Palamara inizia a fare i nomi: ecco chi sono i 133 testimoni chiamati

Il sempre ben informato D’Agostino ci fornisce degli elementi sul “caso Palamara”, che non deve andare nel dimenticatoio dei professionisti della distrazione di massa…(N.d.R.)

 

1 – DA ORLANDO A CAROFIGLIO, 133 TESTI CHIESTI DA PALAMARA A DISCIPLINARE CSM

Da www.adnkronos.com

Dall’ex ministro della Giustizia e vicesegretario del Pd Andrea Orlando, al magistrato e scrittore Gianrico Carofiglio, ai presidenti emeriti della Consulta, Cesare Mirabelli e Giovanni Maria Flick.

E’ lungo l’elenco dei testimoni per i quali la difesa di Luca Palamara, l’avvocato Stefano Giaime Guizzi, ha chiesto alla sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistraturala la citazione, in vista dell’udienza prevista il prossimo 21 luglio.

GIOVANNI LEGNINI LUCA PALAMARAGIOVANNI LEGNINI LUCA PALAMARA

L’elenco, che conta 133 nomi, comprende tra gli altri l’ex ministro della Difesa Roberta Pinotti, l’ex senatrice Anna Finocchiaro, l’attuale vicepresidente di Palazzo dei Marescialli David Ermini e gli ex Michele Vietti e Giovanni Legnini, il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Federico Cafiero De Raho, i pm romani Domenico Ielo, Sergio Colaiocco Luca Tescaroli, l’ex presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri.

ECCO I SUPER TESTIMONI CHE FANNO TREMARE I PALAZZI DEL POTERE

Giacomo Amadori e Fabio Amendolara per “la Verità” Continua a leggere

Il vaccino SputnikV per la collaborazione globale contro la pandemia

Questo articolo di opinione racconta la storia dietro la creazione del vaccino russo contro il COVID-19 e sottolinea la volontà della Russia di cooperare con la comunità internazionale

tratto da Sputnik News

Il «momento Sputnik» è arrivato. Il vaccino russo «Sputnik V» è stato lanciato diventando il primo vaccino COVID-19 registrato al mondo e rievocando i ricordi del lancio shock nel 1957 del satellite sovietico, che aprì lo Spazio all’esplorazione umana. Quella nuova portò non solo alla competizione ma anche a molti sforzi di collaborazione, inclusa la missione congiunta Apollo-Soyuz degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.

Un vaccino COVID-19 è la priorità numero uno al mondo in questo momento e molti paesi, organizzazioni e aziende, affermano di essere vicine a svilupparne uno. Entro la fine di quest’anno alcuni altri paesi potrebbero avere i propri vaccini. È importante che le barriere politiche non impediscano che le migliori tecnologie disponibili vengano utilizzate a beneficio di tutte le persone di fronte alla sfida più grave cui l’umanità si trova a dover affrontare da decenni.

Sfortunatamente, invece di esaminare la scienza dietro la collaudata piattaforma di vaccini basata sui vettori adenovirali (virus a DNA) che la Russia ha sviluppato, alcuni politici e media internazionali hanno scelto di concentrarsi sulla politica e sui tentativi di minare la credibilità del vaccino russo. Crediamo che un tale approccio sia controproducente e chiediamo un ‘cessate il fuoco’ politico sui vaccini di fronte alla pandemia COVID-19. CONTINUA SU:  https://www.diariodelweb.it/esteri/articolo/?nid=20200811-547136

