell’Inps, che potenzia l’unità di crisi che si occupa delle aziende in difficoltà, che sostiene il lavoro a Taranto”. Il capo politico pentastellato chiede ai colleghi di “non tenere in ostaggio queste persone”.

Non risparmia colpi duri all’alleato, accusandolo di non aver tenuto fede all’annuncio di ritirare la delegazione del Carroccio dall’esecutivo: “Sono passati 5 giorni ma stanno ancora tutti lì attaccati alla poltrona. Deve far comodo, evidentemente, avere l’auto blu e i voli di Stato mentre si fa campagna elettorale nelle spiagge”. Salvini incassa, non replica, ritorna ‘zen’ e attiva il programma ‘pazienza del pescatore’. Continua a chiamare amici i cinquestelle e Di Maio (“anche se lui non vuole, ma per me è così”) e a chi gli chiede se sia possibile continuare assieme non risponde ma sorride: “Il mio telefono è sempre acceso e in queste ultime ore squilla parecchio”. Poi va anche oltre: “Questo governo si è fermato sui troppi no: Tav, Autonomia, riforma fiscale, giustizia. O c’è un governo con ministri del sì o un governo degli sconfitti non serve al Paese”.

Un segnale che ai piani alti del Movimento interpretano come il primo, vero cenno di “resa” del “ministro del tradimento”, come lo chiama Alessandro Di Battista, dopo che era toccato a Gian Marco Centinaio arare il campo pubblicamente. Il dialogo, però, non si è ancora riaperto e almeno a parole dovrebbe riaprirsi. “Salvini ha fatto tutto da solo, per tornare dopo nemmeno 24 ore nelle braccia di Berlusconi. Ora è pentito, ma ormai la frittata è fatta. Ognuno è artefice del proprio destino. Buona fortuna”, lascia nero su bianco Di Maio. E qui entra in gioco il recente passato, quando lo stesso leader pentastellato, durante i 90 giorni di tira e molla prima della nascita dell’esecutivo gialloverde, disse “discorso chiuso con la Lega”. Fu categorico nei toni, ma tutti sanno come è andata a finire poi la storia.

Qualche bene informato racconta di quelle che, per ora, possono essere solo rumors o “fantateorie”. Come quella che vorrebbe Salvini deciso a offrire a Di Maio la poltrona di presidente del Consiglio (con Conte la frattura non sembra sanabile) in cambio di un rimescolamento dei ministri, lasciando numericamente lo stesso assetto attuale, ma con cambi ai ministeri della Difesa, delle Infrastrutture, dell’Economia e nuovo spacchettamento di Mise e Lavoro, tenendo per il suo partito quest’ultimo dicastero.

Tornando ai fatti, il M5S prima di dedicarsi a capire se Salvini ha veramente intenzione di fare marcia indietro, aspetta segnali dal Pd. Gli ufficiali di collegamento sono al lavoro, ma non c’è sprint: i Cinquestelle non si fidano del ruolo troppo imponente di Matteo Renzi, che controlla i gruppi parlamentari, e preferirebbero trattare solo con Nicola Zingaretti, il segretario che gestisce il partito. Il ragionamento è più o meno questo: in aula votano deputati e senatori, dunque la partita è in mano all’ex premier, che intanto definisce “disertori” i democratici che si tireranno indietro da questa partita.

fonte – https://www.iltempo.it/politica/2019/08/16/news/governo-crisi-oggi-pd-5-stelle-conte-news-salvini-lega-di-maio-1198127/

Trump fa slittare i dazi. La guerra commerciale con la Cina è rimandata

Washington, 14 ago – Segna una battuta d’arresto la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Dopo l’escalation registrata negli ultimi mesi, Donald Trump ha infatti deciso di far slittare l’introduzione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Questa tassazione doganale prevede una tariffa del 10% sulle importazioni dall’«Impero del Dragone», per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari. Tale misura è stata pensata dal presidente Usa come controffensiva alla svalutazione dello yuan, la quale rappresenta una minaccia reale per le importazioni statunitensi.

Dazi dal 15 dicembre

Il presidente Usa aveva annunciato una decina di giorni fa che i nuovi dazi sarebbero scattati a partire dal 1° settembre. Ora, invece, il rinvio. Si parla del 15 dicembre. L’Ufficio del rappresentante Usa per il commercio ha infatti annunciato che «alcuni prodotti sono stati rimossi dalla lista dei dazi sulla base della sicurezza sanitaria, la sicurezza nazionale ed altri fattori». In sostanza, niente aumento delle tariffe del 10% su questi prodotti.

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FONTE – https://www.ilprimatonazionale.it/esteri/usa-trump-fa-slittare-dazi-cina-127400/

Esplosione nucleare in Russia, si teme una nuova Chernobyl

Segnalazione di Loris Zamperoni

Il livello di radiazioni è cresciuto e le autorità hanno deciso di sospendere la navigazione. Forse il disastro su una piattaforma off-shore

Un sottomarino per operazioni speciali ad alta profondità. Un missile da crociera nucleare che dovrebbe perforare lo scudo di difesa nemico. Nell’arco di poche settimane questi apparati sono stati teatro di incidenti con conseguenze gravi e spiegazioni lacunose da parte delle autorità russe. Non dicono mai tutto e lasciano buchi che vengono colmati dall’esterno con molte teorie.

