Fontana: Tribunale unico famiglia e minori

“Mi piacerebbe arrivare, insieme all’intero governo e dopo un confronto con magistratura, avvocatura e operatori del settore, all’istituzione di un tribunale unico della famiglia e dei minori che si occupi in maniera specifica e unitaria di queste tematiche, per cercare di accelerare ed essere molto più attenti a ciò che accade”. Così il Ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, a Quarta Repubblica, parlando dell’operazione Angeli e Demoni.

Il Ministro veronese ha inoltre ricordato che “a giorni”, in commissione al Senato, “partirà la discussione della nostra proposta di legge per l’istituzione della Commissione di inchiesta sulle case famiglia, che vada a verificare tutti i casi sul territorio nazionale”.

fonte – https://m.tgverona.it/pages/832061//politica/fontana_tribunale_unico_famiglia_e_minori.html

Nordio contro la “capitana”: “Sdegnato davanti alla sua prepotenza”

Carlo Nordio si è scagliato contro Carola Rackete: “Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese non può che reagire sdegnato”

Carlo Nordio si è scagliato contro la capitana Carola Rackete. L’ex magistrato, dopo aver definito la violazione di legge della Sea Watch “una provocazione programmata verso il nostro Paese“, è tornato a tuonare contro la Ong e la sua comandante.

 “Non pensavamo che l’irresponsabile arroganza della capitana sarebbe giunta al punto di sfidare una nostra imbarcazione militare con un gesto che, in altri Paesi, le sarebbe costato ben peggio di un comodo arresto domiciliare sotto il cielo di Lampedusa“, ha scritto Nordio sul Messaggero riferendosi alla manovra pirata della capitana al porto.

Chiunque abbia un minimo di rispetto per il nostro Paese – e non si limiti a sgolarsi con l’Inno Nazionale durante i campionati – non può che reagire sdegnato davanti a tanta vituperevole e sfrontata prepotenza“, ha spiegato l’ex magistrato.

Ora sarà la Magistratura a definire le responsabilità penali di Carola Rackete – ha concluso Nordio -. Ma al di là del giudizio penale – dal quale ci auguriamo che la Capitana non esca come una paladina ma nemmeno come una terrorista – resta la perniciosa confusione politica che questa storia ha creato. Mentre sembrava impantanato in una situazione senza uscita, Salvini ha trionfato su tutta la linea. Non così si può dire del Partito Democratico“.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lex-toga-contro-capitana-sdegnato-davanti-sua-prepotenza-1719027.html?mobile_detect=false

ONG vs Italia, è guerra: noi sappiamo da che parte stare

La respinta dell’Aquarius qualche giorno fa ha innescato un processo inevitabile, a patto che il governo prosegua sulla linea della fermezza, s’intenda: la guerra tra il “mondo delle ONG” (ivi compresi tutti coloro che le sostengono, da giornalisti a vip di vario genere) e il governo italiano. Un governo la cui figura centrale, in questo momento, è il ministro degli Interni Matteo Salvini.

Nel frattempo le reazioni – scontate – non si sono fatte attendere. Il leader leghista è sotto il fuoco incrociato dei soliti nemici: dagli attivisti in trentino che lo bollano, guarda un po’, come razzista, passando per le ONG che pensano al più originale “fascista”, a solito Saviano e tutto il mondo che lo circonda.

A Trento gli attivisti scrivono sui muri frasi inequivocabili.

Salvini sarebbe mandante dell’omicidio di Somayla Sacko, l’immigrato ucciso qualche giorno fa. Poi la ONG olandese Mission Lifeline scrive sul suo profilo twitter testuali parole, riferendosi proprio al leader del Carroccio: “Quando i fascisti ci fanno pubblicità”.

Cosa avrebbe fatto di male questo fascistissimo, razzistissimo e cattivissimo Salvini? Niente, non ha ucciso nessuno, non ha incarcerato nessuno (anche se forse potrebbe avere titolo), niente di niente. Ha solo negato, tanto a Lifeline che a un’altra ONG olandese (Seefuchs), l’approdo in Italia.