Vedo nero. E anche noi…

di Alfio Krancic

Missile o non missile, nave russa/moldava carica di nitrato di ammonio, bomba tattica nucleare, deposito di armi di Hezbollah…Chissà qual’è la verità. Una cosa è certa: il FMI e Macron sono corsi in Libano a promettere aiuti (11 miliardi di $), e Dio solo sa quanto ne abbia bisogno il Paese dei Cedri, visto che ora è anche senza le riserve di grano distrutte nei silos dall’esplosione e soprattutto è senza il porto, attraverso il quale arrivava tutto quanto serviva alla sua sopravvivenza. FMI e Macron, dicevo, promettono aiuti a determinate condizioni (come il MES): il governo deve escludere il Partito di Dio, regolarmente eletto da parte del popolo libanese, dalla coalizione di governo. Insomma questo 2020 ci sta promettendo nei prossimi mesi fuochi d’artificio in quantità. Intanto ci ha regalato il Covid, che ha semidistrutto le economie occidentali; poi i soliti “esperti” ci hanno “garantito” una 2a Ondata, che non promette niente di buono; infine ci saranno le devastanti ricadute sociali una volta finite le ultime vacanze: fallimenti, disoccupazione e fame. I “migranti” continuano allegramente ad arrivare con grande gioia di Bergoglio, Boldrini e Bellanova. Addirittura i piddini chiedono l’approvazione dello Ius Soli che dovrebbe, nelle loro intenzioni, rallegrare lo stato d’animo dei cassintegrati e dei licenziati.
Last but not least c’è il quadro internazionale: Trump, che pareva essere un baluardo contro il Deep State e le derive anarco-libertarie, è sotto assedio. Negli USA gli antifa e i BLM continuano simpaticamente a protestare, distruggere e saccheggiare. La celebre maggioranza silenziosa e armata (130 milioni di armi in giro negli USA) , se ne sta rincantucciata in casa e non mette becco nella situazione. Trump è circondato e a Novembre rischia, anche grazie ai brogli elettronici, di perdere le elezioni. Coloro che si aspettavano arresti in massa di pedo-politici, rappresentati dello star-system, dei media etc. temo rimarranno con una canna in mano. Vedo nero. (E pure noi, n.d.r.)

I see black.
August 7, 2020 8:24 am 

Missile or not, Russian / Moldovan
ship loaded with ammonium nitrate, 
tactical nuclear bomb, Hezbollah 
weapons depot ... Who knows what 
the truth is. One thing is certain: 
the IMF and Macron have rushed to 
Lebanon to promise aid ($ 11 billion), 
and God knows how much the Land of the 
Cedars needs it, since it is now also 
without the grain reserves destroyed in 
silos by the explosion and above all it 
is without the port, through which 
everything necessary for its survival 
has arrived. IMF and Macron, I said, 
promise aid under certain conditions 
(such as the ESM): the government must 
exclude the Party of God, duly elected 
by the Lebanese people, and present in 
the ruling coalition. In short, this 2020 
promises us many "fireworks" in the 
coming months. In the meantime, this 
year has given us the Corona-virus 
which has partially destroyed the 
Western economies; then the usual 
"experts" have "guaranteed" us a second 
wave, which does not bode well; at the 
end there will be the devastating social 
repercussions once the last holidays 
are over: bankruptcies, unemployment 
and hunger. The "migrants" continue 
to arrive happy with the great joy of 
Bergoglio, Boldrini and Bellanova. Even 
the ex-communists are asking for the 
approval of the Ius Soli which should, 
in their intentions, cheer the mood
of the sacked and sacked.
Last but not least is the international 
scenario: Trump, who appeared to be a 
bulwark against the Deep State and 
anarcho-libertarian drifts, is under 
siege. In the United States the antifa 
and the BLM happily continue to protest, 
destroy and loot. The famous silent and 
armed majority (130 million guns and 
rifles around the United States) are 
huddled in their homes and do not show 
themselves. Trump is surrounded and 
risks losing the elections in November, 
also thanks to electronic fraud. Those 
who expected mass arrests of pedophile 
politicians, representatives of the 
star system, the media, etc. I'm afraid 
they will be left with a fistful of 
flies in hand. I see black.

Fonte: https://alfiokrancic.com/2020/08/07/vedo-nero/

È giallo sui file desecretati: spariti i verbali sulla zona rossa ad Alzano e Nembro

Noi crediamo che per molto meno in un Paese normale il premier dovrebbe DIMETTERSI…(n.d.r.)

di 

Dai verbali desecretati emerge che il Cts voleva chiusure differenziate. Assenti i dossier più spinosi su Alzano e Nembro

Sono stati per settimane al centro del dibattito politico. E potrebbero rivelare molto sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Italia da parte dei nostri governanti. Ora i famigerati verbali prodotti dal Cts (Comitato Tecnico Scientifico) sul Covid sono stati pubblicati. Sono online. E sono apparsi questa mattina sul sito della Fondazione Luigi Einaudi. Desecretati. Sono alla base della stesura dei Dpcm del governo durante la pandemia. Atti non più segreti, dunque, che ora faranno luce sulla gestione dell’epidemia.