Ripartiamo dall’ultimo caso, l’esplosione a Nenoksa, centro dove studiano motori per missili intercontinentali nella regione di Arcangelo. Cinque i morti tra tecnici e scienziati. Uomini che potrebbero presto essere ricordati come eroi con una onorificenza postuma. Le fonti ufficiali hanno parlato di un problema durante un test ad un propulsore, in particolare ad un piccolo reattore. Spiegazioni incomplete aggravate dagli allarmi lanciati dai responsabili locali.

Secondo alcune rilevazioni il livello di radiazioni è cresciuto di molto e le autorità hanno deciso la sospensione della navigazione marittima. Misura che contrasta con le rassicurazioni iniziali accolte con scetticismo dagli abitanti della zona. Una situazione grave – secondo alcuni funzionari statunitensi citati dal New York Times – addirittura seconda sola al disastro di Chernobyl

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fonte – https://www.corriere.it/esteri/19_agosto_13/esplosione-nucleare-russia-si-teme-nuova-chernobyl-d6d0e884-bd97-11e9-88cc-58d8f24ec1cd.shtml

Brasile, Bolsonaro vuole impunità per civili che sparano ai criminali

Di Matteo Orlando

Secondo il presidente del Brasile per ridurre la violenza in Brasile è necessaria l’introduzione di una norma che permetta ai cittadini di difendere con le armi le loro vite e le loro proprietà.

In Brasile il presidente d’origine italiana Jair Bolsonaro vuole l’impunità per le forze dell’ordine e per i civili che sparano ai criminali.

Attraverso un’intervista con la giornalista Leda Nagle, trasmessa su Youtube, il 64enne presidente brasiliano si è augurato che i malviventi “muoiano come scarafaggi nelle strade”.

Secondo Bolsonaro per ridurre la violenza in Brasile è necessaria l’introduzione di una norma che permetta ai cittadini di difendere, attraverso l’uso delle armi, le loro vite e le loro proprietà. Solo così il tasso di “violenza cadrà spaventosamente. I ragazzi moriranno per strada proprio come gli scarafaggi, ed è così che dovrebbe essere”, ha detto il Presidente del Brasile.

Bolsonaro, come aveva promesso, sta spingendo un progetto di legge, in portoghese è stato chiamato “excludente de ilicitude”, che una volta introdotto renderà non più illeciti atti che solitamente lo sono, come lo sparare ai delinquenti. Il provvedimento, che riformerà una norma del codice penale del Brasile, una volta approvato verrebbe applicato sia ai privati cittadini che alle forze dell’ordine e di sicurezza.

Jair Bolsonaro è convinto che la misura sia davvero necessaria perché la polizia verdeoro sta combattendo una lotta, a suo dire “impari”, contro le varie forme di criminalità organizzata presenti sul territorio dell’enorme stato sudamericano.

Adesso gli attivisti per i diritti umani temono che tali norme, se introdotte, possano causare un bagno di sangue. Quelli di Bolsonaro “sono commenti disgustosi”, ha detto Ariel de Castro Alves, un attivista veterano per i diritti umani e avvocato a San Paolo, temendo un picco di violenza mortale nei confronti dei poveri e dei giovani uomini di colore.

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Fonte: http://m.ilgiornale.it/news/2019/08/08/brasile-bolsonaro-vuole-impunita-per-civili-che-sparano-ai-criminali/1738058/

Ecco i bilanci d’oro dell’Ong che produce utili milionari

Un gigante del mare, un colosso da 14mila euro al giorno. Per portarlo fino in Libia l’associazione ha dovuto affittarlo, modificarlo, attrezzarlo e via dicendo. I costi sono ingenti. Ma i bilanci pubblicati dall’associazione e ricostruiti dal Giornale.it dicono che i fondi non sono un problema. Non in questo momento, almeno. Visto che negli ultimi due anni la Onlus nel complesso ha prodotto un utile da diversi milioni di euro. Cifre da far invidia a qualsiasi azienda italiana.

Sos Mediterranee è un’associazione particolare (leggi qui come è nata). Non ha un’unica bandiera, ma è come una rete formata da una federazione di “filiali” europee. Le sue sedi sono a Marsiglia (la prima e più grande), Milano, Berlino e Ginevra. Ognuna ha un bilancio proprio e raccoglie le donazioni in maniera autonoma.

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Fonte – http://m.ilgiornale.it/news/2019/08/07/ecco-i-bilanci-doro-dellong-che-produce-utili-milionari/1737098/

Bibbiano. “Così mi hanno portato via mia figlia”

Marco e Stefania raccontano la storia della loro figlia, portata via da casa 5 mesi fa da Polizia ed assistenti sociali, e di una vita da allora nell’inferno

Alle otto e mezzo del mattino Stefania sente bussare forte alla porta di casa. Una strada tranquilla vicino al centro di Reggio Emilia. Casette a schiera ordinate con un pezzo di giardino sul retro. Vive lì da tempo con la madre, il compagno Marco e la loro bambina di due anni. E i cani, un chihuahua e uno schnauzer nano. Quella mattina, è il 3 aprile di quest’anno, è sola a casa. Si avvicina alla porta. Un uomo e una donna le dicono che sono dell’Enpa, l’Ente nazionale per la protezione degli animali, e sono lì per una segnalazione, i cani abbaiavano.

Dopo un furto Marco ha installato le telecamere all’esterno e lei vede che sta arrivando ancora altra gente. Le tolgono la corrente. È spaventata, chiama la madre, che si precipita a casa e riaccende la luce, così le telecamere tornano in funzione.

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Fonte- https://www.panorama.it/news/cronaca/bibbiano-cosi-mi-portato-via-mia-figlia-esclusiva/

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