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L’associazione magistrati vuole ancora comandare: chi sbaglia non deve pagare

L’associazione magistrati vuole ancora comandare: chi sbaglia non deve pagare – di Francesco Storace

di Francesco Storace Ma quanto sono bravi quelli dell’associazione magistrati… Proprio durante la bufera che colpisce una casta intoccabile, se ne escono contro una proposta di legge giusta, che sta per essere varata dal Parlamento. La firma Enrico Costa di Forza Italia per dire basta ai mille arresti l’anno ingiustificati e senza sanzione per chi sbaglia a imprigionare Tizio o Caio. Vogliono …

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fonte – https://www.maurizioblondet.it/?email_id=2971&user_id=13803&urlpassed=aHR0cHM6Ly93d3cubWF1cml6aW9ibG9uZGV0Lml0L2xhc3NvY2lhemlvbmUtbWFnaXN0cmF0aS12dW9sZS1hbmNvcmEtY29tYW5kYXJlLWNoaS1zYmFnbGlhLW5vbi1kZXZlLXBhZ2FyZS1kaS1mcmFuY2VzY28tc3RvcmFjZS8&controller=stats&action=analyse&wysija-page=1&wysijap=subscriptions

De Luca e Bonaccini in bilico.Ecco maxi concorsi pubblici

Segnalazione di Antonio Amorosi

Regionali Campania e Emilia. Pd in bilico. Ma ecco i maxi concorsi pubblici

10.000 posti di lavoro in Campania e 1.300 in Emilia Romagna. A pochi mesi dalle prossime elezioni regionali partono i mega concorsi pubblici. Coincidenze…

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

Fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/regionali-campania-emilia-pd-in-bilico-ma-ecco-i-maxi-concorsi-pubblici-612383.html

Gratteri sotto attacco. Chi vuole trasferirlo dalla Calabria

Gratteri sotto attacco. A rischio. C’è chi vuole trasferirlo dalla Calabria

La ‘ndrangheta dice che è “un morto che cammina”, poi l’esposto di un importante politico e le contestazioni di una diocesi. Gratteri è a rischio trasferimento?

di Antonio Amorosi x Affaritaliani

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fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/gratteri-sotto-attacco-a-rischio-c-e-chi-vuole-trasferirlo-dalla-calabria-609060.html?refresh_ce

Bartali nelle tracce della Maturità. Se l’Anpi sapesse che aderì alla Rsi…

Il nome di Ginettaccio – come era soprannominato Gino Bartali – tra le tracce della maturità 2019 segna il riconoscimento del celeberrimo campione di umanità e di sportività scolpito nell’immaginario popolare degli italiani. Nella traccia da cui gli studenti partono è riportato un articolo scritto da Cristiano Gatti e pubblicato su Il Giornale del 24 settembre 2013, che  rievoca la vicenda degli ebrei salvati da Gino Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale, vicenda che gli valse il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni. L’amatissimo campione, icona della nostra storia sportiva è stato anche altro. Ce lo ha raccontato proprio su queste colonne Antonio Pannullo in un bellissimo e documentato articolo dal titolo “Ma lo sa l’Anpi che Gino Bartali era nella Repubblica sociale italiana?” . Visto che l’associazione dei partigiani ancora non si è risentita per questa traccia, desumiamo che no, che non ne sa nulla

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fonte – https://www.secoloditalia.it/2019/06/bartali-nelle-tracce-della-maturita-il-campione-aderi-alla-rsi-se-lanpi-sapesse/

L’odio dei trinariciuti per il crocifisso

Attacco alla giornalista rai che osa andare in onda con il crocifisso, di Mario Giordano (La Verità del 19/6/2019)

Ma come si permette? Condurre un telegiornale con un crocifisso al collo? Mostrare in tv un simbolo religioso? Per di più cattolico? È un’ offesa alla «civile convivenza». Una cosa «inconcepibile». Da «evitare». Non ancora un «reato», ecco, ma in attesa che lo diventi, un gesto assolutamente da proibire. Insomma, giornalista del tg: nasconda in fretta quella croce dentro la camicetta. E la prossima volta che deve tirare fuori qualcosa da là sotto, provi con una tetta. Vedrà che darà meno scandalo.
Lei è Marina Nalesso, conduttrice del Tg2. L’ altro giorno, lunedì 17 giugno, alle ore 13, si è presentata in video con un crocifisso appeso al collo, come quello che hanno milioni di italiani. Come quello che probabilmente ha sempre portato sua mamma, sua nonna, la mamma di sua nonna, come si usa nelle famiglie cattoliche che, incredibilmente, continuano a considerare il crocifisso il più grande messaggio d’ amore che sia mai stato lanciato. E non uno strumento di offesa. Lo vedete come sono strani questi cattolici? Davvero oscurantisti, retrogradi, passatisti. Inutili avanzi di Medioevo.
Nel frattempo che si provveda all’ uopo (cioè alla loro eliminazione) bisogna per lo meno cominciare a eliminare i loro simboli. Che almeno non si vedano. Via dagli ospedali (è successo pochi giorni fa a Chivasso), via dalle scuole (succede dappertutto), via dai seggi elettorali (è successo l’ altra domenica in provincia di Firenze). E soprattutto via dal collo di chi appare in tv.
In tv, come è noto, ormai si può mostrare tutto: simboli erotici, simboli sessuali, simboli che inneggiano alla droga, tatuaggi di ogni foggia e tipo, specialmente se un po’ hard, mostri, teschi, draghi, cannabis varie, mutandine invisibili, feste transessuali e scritte demenziali. Tutto, ma non il crocifisso. Quest’ ultimo (e solo quest’ultimo) infatti turba gli animi sensibili.