La novità maggiore che emerge dalla lettura delle oltre 200 pagine è la seguente. Come scrive Repubblica, il 7 marzo scorso con un documento riservato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, il Cts proponeva al governo di “adottare due livelli di misure di contenimento”. Non un lockdwon generale che blindasse l’Italia intera, ma azioni di contenimento differenziate: una riguardante i territori in cui si osservava una maggiore diffusione del virus, l’altra riguardante il resto del territorio nazionale.

Il comitato spingeva, quindi, per azioni più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti. Due giorni dopo, però, il presidente del Consiglio con il Dpcm del 9 marzo dava il via alla serrata estendendo le stesse misure a tutto il Paese. Senza distinzioni. E senza giustificazioni apparenti.

Dopo la richiesta da parte della Fondazione Einaudi, questi documenti sono stati desecretati e pubblicati. La fondazione aveva chiesto, il 14 e il 18 aprile, l’accesso ai testi degli scienziati. Qualcosa che avrebbe fatto luce sulle misure adottate dal governo fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E, soprattutto, avrebbe chiarito la legittimità della compressione delle libertà costituzionali messa in discussione da singoli cittadini e dalle opposizioni.

Il governo si era inizialmente rifiutato di rendere pubblici gli atti. Il 22 luglio scorso, poi, il Tar aveva accolto il ricorso presentato contro questo diniego. Ma l’esecutivo aveva fatto a sua volta ricorso e il 31 luglio il Consiglio di Stato sospendeva l’effetto della sentenza del Tar del Lazio. In sostanza, quello sugli atti del Cts è stato un braccio di ferro andato avanti per mesi e su cui anche l’opposizione aveva dato battaglia.

Il centrodestra, e anche il Copasir, in particolare, chiedevano di renderli pubblici. Queste pagine sono firmate dal comitato istituito con un’ordinanza del capo della protezione civile il 3 febbraio scorso. I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020. Ma non sono tutti. Mancano, ad esempio, le riunioni dai primi giorni di marzo, quelle della mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in Val Seriana. Fondamentali per ricostruire quelle giornate.

Sull’assenza dei verbali che riguardano la mancata “zona rossa” del Bergamasco sono intervenuti i parlamentari leghisti. In particolare, Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini. Tutti originari di quella provincia lombarda. “È inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro. Chiediamo con forza che venga resa nota anche la parte della documentazione del Cts che è stata consegnata alla Fondazione Einaudi. Presenteremo immediatamente un’interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato perché consideriamo grave che non si faccia chiarezza su uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza, ovvero la mancata zona rossa in bassa Val Seriana”.

C’è un’indagine in corso da parte della Procura di Bergamo, ma è un diritto dei cittadini, dei bergamaschi in particolare, conoscere il contenuto di quei verbali per capire perché prima il governo ha inviato centinaia di carabinieri, poliziotti e militari pronti a chiudere gli accessi ad Alzano e Nembro per poi sospendere tutto optando per la zona arancione in tutta la Lombardia.

“A questo punto – sottolineano gli esponenti della Lega – si faccia chiarezza su ogni aspetto per verificare anche se qualche esponente politico ha fatto pressioni sul governo perché non fosse istituita la zona rossa e se qualche parlamentare o consigliere regionale, oltre a Giorgio Gori quando era candidato governatore della Lombardia, ha ricevuto consistenti contributi da aziende della zona. Tutto legittimo, i bonifici per candidati e partiti politici sono ammessi, ma vista la situazione, le voci e l’inchiesta in corso, è doverosa la massima trasparenza e se qualche parlamentare, magari dell’attuale maggioranza, ha ricevuto un aiuto per la propria campagna elettorale, magari di 10mila euro, da un’azienda, magari di Nembro, ha il dovere verso la cittadinanza di dichiararlo pubblicamente se vuole dare un contributo alla chiarezza. Anzi ci aiuti a chiedere la desecretazione dei verbali del Cts al presidente Conte”.

