Archivio per la categoria BERGOGLIADI

“Papa” Francesco: “Gesù fu un profugo, ci ricorda chi fugge da guerre e fame”

Per Bergoglio, i piccoli migranti sono “incolpevoli vittime delle ingiustizie umane, bisogna spalancare i cancelli dei campi profughi”

Da “Papa” Francesco è arrivato un invito a riflettere sulle condizioni di migranti, profughi e rifugiati. “Il piccolo Gesù ci ricorda che la metà dei profughi di oggi, nel mondo, sono bambini, incolpevoli vittime delle ingiustizie umane“, ha detto agli organizzatori e agli artisti del Concerto di Natale in Vaticano. Bisogna “spalancare i cancelli dei campi profughie consentire ai giovani migranti di inserirsi nelle società nuove”, ha aggiunto. Prosegui la lettura »

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Papa: bene Global Compact, solidarietà verso i migranti

Appello a comunità internazionale.”Responsabilità e compassione”.

Papa Francesco saluta l’approvazione del Global Compact for Migration, elaborato in sede Onu e adottato da 164 Paesi – non dall’Italia – nella Conferenza intergovernativa di Marrakech, e rivolge un ulteriore richiamo alla comunità internazionale perché verso i migranti si operi “con responsabilità, solidarietà e compassione”.

Continua su: ANSA

fonte: http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/12/16/papa-bene-global-compact-solidarieta-verso-i-migranti-_468dbeac-378b-431c-89b9-b50bc61c85f0.html

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Bergoglio vuole vendere le chiese

Risultati immagini per vendiamo le chieseRiceviamo e pubblichiamo questa lettera ricevuta per la pubblicazione da una nostra lettrice

LETTERE DEI LETTORI

di Barbara Torre

Jorge Mario Bergoglio

C/O DOMUS SANCTAE MARTHAE

Piazza Santa Marta

00120 Città del Vaticano

Alle Diocesi e alle Parrocchie

Addì 04-12-2018

Oggetto: vendita delle chiese

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Bergoglio, le prove del legame tra la sua Chiesa e la massoneria: un attacco durissimo

Papa Francesco

Fari puntati sui legami tra il Vaticano e la massoneria. Un caso che si aprì con un intervento del cardinale Gianfranco Ravasi su Il Sole 24 ore, quando il 14 febbraio del 2016 scriveva un articolo titolato: “Cari fratelli massoni“. Come sottolinea Il Giornale, fu l’occasione per lanciare un messaggio ben preciso: basta chiusure e pregiudizi, è l’ora del dialogo, cerchiamo quello che ci unisce e non quello che ci divide. Non a caso, da allora sono iniziati degli incontri nelle diocesi italiane con l’attiva partecipazione del Grande Oriente d’Italia (Goi).

Eppure, la massoneria, è per definizione molto lontana dalla Chiesa Cattolica. E la ragione è molto semplice: la Chiesa ha sempre ravvisato il carattere satanico del progetto massonico e quindi la sua pericolosità per i fedeli cattolici. Eppure, ora, sottolinea sempre l’articolo del quotidiano di via Negri, si segue il metodo del “pastoralismo”, la base del pontificato di Papa Francesco. In buona sostanza, una Chiesa che si disinteressa della dottrina, nella teoria sempre valida ma in pratica anche pronta ad essere scardinata.

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MASSONERIA: BONANNO, ”NOI PULITI, PAPA FRANCESCO POTREBBE ESSERE NOSTRO CAPO”

Abruzzo Web Quotidiano on line per l’Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá

LA NOTIZIA DEL GIORNO (che non stupisce…)

di Loredana Lombardo

L’AQUILA – “La massoneria è pulita, composta da persone con una forte morale, tanto che potrebbe essere suo capo ideale Papa Francesco, in virtù del suo messaggio dell’universalità del Creatore ‘urbi et orbi’ , unico e comune per tutti gli esseri viventi, al di sopra delle religioni,  che è anche un principio cardine della massoneria”.

Parola di Vincenzo Bonanno, delegato magistrale Abruzzo Molise della Gran Loggia di rito scozzese, volto noto aquilano, in quanto storico docente di lingua inglese del liceo classico “Cotugno” e presso la facoltà di Scienze motorie.

Nell’intervista ad Abruzzoweb, Bonanno tiene a sfatare quelli che per lui sono solo pregiudizi intorno alla Massoneria, consolidatisi dopo vari scandali e vicende giudiziarie che hanno segnato la recente storia italiana, a cominciare quelle che hanno riguardato la loggia P2 di Licio Gelli.

“Non ci sono preclusioni per essere ammessi alla massoneria – spiega innanzitutto Bonanno – ci sono persone di ogni nazionalità, cultura, senza distinzioni di ceto, orientamento sessuale o politico. Non accettiamo atei o agnostici, per un motivo molto semplice. Noi crediamo che ci sia un Dio, unico e comune a tutti”.

Le grandi famiglie italiane sono due, il Grand’Oriente d’Italia riservata solo agli uomini e la Gran Loggia di rito scozzese, a cui possono accedere anche le donne.

Bonanno è affiliato alla Gran Loggia di rito scozzese da oltre 40 anni, gli iscritti in tutta la regione sono circa un centinaio, divisi in gruppi provinciali.

Il gran maestro è l’avvocato Sergio Ciannella, che presiede il Supremo Consiglio.