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Ungaretti agli esami di maturità. Fu Mussolini a scrivere la prefazione de “Il porto sepolto”

Roma, 19 giu – Se i denunciatori dell’eterno pericolo fascista non fossero delle capre ignoranti, la traccia di letteratura dell’esame di maturità 2019 iniziato oggi si presterebbe a un’infinita polemica. Ma poiché capre lo sono per davvero, nessuno ha avuto nulla da ridire circa la scelta della poesia di Giuseppe Ungaretti, “Risvegli”, tratta dalla raccolta Il porto sepolto, uscita nel 1916. Del libro, tuttavia, fu stampata un’edizione anche nel 1923, arricchita da una prefazione d’eccellenza: quella del presidente del Consiglio Benito Mussolini. Qualche anno fa, infatti, è stato scoperto da Francesca Petrocchi, ordinario di letterature moderne comparate all’università di Viterbo, un documento autografo, conservato all’Archivio Centrale dello Stato, con il quale Ungaretti chiedeva a Mussolini (ottenendola) la prefazione alla sua raccolta poetica.

La lettera di Ungaretti a Mussolini

La lettera porta la data del 5 novembre 1922: Ungaretti ricordava il suo ”valore di poeta” universalmente riconosciuto, aggiungendo: ”Meriterei di essere da un pubblico più vasto conosciuto ed amato. Finora non conosco bene che la fame. L’Italia nuova deve sapere dare di più al valore. Vuole Vostra Eccellenza che la rinnovata italianità sta consacrando, innalzare anche la mia fede? Riccorro a V. E. come a un signore della Rinascenza. Quando l’Italia è stata grandissima nel mondo, i potenti non sdegnarono di coronarla di bellezza (ch’è la sola cosa non peritura)”. Appena insediatosi al governo, quindi, Mussolini appariva al poeta un signore del Rinascimento.

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Alain de Benoist: discorso per un’Europa illiberale

Alain de Benoist è saggista, filosofo, autore di un centinaio di opere relative alla filosofia politica e alla storia delle idee. Ha appena pubblicato Contro il liberalismo. La società non è un mercato, per le Edizioni di Rocher. Interveniva al sesto colloquio dell’Istituto ILIADE, «Europa, l’epoca delle frontiere», il 6 aprile 2019:

Signore e signori, cari amici,

Vorrei parlarvi di un fenomeno relativamente nuovo e non privo di legami con il tema di questa giornata. Si tratta dell’illiberalismo. La parola è un po’ barbara, ma il senso è abbastanza chiaro: essa designa l’avvento di nuove forme politiche che si richiamano alla democrazia, ma vogliono allo stesso tempo rompere con la democrazia liberale che si trova oggi in crisi in pressoché tutti i paesi del mondo.

Il termine è apparso alla fine degli anni ’90 negli scritti di un certo numero di insigni politologi, ma solo in tempi molto recenti, nel 2014, si è imposto fra il grande pubblico quando il primo ministro ungherese, Viktor Orbán, ha pubblicamente dichiarato a un’università estiva del suo partito: «La nazione ungherese non è un aggregato di individui, ma una comunità che dobbiamo organizzare, fortificare e dunque elevare. In questo senso, il nuovo Stato che stiamo edificando non è uno Stato liberale ma illiberale». Aggiungeva che è giunto il momento di «comprendere sistemi che non sono occidentali, che non sono liberali, e che però fanno il successo di alcune nazioni».

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