L’evoluzione recente del destino di questi documenti è presto detta. Ieri sera alle 21.15 sono stati trasmessi tramite pec dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli, agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero. Il governo, in soldoni, ha fatto un passo indietro, decidendo di rivedere la propria posizione e anticipando il prevedibile esito dell’udienza fissata per il 10 settembre davanti al Consiglio di Stato. Termina così una lunga battaglia sostenuta da molti parlamentari e da gran parte dell’opinione pubblica italiana.

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Migranti, ricorso di associazioni finanziate da Soros e Rockefeller

di Roberto Vivadelli

Ricorso di due associazioni supportate dall’Open Society Foundations di George Soros e dalla Fondazione Rockfeller contro Italia, Malta e Libia. “Ricorrenti violazioni contro i migranti”

L’Asgi e il Cairo Institute for Human Rights Studies (Cihrs), associazioni sostenute e sponsorizzate rispettivamente dai magnati Soros e Rockfeller, hanno denunciato Italia, Libia e Malta dinanzi al Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite per presunte “ricorrenti violazioni“. Al centro del ricorso delle due associazioni pro-immigrazione, cioè che è successo nella giornata del 18 ottobre 2019, quando due uomini somali, insieme ad altre 50 persone, fuggono dalla Libia. Quando si trovano nella zona Sar maltese, “molto vicini a Lampedusa, chiamano soccorso. Hanno iniziato ad imbarcare acqua e la loro vita è in pericolo. Alarm Phone ricevuta la segnalazione dell’evento Sar chiede l’intervento di Malta e dell’Italia, autorità competenti secondo il diritto internazionale. Entrambe le autorità non effettuano alcun salvataggio mentre aspettano per molte ore l’arrivo della cosiddetta Guardia Costiera libica, che intercetta la barca e riporta in Libia tutte le persone a bordo. La motovedetta utilizzata è il “Fezzan” fornito ai libici dal governo italiano“.

In questo Paese, osservano, “i due uomini non trovano alcuna forma di protezione. Vengono più volte detenuti in diversi centri di detenzione. Alcuni di questi centri sono quelli finanziati dalle autorità italiane. Sono torturati e molte volte cercano di lasciare la Libia, dove rimangono bloccati per molto tempo“. Secondo le due associazioni, infatti, questo episodio esemplifica una prassi di respingimenti illegali perpetrati in accordo con la Libia, un Paese dove migranti, richiedenti asilo e rifugiati sono notoriamente perseguitati e dove c’è un sistematico ricorso alla detenzione arbitraria e la tortura. Alla conferenza stampa di presentazione del ricorso sono intervenuti Lorenzo Trucco, presidente di Asgi e uno dei legali rappresentati dei ricorrenti, e Karim Salem del Cairo Institute for Human Rights. Il ricorso, hanno sottolineato, è un modo per portare davanti al Comitato una strategia chiara: l’esternalizzazione delle frontiere dell’Europa, in cui ogni paese coinvolto svolge un ruolo preciso e decisivo.

Poco importa se l’Italia è stata lasciata sistematicamente sola dall’Europa dinanzi a un fenomeno come quello dell’immigrazione dall’Africa: l’obiettivo delle due associazioni è fare pressione al fine di stralciare l’accordo con i libici, che amplificherebbe a dismisura l’arrivo dei barconi sulle nostre coste, già fuori controllo. Secondo i dati del Viminale, i migranti sbarcati sulle nostre coste dal 1 gennaio ad oggi sono 13.381; nel 2019 erano stati 3.654. Solo a luglio ne sono arrivati 6.431, contro gli appena 1.088 del 2019. La cosa curiosa è che, rispetto al 2018 e al 2019, il numero di minori è crollato: 1.441 contro i 1.680 del 2019. Come se non bastasse siamo in emergenza sanitaria – come deciso dal governo – e alcuni dei migranti che sbarcano riescono a fuggire e a dileguarsi nel nulla. Stralciare l’accordo con i libici avrebbe conseguenze semplicemente catastrofiche e non risolverebbe certo il problema dei “diritti umani”: festeggerebbero solamente i trafficanti di esseri umani.