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http://www.abruzzoweb.it/contenuti/massoneria-bonanno-noi-puliti-papa-francesco-potrebbe-essere-nostro-capo-/670302-4/ Prosegui la lettura »

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Alcune domande inquietanti sul caso “Kim Davis”

Mentre Bergoglio sembra aver convocato alcuni vaticanisti e canonisti, oltre a Francesco Coccopalmerio per studiare una formula per punire Viganò, sembra assai interessante leggere questo articolo, ove vengono attribuiti titoli ecclesiastici cattolici agli occupanti dei Sacri Palazzi, perché il sito è ufficialmente sedeplenista

Segnalazione di Corrispondenza Romana 

di Emmanuele Barbieri

La documentazione fornita dall’arcivescovo Viganò in merito al “caso Kim Davis” fa molto più che smentire la versione dei fatti presentata dall’omosessuale dichiarato Juan Carlos Cruz sul New York Times secondo il quale papa Francesco avrebbe licenziato il nunzio Viganò perché “colpevole” d’avergli sabotato il viaggio in USA nel 2015 organizzando un incontro, non voluto dal Papa, con la signora Davis, paladina della battaglia contro le “nozze gay”.

Secondo Cruz il nunzio Viganò avrebbe fatto incontrare papa Francesco con la signora Davis senza che il Papa lo volesse e allo scopo di sabotare la politica bergogliana di apertura alle istanze liberal dell’allora amministrazione Obama. Ne sarebbe seguita l’ira papale e la decisione di licenziare Viganò. Ora però monsignor Viganò fornisce documenti che attestano oltre ogni dubbio che: Prosegui la lettura »

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Il fine di Bergoglio? Far “abbandonare le credenze più preziose”

Il “cardinale” Cupich (“arcivescovo” di Chicago e pupillo americano di Bergoglio) svela l’inquietante significato del “pontificato” di Francesco.

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Chi afferma che la pena capitale è, in se stessa, un male, cade nell’eresia

del Prof. Roberto De Mattei

La liceità della pena di morte è una verità de fide tenenda, definita dal Magistero ordinario e universale della Chiesa, in maniera costante e inequivocabile. Chi afferma che la pena capitale è, in sé stessa, un male, cade nell’eresia.   

 L’insegnamento della Chiesa è stato chiaramente espresso nella lettera del 18 dicembre 1208, in cui Innocenzo III condanna la posizione valdese, con queste parole, riportate dal Denzinger: «De potestate saeculari asserimus, quod sine peccato mortali potest iudicium sanguinis exercere, dummodo ad inferendam vindictam non odio, sed iudicio, non incaute, sed consulte procedat» ( Enchiridion symbolorum,definitionum et declaratium de rebus fidei et morum, a cura di Peter Hünermann S.J., n. 795). (Per quanto riguarda il potere secolare, affermiamo che si può esercitare la pena di morte senza peccato mortale, a condizione che la vendetta sia esercitata non per odio, ma per giudizio, non in maniera imprudente, ma con moderazione).  

La medesima posizione fu ribadita dal Catechismo del Concilio di Trento (Parte terza, n. 328), dal Catechismo maggiore di san Pio X (Parte terza, n. 413) e dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica (n. 2267) (seppur invalido perché legiferato da autorità illegittime, n.d.r.). Papa Francesco (Il “non-papa” Francesco, n.d.r.) ha firmato ora un rescritto che modifica il Catechismo (della stessa Contro-Chiesa Conciliare, n.d.r.) con questa nuova formulazione: «La Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che ‘la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona’, e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo». Prosegui la lettura »

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La “carità” di Bergoglio, ovvero il Regno della Quantità

La "carità" di Bergoglio, ovvero il Regno della Quantità

La “carità” di Bergoglio, ovvero il Regno della Quantità

Gli italiani sono tornati a emigrare come nel dopoguerra, ci informava un articolo  di qualche giorno  fa –  subito dimenticato. 250 mila, anzi più probabilmente 285 mila l’anno. E sono  per lo più laureati e diplomati, il 64 per cento. Dunque, mentre noi   accogliamo ogni anno centinaia di migliaia di africani senza istruzione  (491 mila gli irregolari, 280 mila …

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QUANDO BERGOGLIO TELEFONÒ A ENRICO LETTA, E PARTÌ L’OPERAZIONE “MARE NOSTRUM”…

di Marco Tosatti

L’operazione “Mare Nostrum”, che segnò l’inizio della straordinaria ondata di migrazione (alcuni parlando di invasione) dalle coste africane, e in particolare dalla Libia destabilizzata dall’aggressione anglo-franco-americana,  ha avuto uno sponsor eccezionale. Lo rivelano a Stilum Curiae fonti di alto livello del Ministero degli Interni, che all’epoca erano presenti e operative nella stanza dei bottoni. Questa la rivelazione, di cui è stato testimone un alto funzionario del dicastero, oggi in pensione: il Pontefice (da sei mesi, si era nell’ottobre 2013) telefonò all’allora Presidente del Consiglio Enrico Letta per sollecitare un intervento dell’Italia. Mentre si è saputo di una telefonata successiva, quando il governo Letta era in difficoltà, del colloquio del 2013 non si era venuti a conoscenza. Ecco il racconto che ci è stato fatto, e che riportiamo, sicuri della solidità della fonte.

“Come è noto, la pressione migratoria eccezionale che l’Europa e, in particolare, l’Italia stanno vivendo ha avuto origine tra i mesi di ottobre e novembre 2013 quando, a seguito del naufragio di una barca carica di clandestini al largo di Lampedusa, l’Italia decise unilateralmente di varare l’Operazione “Mare Nostrum” allo scopo di raccogliere in mare quanti più migranti possibile, portarli sul territorio nazionale, far fare a tutti la domanda di asilo e trattarli, anziché come clandestini, come richiedenti asilo e, di fatto, come veri e propri profughi. Prosegui la lettura »

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