Ma da chi sono supportate Asgi e il Cairo Institute for Human Rights Studies (Cihrs)? Come riporta La Verità, la prima, si legge sul sito, è un’associazione di promozione sociale nata dall’intenzione di condividere la normativa nascente in tema d’immigrazione da un gruppo di avvocati, giuristi e studiosi che ha, nel tempo, contribuito con suoi documenti all’elaborazione dei testi normativi statali e comunitari in materia di immigrazione, asilo e cittadinanza, promuovendo nel dibattito politico-parlamentare e nell’operato dei pubblici poteri la tutela dei diritti nei confronti degli stranieri. È supportata dall’Open Society Foundations, l’organizzazione “filantropica” del finanziere George Soros, e dalla Fondazione Charlemagne. Come abbiamo già approfondito in questo articolo, George Soros supporta molte realtà che sponsorizzano l’immigrazione di massa, anche in Italia.

Per quanto riguarda il Cairo Institute for Human Rights Studies (Cihrs), spiega La Verità, parliamo di “un’organizzazione non governativa indipendente fondata nel 1993” allo scopo di “promuovere il rispetto dei principi dei diritti umani e della democrazia” e promuovere “la cultura dei diritti nella regione araba“. Il principale finanziatore del Cihrs è la Rockefeller Brothers Fund, fondata nel 1940 dai figli di John D. Rockefeller.

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Via il segreto di Stato sul Covid. “Christus Rex” procede con l’accesso agli atti

 

Abbiamo già effettuato la richiesta di accesso agli atti. Poi i bravi legali del nostro Circolo Chrisus Rex effettueranno la dettagliata analisi e inizieranno ad agire di conseguenza (n.d.r.)

Palazzo Chigi e Protezione civile dovevano rendere pubblici i verbali del Comitato tecnico scientifico

di Dario Martini per “Il Tempo”

Giuseppe Conte non riesce a festeggiare in santa pace l’accordo raggiunto a Bruxelles. Il suo problema sono proprio le donne. Prima ci si è messa l’ex moglie, che a capo di altre 11 colleghe dell’avvocatura dello Stato, ha vinto il ricorso contro Palazzo Chigi e il Tesoro ottenendo un bel risarcimento danni. Adesso ecco altre donne che mettono nei guai il premier, ordinando: fuori entro 30 giorni tutti gli atti secretati dalla presidenza del Consiglio dei ministri sulla emergenza Covid. Le tre donne in questione sono Mariangela Caminiti, Ines Simona Immacolata Pisano e Lucia Gizzi, i tre giudici amministrativi del Tar del Lazio (sezione prima quater) che hanno emesso la sentenza che impone alla presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della protezione civile di rendere pubblici i verbali del Comitato tecnico scientifico (Cts) in base a cui sono state prese tutte le decisioni più importanti per affrontare l’emergenza.

https://www.iltempo.it/politica/2020/07/22/news/giuseppe-conte-ex-moglie-valentina-fico-vince-causa-tar-lazio-risarcimento-contessa-palazzo-chigi-tesoro-avvocatura-stato-23938865/

È in base a questi verbali che Conte ha adottato tutti i famosi dpcm con cui ha compresso le libertà fondamentali per garantire la tutela della salute degli italiani. Il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, durante le sue famose conferenze stampa (quelle dove venivano snocciolati i numeri dei morti e dei contagiati) aveva spiegato che non gli era possibile rendere pubblici i verbali delle riunioni del Cts.

Venivano considerati dati sensibili, che sarebbe stato opportuno rendere pubblici solo ad emergenza finita. Addirittura, questi verbali erano secretati anche per alcuni membri del governo, come il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che a maggio era sbottato: «Li tengono nascosti anche a me».

https://www.iltempo.it/attualita/2020/07/23/news/giuseppe-conte-inchiesta-epidemia-colposa-coronavirus-denuncia-carlo-taormina-tribunale-ministri-speranza-virologi-23947308/

Adesso, si scopre che non si poteva fare. Bisogna ringraziare tre avvocati: Rocco Mauro Todero, Vincenzo Palumbo e Andrea Pruiti Ciarello, i quali si erano visti respingere l’accesso agli atti dal Dipartimento della protezione civile. Ma non si sono scoraggiati, hanno presentato ricorso al Tar e, adesso, lo hanno vinto. Il Tar, con sentenza pubblicata ieri, ha dato loro ragione e ha ordinato piena trasparenza sui verbali del Cts. Le valutazioni degli esperti, su cui Conte ha basato le sue decisioni, non sono dati sensibili. Continua a leggere

Boom di sbarchi: l’Italia spalanca i confini ai clandestini e al Covid-19

di Gianandrea Gaiani
Fonte: Analisi Difesa
Il boom di arrivi di immigrati illegali, tra i quali diversi positivi al Covid-19, sta mostrando in questi giorni in tutta la sua evidenza il pesante tracollo della residua credibilità del governo italiano alimentando la maliziosa ipotesi che l’esecutivo abbia bisogno di “importare” malati di Covid-19 per poter giustificare il prolungamento dello stato d’emergenza in scadenza il 31 luglio.
Non c’è dubbio infatti che il continuo flusso di clandestini afro-asiatici sia stato incoraggiato in questi mesi dal governo Conte che, pur di incrementare gli sbarchi, autonomi o gestiti attraverso le navi delle Ong, ha provveduto persino a
Impossibile infatti dimenticare che il 7 aprile scorso un decreto firmato da ben 4 ministri del Governo Conte (Esteri, Interno, Trasporti e Sanità) dichiarò di fatto chiusi agli sbarchi i porti italiani a causa dell’emergenza Covid-19.
Un decreto “archiviato” pochi giorni dopo dal via libera di Roma allo sbarco di clandestini da due navi delle Ong trasferendoli a bordo diun traghettoo attrezzato e affittato al costo di 1,2 milioni di euro al mese per la quarantena.
Una decisione che ha dimostrato la “sovranità limitata” auto imposta dal governo persino sulla difesa dei confini, tema in cui Roma sembra prendere ordini da trafficanti e Ong sostenute dai nostri “partner” paesi del Nord Europa.
Flussi illegali altrettanto nutriti, anche se meno visibili e composti ogni giorno da decine di afghani, pakistani e bengalesi, entrano in Italia attraverso la rotta balcanica varcando la frontiera slovena, come denunciano da tempo le autorità locali del Friuli. A tutti viene garantita accoglienza a tempo indeterminato nonostante il rischio epidemico.
Roma respinge alle frontiere, nel nome del rischio Covid-19, ricchi turisti statunitensi privi di sintomi e atterrati in Sardegna con un aereo privato (è accaduto davvero, per quanto pazzesco possa apparire abbiamo chiuso i confini ai cittadini USA ma non ai cinesi o ai clandestini afro-asiatici) ma lasciamo entrare illegalmente e poi accogliamo chiunque violi le nostre frontiere marittime o terrestri.
Inoltre non si può non evidenziare come vengano buttati al vento milioni per accogliere clandestini che hanno pagato criminali per giungere in Italia proprio nel momento in cui si fatica a trovare le risorse per l’emergenza economica e vi sono ancora forti carenze nel distribuire i fondi previsti per assistere gli italiani in difficoltà.
E i costi dell’accoglienza sono destinati a crescere ulteriormente con il noleggio di altre navi-quarantena mentre il ministero dell’Interno valuta anche di requisire caserme, ospedali militari o altri edifici da presidiare anche con i militari per sistemarvi i clandestini positivi al coronavirus.
Vale la pena ricordare che il governo ha “confinato” per mesi tutta Italia compromettendone l’economia in modo più rilevante di qualunque altro Nazione al mondo (secondo tutte le stime) con l’obiettivo di fermare il virus ed evitare che arrivasse a colpire pesantemente le regioni meridionali.
Obiettivo raggiunto con successo, anche se a caro prezzo in termini economici, ma che rischia di venire vanificato dallo sbarco di immigrati infetti distribuiti proprio nel Meridione d’Italia, come dimostrano le preoccupate reazioni di tanti amministratori locali appartenenti a diverse forze politiche in Sicilia, Puglia e Calabria.
La “strategia” del governo italiano sta infatti incoraggiando i flussi migratori illegali, in pieno boom in queste ultime ore, e sembra puntare a far riprendere anche il business dell’accoglienza gestito da enti e coop politicamente vicine alle forze che compongono la maggioranza governativa.
Organizzazioni che avevano già incassato dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, l’aumento delle tariffe diarie corrisposte per ogni clandestino accolto che erano state decurtate quando al Viminale sedeva Matteo Salvini per ridurle agli standardmedi  praticati nella Ue.
Nei giorni scorsi anche il Papa ha lanciato un appello per accogliere con corridoi umanitari (ovviamente sempre e solo in Italia) i migranti presenti nei centri di detenzione libici dopo essere stati intercettati e riportati indietro dalle motovedette di Tripoli, che in realtà sono appena 2.360 secondo le Nazioni Unite (Unhcr) e sarebbero facilmente rimpatriabili nei paesi d’origine dalle stesse agenzie dell’ONU.
Insomma, nonostante il dilagare del Covid-19 in Asia e Africa dovrebbe imporre a un’Italia che sembra essersi lasciata l’epidemia alle spalle la più ferrea chiusura dei confini nei confronti di quei paesi e soprattutto dell’immigrazione illegale, in molti, per ragioni politiche o di affari, puntano a un nuovo boom di sbarchi.
Alimentando con essi non solo l’immigrazione illegale e il crimine ma anche il rischio che nelle regioni del Sud si diffonda il coronavirus arginato nel Nord Italia.
“Per mesi abbiamo combattuto il Coronavirus, al costo di grandissimi sacrifici esistenziali, sociali ed economici.
Ma ora, a causa di questa incomprensibile indifferenza nei confronti della minaccia rappresentata dagli sbarchi incontrollati, tutti gli sforzi compiuti dai calabresi e dagli italiani rischiano di essere vanificati. Non possiamo consentirlo” ha detto la presidente della Regione Calabria, Jole Santelli. Meglio ricordare che per le stesse ragioni per cui il decreto dell’aprile scorso doveva “chiudere” i porti italiani agli sbarchi, oggi l’emergenza sanitaria impedisce di fatto il rimpatrio dei clandestini anche verso quei paesi con i quali l’Italia ha in atto accordi in tal senso, come Tunisia e Marocco.
Così come impedisce la ridistribuzione in Europa dei clandestini. Pratica a dire il vero più volte sbandierata dall’attuale governo come un successo fin dal vertice di Malta del settembre scorso ma in realtà mai concretizzatasi con numeri significativi di clandestini trasferiti in altri Stati partner della Ue.
L’estrema debolezza dell’Italia nei confronti dell’immigrazione clandestina, anche in condizioni di pericolo sanitario, costituisce un vantaggio per i trafficanti facendo incrementare le partenze da Tunisia, Libia e Algeria ma anche dalla ben più lontana Turchia da dove provengono i crescenti flussi in arrivo sulla costa ionica.
E che il governo non faccia poi molto per bloccare l’arrivo di stranieri malati in Italia lo dimostra anche il blocco dei voli dal Bangladesh, del tutto inutile considerato che dall’inizio dell’anno coi barconi dalla Libia sono sbarcati clandestinamente 1.715 bengalesi, nazionalità seconda solo a quella tunisina (2.296) tra quelle dei clandestini sbarcati quest’anno (seguono Costa d’Avorio, Algeria, Sudan, Marocco, Guinea …..)
Del resto i numeri parlano chiaro: tra il 1° gennaio e il 14 luglio 2019 erano sbarcati 3.186 clandestini e all’epoca non esisteva l’emergenza Coronavirus.
Nello stesso periodo quest’anno, in piena emergenza Covid, ne sono già sbarcati 9.372 e la tendenza è verso un ulteriore incremento favorito anche dalla presenza di 4 navi delle Ong che, come è chiaro da sempre, operano al largo delle coste libiche con l’obiettivo di sbarcare il maggior numero possibile di immigrati illegali solo ed esclusivamente in Italia.
Come più volte ribadito sui questo web-magazine, l’unica risposta efficace è rappresentata dai respingimenti assistiti, cioè dal negare lo sbarco ai clandestini rimorchiandoli o comunque riportandoli anche con la forza nelle acque libiche, tunisine e algerine allertando le locali autorità affinchè li prendano in consegna. Oppure riaccompagnandoli al confine sloveno, nel caso dei flussi che penetrano in Friuli.
Rimuovere l’arbitrario equivoco che equipara a “naufraghi” (da sbarcare sempre e solo in Italia) coloro che si mettono in mare dopo aver pagato criminali con il solo scopo di superare illegalmente i nostri confini nazionali (equivoco peraltro non giustificato lungo i confini terrestri) non è solo necessario per gli interessi nazionali ma indispensabile a garantire il rispetto dell’Italia, la cui sovranità è ormai ridicolizzata da anni da trafficanti, partner europei e lobby dei soccorsi e dell’accoglienza.
Dall’inizio dell’anno la Guardia costiera libica ha intercettato e riportato indietro oltre 6mila clandestini diretti in Italia onorando gli impegni assunti con Roma ma, considerando il dominio incontrastato esercitato dai turchi sulla Tripolitania, è lecito attendersi che Ankara possa rinnovare l’ormai consolidato ricatto all’Europa sui migranti illegali rinforzando i flussi non solo lungo la rotta balcanica ma anche lungo quella libica che impatta direttamente sull’Italia.
Non è un caso che a Sabratha, lungo la costa occidentale della Tripolitania, le forze turche e le milizie di Tripoli abbiano scarcerato i trafficanti imprigionati dalle truppe del generale Haftar una volta riconquistata quella regione.
Anche per questa ragione è evidente che solo i respingimenti possono scoraggiare ulteriori partenze dalle coste africane azzerando il business di chi si ingrassa, sulle due sponde del Mediterraneo, con i flussi di migranti illegali. Una misura ancor più indispensabile oggi che dovrebbe risultare imperativo scongiurare una nuova diffusione dell’epidemia di Covid-19 in Italia.

 

Baldassarre: Il Parlamento Ue boccia la norma che chiede chiarezza sui fondi delle Ong. Vergogna

“Sono basita dall’atteggiamento del Parlamento europeo, che oggi ha bocciato un emendamento del Gruppo Identità e Democrazia alla Risoluzione contro il riciclaggio di denaro sporco per includere le Ong nel novero dei soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio dell’Ue. Il Parlamento Europeo si è reso complice di un vergognoso business legato al loro finanziamento e alle loro spese”. A dirlo è stata l’eurodeputata leghista, Simona Baldassarre, membro del gruppo Id. “Sia chiaro, l’intento non era di danneggiare quelle Ong che perseguono fini veramente nobili e non avrebbero problemi a dichiarare i loro finanziamenti e i loro finanziatori, ma quello di poter smascherare tutte le organizzazioni che ricevono soldi da Soros e altri poteri forti per interessi poco chiari”. “I 5 Stelle si astengono, il Pd vota contro. Che alcune Ong di scafisti nel Mediterraneo ricevano finanziamenti poco limpidi è cosa nota, ma che le sinistre collaborino con loro per insabbiare i nomi di chi le finanzia è vergognoso!”.

DA

https://www.secoloditalia.it/comunicati-stampa/baldassarre-il-parlamento-ue-boccia-la-norma-che-chiede-chiarezza-sui-fondi-delle-ong-vergogna/

“Gesù è nero, accettatelo o vi uccido”, paura in un volo diretto a Chicago (VIDEO)

L’aereo dell’Alaska Airlines è stato deviato per Seattle-Tacoma. Non ci sono feriti.

di Lilia Ricca

«Ucciderò tutti su questo aereo, a meno che non accettiate che Gesù era un uomo di colore». Lo scorso fine settimana, un passeggero dell’Alaska Airlines ha minacciato di uccidere chiunque non accetti che «Gesù era un nero».

Sul volo 422 per Chicago, poco dopo il decollo, l’uomo disarmato è entrato in cabina urlando. Un funzionario dell’azienda lo ha detto al Seattle Times: «L’uomo è diventato estremamente belligerante e fisicamente aggressivo durante la salita».

In un video, viene visto minacciare i passeggeri “in nome di Gesù”, finché i passeggeri, compreso un poliziotto, non lo sopraffanno. L’aereo dell’Alaska Airlines doveva atterrare a Chicago, ma è stato deviato all’aeroporto internazionale di Seattle-Tacoma. Nessun passeggero o membro dell’equipaggio è rimasto ferito.

Fonte: Info Chrétienne

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